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Parigi 2024, Rublev e Khachanov non ci saranno: due avversari in meno per Sinner. Ma il numero 6 al mondo è un caso

La federazione russa ha confermato che Rublev, Khachanov e Samsonova non andranno alle olimpiadi. I motivi restano top secret tra stanchezza, infortuni o qualcos'altro

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Tutti vogliono andare a Parigi, ma a quanto pare c’è qualcuno che preferisce anche andare a fare altro. Ad esempio riposare, ciò che ha spinto Andrej Rublev a comunicare alla propria federazione di tennis l’intenzione di saltare a piedi pari il torneo olimpico in programma a fine luglio sul campi dello Stade Roland Garros. Una decisione per certi versi sorprendente, che pure in Russia non isolata: anche Karen Khachanov e Lyudmilla Samsonova hanno deciso di rinunciare al tornei olimpico, finendo per alimentare tanti rumors su quelli che potrebbero essere i veri motivi che li hanno spinti a dare forfait. Una buona notizia per gli azzurri con Jannik Sinner che da tempo ha dichiarato di puntare su una medaglia a Parigi e ora avrà due avversari in meno da temere.

Rublev ha detto stop: fatica, tonsillite o che altro?

Rublev ha fatto sapere di non essere interessato a tornare a giocare sul rosso dopo la breve stagione sull’erba, preferendo evidentemente concentrarsi sui tornei sul cemento (ad agosto scattano Toronto, Cincinnati e Flushing Meadows, poi c’è la stagione indoor). Potrebbe essere proprio il calendario ingolfato e pieno di impegni ad averlo convinto a rinunciare ad andare a Parigi, ma la mamma Marina ha spiegato che la tonsillite che lo ha colpito nel corso della scorsa primavera è probabilmente all’origine della decisione di prendersi una pausa, così da poter risolvere una volta per tutte il problema alle tonsille.

In realtà però anche questa è soltanto un’ipotesi: Rublev a Tokyo conquistò la medaglia d’oro nel doppio mista in coppia con Anastasia Pavlyuchenkova ed era uno dei candidati più autorevoli ad andare a medaglia nel torneo singolare, sebbene al Roland Garros non fosse andato oltre il terzo turno, battuto da Arnaldi. Ma lo scorso anno il russo ha vinto a Madrid e Roma, segno che quando vuole sulla terra sa essere un fattore.

Khachanov non difenderà l’argento di Tokyo

Anche Khachanov ha bei ricordi a cinque cerchi: nel 2021 a Tokyo arrivò a conquistare la medaglia d’argento, battuto in finale da Sascha Zverev. Quella medaglia che non potrà difendere, dal momento che anche nel suo caso la decisione è stata già comunicata alla federazione russa. Come per Rublev, i tanti impegni in calendario potrebbero aver convinto Khachanov ad allentare un po’ la presa e a concentrare i propri sforzi sulla stagione del cemento.

Samsonova invece, che ai giochi sarebbe stata una debuttante assoluta, pur nel contesto di una stagione sin qui non troppo esaltante, veniva considerata a ragione una delle giocatrici più forti che la selezione russa avrebbe potuto schierare sulla terra parigina. La loro rinuncia apre però la strada a tante interpretazioni: dando per scontato che non ci siano ragioni legate a motivi politici (gli atleti russi e bielorussi sono autorizzati a partecipare alle olimpiadi, seppur senza poter giocare sotto l’egida russa ma come atleti neutrali: è stato stilato un elenco di 25 atleti poche ore fa dal CIO), rimane comunque la sensazione che qualcosa non torni.

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