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Scherma, Navarria: "Nel 2017 volevo lasciare, bronzo olimpico inestimabile"

La 36enne friulana: "La mia gara perfetta? In Coppa del Mondo, quando ho trionfato a Tallinn".

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Scherma, Navarria: "Nel 2017 volevo lasciare, bronzo olimpico inestimabile" Fonte: Getty Images

Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, la schermitrice Mara Navarria ha svelato la sua gara perfetta: “In Coppa del Mondo, a Tallinn, nel 2017: ero stata costretta a iniziare dalla fase a gironi durante la quale ho vinto tutti gli assalti. Nel percorso ho battuto, in semifinale, la campionessa olimpica di Rio 2016, l’ungherese Emese Szasz. In finale ho superato la russa Tatiana Gudkova, campionessa del Mondo 2017, col punteggio di 15-12. Arrivai a quel risultato grazie a mio marito: seguendo il suo consiglio ho continuato con la scherma in un momento in cui volevo lasciare”.

La Navarria è reduce dal bronzo di squadra conquistato a Tokyo 2020: “Non si può negare che l’Olimpiade sia la gara in cui bisogna fare la differenza. Per l’atleta e per il movimento intero della spada, ha un valore inestimabile. Nonostante sia quarta nel ranking mondiale, e quindi abituata a un certo tipo di attenzioni e di pressioni, il valore mediatico e sportivo di una medaglia olimpica è qualcosa di difficilmente superabile. Io ho vinto anche un mondiale individuale: titolo prezioso e indimenticabile. Nel complesso, è una bella lotta scegliere tra questi due risultati ottenuti”.

La spada femminile, a Tokyo 2020, ha dato il meglio: “Ogni atleta ha trovato il suo ruolo all’interno della nostra squadra – ha aggiunto la Navarria -. Avevamo tirato insieme solo in una gara di Coppa del Mondo prima di Tokyo: forse questa situazione ci ha responsabilizzato ancora di più. Non abbiamo fatto grandi discorsi: tante volte bastava uno sguardo per farsi forza a vicenda”.

Infine, la Navarria ha raccontato il rapporto con la Fiammingo: “Io e Rossella siamo state molto unite. Siamo sempre state concentrate sull’obiettivo comune. Ciò ha aiutato sicuramente anche Federica e Alberta a dare il massimo in ogni momento. L’atteggiamento quotidiano e la schiettezza che si era creata tra noi, hanno reso possibile questo risultato. Per me è stata l’Olimpiade del riscatto. Dopo Londra, infatti, avevo saltato Rio. Desideravo tanto questa medaglia”.

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