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Paul racconta il marziano Djokovic: "È stato ingiocabile"

Lo statunitense non è riuscito a opporre resistenza al serbo nella semifinale degli Australian Open: "Non mi ha permesso di costruire il mio gioco, è stato perfetto pure sulla seconda di servizio. Obiettivi? Voglio vincere tornei...".

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Paul racconta il marziano Djokovic: "È stato ingiocabile" Fonte: Getty Images

Il sogno di raggiungere la prima finale in uno Slam è per il momento rinviato, ma Tommy Paul ha poco da rimproverarsi dopo essere stato spazzato via senza troppi complimenti da Novak Djokovic nella semifinale degli Australian Open.

Il 7-5, 6-1, 6-2 finale non spiega a sufficienza il dominio del serbo, che si è guadagnato la decima finale della propria carriera a Melbourne attraverso una prestazione praticamente perfetta, che non ha permesso allo statunitense di organizzare un contro-gioco, come spiegato dallo stesso Paul nella conferenza stampa post-partita:

“Novak ha risposto sempre benissimo, fin dall’inizio ha avuto grande profondità, non mi ha permesso di organizzarmi con uno schema di gioco – l’analisi di Paul – Avrei voluto fare un po’ di serve and volley, ma non ci sono riuscito neppure una volta… Quando mi entrava la prima lui mi rispondeva sulla linea di fondo e mi ritrovavo automaticamente in difesa. Ho provato con le smorzate, con gli slice, ma non mi ha letteralmente fatto fare nulla! Cosa mi ha sorpreso del suo gioco? Forse la sua seconda di servizio, era migliore di quanto pensassi, infatti non a caso il mio schema di gioco era quello di attaccarlo lì, ma non ci sono riuscito”.

C’è stata partita solo per una breve porzione di primo set, quando Djokovic era parso innervosirsi…: “A un certo punto mi ha rivolto un paio di sguardi e io ho fatto un paio di punti. Mi è sembrato che fosse un po’ irritato per qualcosa, sul 5-5 mi sembrava di poter avere qualche margine e invece… Non so esattamente cosa sia successo in quel momento, ma ha giocato un grande tennis“.

Per Paul comunque il bilancio del torneo è lusinghiero. Da lunedì il classe ’97 avrà il proprio career high in fatto di ranking, salendo in 19° posizione. Comunque troppo poco per un giocatore del suo talento, che pure in carriera ha vinto un solo torneo, nel 2021 a Stoccolma. Non è quindi difficile immaginare cosa chieda Tommy al proprio 2023…: “Entrare in campo è stato bello, certo, essere battuto così ti fa sentire travolto, ma il livello a cui ambisco di arrivare è questo, quindi è stata una buona esperienza. Mi piacerebbe entrare nella top 10, la stagione è iniziata benissimo, ma mi piacerebbe vincere dei tornei e non solo arrivare in semifinale…”.

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