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Serie A, Casini annuncia la svolta sul fuorigioco: cosa succede

Lo strumento tecnologico introdotto al Mondiale garantirà decisioni arbitrali efficienti e rapide.

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L’intervento ai microfoni di Rai Italia del presidente della Lega di Serie A Lorenzo Casini anticipa una novità per il calcio italiano, ovvero l’introduzione del fuorigioco semiautomatico già sperimentato nell’attuale Champions League e utilizzato nei Mondiali in corso.

Il 15 dicembre l’assemblea diretta dal 46enne romano presenterà un pacchetto di riforme destinate a cambiare il volto del calcio di casa nostra, meno competitivo anche per carenze extra-campo: le coppe europee ne sono una dimostrazione e centrare imprese estemporanee una panacea illusoria.

Cos’è il fuorigioco semiautomatico

Il fuorigioco semiautomatico, che era preventivato a partire dalla 1^ giornata del girone di ritorno, aiuta l’arbitro a valutare azioni dubbie con un’animazione tridimensionale, generata automaticamente durante la gara: “Come Serie A siamo pronti ad adottare questa tecnologia dal 4 gennaio”.

Nello stadio ci sono dodici telecamere, aggiuntive a quelle delle tv, che tracciano 29 ‘punti-dati’ dei giocatori e ne indicano con maggiore accuratezza la posizione in campo: i dati sono inoltrati a un AVAR dedicato al fuorigioco che verifica e comunica la decisione al VAR e all’arbitro .

Questa la posizione del presidente della Commissione arbitri della FIFA Pierluigi Collina: “Puntiamo a decisione migliori e più rapide, ma non è un fuorigioco robot; arbitri e assistenti sono responsabili della decisione in campo, la tecnologia offre loro un supporto”.

Casini e le riforme: “I giovani aiuteranno la Nazionale”

Il sorprendente kappaò contro la Macedonia del Nord, con la seconda eliminazione di fila dalla massima rassegna iridata, ha messo in discussione l’intero movimento: “È un percorso iniziato dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. Come Lega abbiamo sentito il dovere di proporre riforme che attraversano i vari ambiti, dal settore sportivo a come migliorare Var e tempi di gioco, alle seconde squadre”.

Al centro c’è la valorizzazione dei giovani: “Vorremmo organizzare le youth finals in una settimana dalla Primavera fino ai Settori Giovanili, chiediamo ai club un maggiore impiego attraverso le seconde squadre, sulla falsariga dell’esperienza positiva della Juventus”.

Il capitolo stadi è cruciale, perché attrae investimenti: “Il calcio non è un mondo a parte rispetto al Paese nella realizzazione delle infrastrutture. Come Lega abbiamo creato un laboratorio che entro fine gennaio raccoglierà i nodi burocratici: non è un problema di fondi realizzare lo stadio, ma di queste lungaggini”.

Casini e le tasse sospese: “Lo sport vuole pagare a rate”

L’attenzione dei media è rivolta alla questione delle tasse da rateizzare, una richiesta che anima un dibattito da uomo comune: “Stiamo assistendo al classico uso di un argomento fantoccio contro il calcio. La vicenda nasce un anno fa, dopo che il sistema dei ristori messo in campo per la maggior parte dei lavoratori non aveva funzionato”.

Il calcio ha pagato la mancanza di liquidità: “La pandemia ha fatto danni per gli impianti chiusi e le difficoltà degli sponsor e lo Stato ha sospeso il pagamento delle tasse per quattro mesi all’inizio e undici mesi in totale. La richiesta è di tutto lo sport italiano: vogliamo pagare a rate”.

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