Il curling è uno sport invernale di squadra che si pratica sul ghiaccio, noto per la combinazione di precisione, strategia e collaborazione. Nato in Scozia e oggi disciplina olimpica, viene spesso paragonato agli “scacchi sul ghiaccio” per l’importanza delle scelte tattiche.
Regole principali
Una partita di curling si gioca tra due squadre di quattro giocatori. Ogni squadra dispone di otto pietre (o stones) per ciascuna manche, che nel linguaggio tecnico si chiama "end". I giocatori lanciano a turno le pietre facendole scivolare lungo una pista di ghiaccio lunga circa 45 metri, cercando di farle fermare all’interno di un bersaglio circolare chiamato casa.
Durante il lancio, due compagni possono spazzare il ghiaccio davanti alla pietra con apposite scope: questa azione riduce l’attrito, permettendo di controllare velocità, distanza e traiettoria. Il capitano della squadra, detto skip, dirige il gioco e decide la strategia.
Attrezzi
L’attrezzo principale è la pietra da curling, realizzata in granito e dotata di un manico. Ogni pietra pesa circa 20 kg. Le scope servono per spazzare il ghiaccio e influenzare il movimento della pietra.
I giocatori indossano scarpe speciali, con una suola scivolosa (slider) e una antiscivolo, per mantenere equilibrio e controllo durante il lancio. L’abbigliamento è tecnico ma leggero, per consentire libertà di movimento.
Punteggi
Il punteggio viene assegnato al termine di ogni end. Solo una squadra segna punti: quella che ha la pietra più vicina al centro della casa. Ottiene un punto per ogni propria pietra che risulta più vicina al centro rispetto alla migliore pietra avversaria. Una partita standard è composta da 8 o 10 end.
Il curling si distingue per il forte spirito sportivo e il fair play, tanto che spesso sono gli stessi giocatori a segnalare eventuali infrazioni. È uno sport in cui abilità tecnica, comunicazione e strategia contano quanto la forza fisica, rendendolo affascinante e unico nel panorama degli sport invernali.










