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Zlatan Ibrahimovic e il ritiro: quando anche i campioni hanno paura

Lo svedese del Milan parla del futuro dal ritiro della Svezia, svelando paure, timori ed emozioni di chi sta per concludere la propria carriera.

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Il 19 settembre 1999, un 17enne Zlatan Ibrahimovic faceva il suo esordio in Allsvenskan col Malmo. 23 anni dopo Ibra è ancora qui, sui campi da calcio, quando di anni ne compirà 41 il 3 ottobre. Due decadi di grande calcio per Ibracadabra, una carriera passata girando per quattro dei top-5 campioni europei e andando anche Oltreoceano, con la Serie A nel cuore. 

Ora che si avvicina il momento del ritiro (che sia al termine della stagione o il prossimo anno) anche un leone come lo svedese sembra essere più “umano”, con paure, fragilità e timori verso il futuro. È di questa veste che Ibrahimovic si circonda nel corso della conferenza stampa tenutasi dal ritiro della nazionale svedese, impegnata come l’Italia nei playoff per andare al Mondiale in Qatar.

Svezia, Zlatan Ibrahimovic: “Pensare di smettere di giocare mi provoca panico”

Anche i più forti cedono quando quello sul quale hanno basato tutta la propria vita sta per finire. Zlatan Ibrahimovic ha vissuto per il calcio tutta la sua esistenza, e ora che l’avventura sul rettangolo da gioco sta per terminare, lo svedese si sente spaesato, insicuro, non a proprio agio nell’affrontare un mondo che, evidentemente, non è il suo. 

Queste le dichiarazioni di Ibracadabra in conferenza:

“Sento un po’ di panico di fronte all’idea di dover smettere di giocare. Certamente continuerò a farlo il più a lungo possibile, finchè sto bene e sono utile alla squadra, senza dover soffrire. Non desidero avere rimpianti dopo il ritiro, quindi voglio portare avanti al massimo la mia carriera. In futuro non so cosa succederà, come scrivo nel mio libro ho un po’ di paura. Avere un ruolo nel calcio oltre quello da giocatore? Ci penserò quando verrà il giorno. Potrei iniziare a lavorare nel calcio subito dopo il ritiro, oppure prendermi un periodo di pausa o anche sparire del tutto. Sicuramente l’adrenalina che sento quando scendo in campo non la proverò mai più. Noi giocatori siamo programmati per svegliarci, prepararci per l’allenamento, allenarci, tornare nelle nostre case, riposarci e ricominciare. Questa cosa va avanti da 20-25 anni e il giorno che, quando mi sveglierò, non ci sarà più, sarà un bell’impatto”.

Zlatan Ibrahimovic, che numeri in carriera per il fuoriclasse svedese

Raccontare 23 anni di Ibrahimovic non è assolutamente facile, ma forse niente meglio dei numeri riesce a restituire una fotografia ai posteri su cosa sia stato veder giocare Zlatan Ibrahimovic, che in ogni caso continua a giocare per il suo Milan e per la sua nazionale, quando è a disposizione, a livelli altissimi.

Stiamo parlando, in fondo, di un attaccante da 509 gol complessivi in carriera dal 1999 ad oggi. 300 gol nei soli top-5 campionati nazionali (meglio di lui solo Messi e Ronaldo negli anni Duemila), più di 400 se consideriamo tutti i campionati nei quali Ibra ha giocato (dunque anche MLS, Eredivisie e Allsvenskan). 

In Serie A sono 154 le reti dello svedese in meno di 270 presenze. I gol in Champions sono “solo” 48, ma Ibra è stato l’unico in grado di segnare nella competizione con ben sei club diversi.

Se vogliamo parlare, poi, dei trofei vinti da Zlatan in carriera, potremmo dilungarci. Quattro Ligue 1, quattro titoli di Serie A (senza contare i due con la Juve poi revocati), un’Europa League con lo United, tantissime coppe nazionali, ben 15 volte giocatore dell’anno, due volte capocannoniere di Serie A e tre di Ligue 1, oltre al Puskas Award vinto nel 2013. 

Questi sono alcuni dei successi raggiunti da Ibra, che oltre a gol e assist ha sempre portato una certa determinazione nelle proprie squadre, una spinta generale ad aumentare il livello come si è visto per esempio dal suo arrivo-bis al Milan.

Ibrahimovic continua o si ferma? La situazione col Milan

Sulla questione rinnovo pesano tantissimo le condizioni fisiche nelle quali si trova Ibra, che solo in Serie A ha saltato ben 11 partite per infortunio in questa stagione. Mettiamoci anche tre gare di Coppa Italia e due di Champions League, e arriviamo a 15 partite saltate dallo svedese in stagione solo per problemi fisici, spesso muscolari.

Chiaro che uno come Ibra, abituato a competere per tutto e in ogni circostanza, non voglia continuare in queste condizioni, ma desidera essere fisicamente integro per affrontare un’altra stagione da giocatore. Col contratto in scadenza, come scrive oggi Tuttosport la questione sul rinnovo di Ibra verrà discussa a primavera inoltrata, se non addirittura in estate. 

In quel momento gli obiettivi del Milan saranno più delineati, e lo stesso giocatore avrà avuto modo di testare ancora la tenuta del proprio fisico.

Zlatan Ibrahimovic e il ritiro: quando anche i campioni hanno paura Fonte: Getty Images

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