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Tennis Miami Open, Sinner-Medvedev: cosa aspettarsi dalla semifinale, la lunga rivalità tra Jannik e lo Zar

Preview dell'ennesimo capitolo della rivalità tra Jannik Sinner e Daniil Medvedev, che andrà in scena in occasione delle semifinali del Master 1000 Miami Open

Pubblicato:

Matteo Morace

Matteo Morace

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Sarà ancora una volta Sinner contro Medvedev. In occasione delle semifinali del Master 1000 Miami Open andrà in scena l’undicesimo atto di una delle più intense rivalità degli ultimi anni nel tennis maschile. Una rivalità che ha vissuto due momenti ben distinti e che è il simbolo della crescita avuta da Jannik nell’ultimo anno. Ecco cosa aspettarsi dalla sfida in Florida tra l’altoatesino e il moscovita.

Il dominio iniziale di un Medvedev quasi annoiato

Gli scontri diretti sono una statistica molto utile per capire cosa aspettarsi da una partita e in questo caso a comandare è Daniil Medvedev con sei successi contro i quattro di Jannik Sinner. Ma c’è una specifica da fare sulle vittorie del russo: sono arrivate nei primi sei incontri con l’altoatesino.

L’inizio della rivalità tra i due è stata infatti, anche per via della giovane eta dell’azzurro, contraddistinta da un netto dominio di Medvedev, già maturo e capace di raggiungere traguardi importanti quando incontrò per la prima volta Sinner nel 2020 all’ATP 250 di Marsiglia. In quel caso Jannik sorprese inizialmente Daniil – il quale probabilmente aveva sottovalutato l’allora 18enne azzurro – vincendo il primo set con il risultato di 6-1, ma poi subì la schiacciante rimonta del russo che in meno di un’ora ribaltò il match con un netto 6-1 6-2.

Dodici mesi più tardi sempre a Marsiglia, Medvedev si ripeterà senza faticare vincendo 6-2 6-4. La differenza tra i due risulta ancora netta, come dimostra anche il primo set del loro incontro alle ATP Finals del 2021 vinto 6-0 e al termine del quale il russo imitò uno sbadiglio come per dire: “però così mi annoio” (gesto fatto più per stuzzicare il pubblico italiano che il suo avversario). Proprio quello sbadiglio scatenò la reazione dell’altoatesino che vinse il secondo set al tie-break e perse al terzo sempre al tie-break dopo aver fallito due matchpoint.

Dopo un altro successo senza storia, questa volta nel 2022 all’ATP 500 di Vienna, di Medvedev, i due si incontrarono in due finali ravvicinate tra febbraio e aprile 2023. Nella prima all’ATP 500 di Rotterdam Sinner era riuscito a vincere il primo set 7-5, dando l’impressione che i progressi mostrati, ma nascosti agli occhi dei meno attenti dai tanti infortuni, nel 2022 e dovuti al cambio in panchina, avessero dotato l’altoatesino delle contromisure necessarie per battere il russo. Fu però solo un’impressione, visto che poi Daniil ribaltò l’incontro con un doppio 6-2. Arriviamo dunque all’ultimo successo del russo che risale esattamente a dodici mesi, quando vinse in finale proprio a Miami con il risultato di 7-5 6-3.

La svolta a Pechino

La svolta per Sinner arriva a Pechino, alla loro terza finale del 2023. Jannik ci arriva dopo aver conquistato la prima semifinale slam a Wimbledon e il primo titolo Master 1000 in Canada, ma, soprattutto, con un piano ben definito per affrontare Medvedev. In confronto alle precedenti sfide, Jannik gioca in maniera molto più verticale, andando a rete ogni volta che ne aveva l’occasione per accorciare gli scambi e minare le sicurezze del russo. Il merito di questo cambio tattico? Forse Novak Djokovic, che poco più di un mese prima aveva battuto il russo in finale agli US Open proprio grazie a questa tattica.

La prova di forza di Sinner in Australia

Dal successo in Cina Sinner non ha più perso contro Medvedev vincendo anche la finale dell’ATP 500 di Vienna (7-6 4-6 6-3) e la semifinale delle ATP Finals nel 2023 (6-3 6-7 6-1) e, soprattutto, l’atto conclusivo dei recenti Australian Open. Proprio nell’Happy Slam Jannik ha dimostrato la propria superiorità, recuperando due set di svantaggio – vinti da un Daniil perfetto che aveva stravolto il proprio modo di giocare apposta per provare a sorprendere l’altoatesino – contro un avversario che a livello di finali slam ha sicuramente molta più esperienza – ma anche più brutti ricordi – di lui.

Il percorso di Medvedev e Sinner a Miami

Ad aver maggiormente impressionato a Miami è stato fin qui Medvedev, protagonista di un percorso netto, durante il quale ha eliminato nell’ordine Fucsovics, Norrie, Koepfer e Jarry senza cedere nemmeno un set. Il Sinner visto in Florida è invece stato forse il meno appariscente di questo – praticamente perfetto – inizio di 2024. L’altoatesino ha rischiato – e tanto – al 3° turno contro Tallon Griekspoor e anche negli altri incontri non è mai sembrato al 100%, risultando meno in controllo del gioco e, soprattutto, meno offensivo e verticale di quanto ci aveva abituato ultimamente. C’è però da dire che la miglior versione di Jannik qui in Florida è stata quella vista nel secondo set dei quarti di finale contro Thomas Machac, ovvero l’ultima partita da lui disputata.

Cosa aspettarsi dalla semifinale

I due si conoscono a menadito ormai, ma, come più volte dimostrato, sono anche capaci di sorprendersi. Analizzati precedenti e percorso nel torneo – con conseguente stato di forma dei due giocatori -, appare evidente come le possibilità di successo di Sinner, che partirà leggermente favorito viste le quattro vittorie consecutive sul russo, dipenderanno in gran parte dalla sua capacità di accorciare gli scambi scendendo a rete più spesso di quanto fatto finora in Florida per sfruttare come nelle precedenti occasioni la distanza di Medvedev in risposta e non trovarsi senza energie negli infiniti e sfiancanti scambi a cui il russo lo obbligherà in più occasioni. L’incognita più grande riguarda il piano tattico che metterà in campo quell’abile scacchista che è il russo, che avendo perso gli ultimi scontri diretti sarà obbligato a provare a cambiare qualcosa, come d’altronde già fatto nei primi due set della finale degli Australian Open.

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