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Arbitri, bufera sull’Aia, rischio commissariamento: la rivolta di 14 club di serie A

Il mondo arbitrale è nel caos, tra chi chiede la testa di Rocchi e chi addirittura di commissariare l'AIA. Molti club di serie A sul piede di guerra

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Sport Specialist

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

Ci vuole la moviola in campo“. Aldo Biscardi ne fece una ragione di vita, non sapendo che neppure la tecnologia avrebbe evitato le polemiche nel nostro calcio. Anche ai tempi del Var l’aria intorno ai nostri arbitri resta piuttosto pesante, con la direzione di Rapuano nella finale di Supercoppa italiana che ha contribuito notevolmente allo sviluppo di questo clima di tensione. Che potrebbe portare anche ad un clamoroso commissariamento dell’AIA data la rivolta dei club di Serie A.

La ribellione delle medio-piccole di serie A

Via Gianluca Rocchi e commissariamento dell’AIA. Questa è stata la proposta di alcune delle società di Serie A nel corso di una riunione nella quale il tema arbitrale è stato certamente il più caldo. Sostanzialmente sono le medio-piccole quelle che vorrebbero un immediato e radicale cambiamento. Mentre le altre opterebbero per delle modifiche eventualmente più soft per non rischiare di compromettere il sistema calcio.

Rocchi nel caos, si affida agli arbitri esperti

Il clima di tensione che si respira è stato senza dubbio acuito dalla Supercoppa italiana ma anche dal servizio delle Iene che un po’ di scalpore indubbiamente lo ha destato. Creando spaccature anche all’interno della stessa AIA, impegnata a cercare la talpa al proprio interno per quello che è considerato un tradimento. La contromisura immediata di Rocchi è quella di affidarsi ai vecchi arbitri, più esperti nello gestire situazioni delicate come quella attuale. Con qualche turno di stop per i giovani.

Difficile la via del commissariamento

Ma anche lo stesso Rocchi, come abbiamo detto, è in bilico. Se la linea che è prevalsa in questo momento è quella più moderata, per non rompere il giocattolo, è chiaro che altri episodi dubbi riaccenderebbero la miccia. Difficile, però, ipotizzare il commissariamento dell’AIA solamente per errori arbitrali. Dovrebbe dimettersi una parte considerevole dell’organizzazione, cosa che avviene se ci sono motivazioni più gravi dello sbaglio di uno o più direttori di gara.

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