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Bestemmia in Frosinone-Napoli, Turati squalificato. E il Moige attacca De Laurentiis

Un turno di squalifica per il portiere del Frosinone, Turati, per l'espressione blasfema durante il match col Napoli. Nessun provvedimento per Adl, ma scatta la polemica.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Le telecamere non gli hanno dato scampo. L’espressione blasfema, pronunciata nel corso di Frosinone-Napoli, è costata cara al portiere ciociaro Stefano Turati, 21enne di proprietà del Sassuolo. Il giudice sportivo gli ha inflitto un turno di squalifica, come previsto dal regolamento, per essere inciampato in una bestemmia prima di un calcio d’angolo a favore dei partenopei. Nessun provvedimento, invece, per Aurelio De Laurentiis, il presidente dei campioni d’Italia, pure protagonista di un analogo episodio increscioso: si è lasciato andare a una brutta espressione in tribuna.

Turati, la brutta espressione prima di un corner: squalificato

Turati, in particolare, è stato beccato dagli ispettori federali mentre redarguiva in modo energico i compagni prima di un corner concesso al Napoli. L’espressione blasfema è stata percepita chiaramente anche nel corso della diretta Dazn: impossibile farla franca per il giovane estremo difensore. Che, del resto, dopo pochi minuti sarebbe inciampato anche dal punto di vista tecnico: pesante l’errore sul tiro di Politano che ha consentito alla formazione di Rudi Garcia di centrare il pareggio, dopo l’iniziale vantaggio del Frosinone firmato da Harroui su rigore.

La bestemmia di De Laurentiis allo Stirpe virale sui social

Curiosamente, anche il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è inciampato in una caduta di stile nel corso del match del Benito Stirpe. Un video diventato virale sui social lo ha immortalato mentre redarguiva animatamente un gruppo di persone, tra le quali un bambino, che chiedevano con insistenza di fare un selfie con un calciatore azzurro. “Non è qui per fare fotografie”, l’urlo del presidente. Accompagnato, purtroppo, da una brutta espressione. Nessun provvedimento, comunque, in arrivo per Adl: nessuna segnalazione, infatti, è pervenuta al giudice sportivo per i fatti di Frosinone che lo riguardano.

Il Moige contro il presidente del Napoli: “Si scusi subito”

A tuonare contro il patron azzurro, però, è stato il Movimento Italiano Genitori. Attraverso una nota, il direttore generale del Moige, Antonio Affinita, ha chiesto pubbliche scuse: “Il mondo del calcio si macchia ancora una volta di un episodio di violenza e blasfemia verbale. A rendere ancora più grave l’accaduto è il fatto che il protagonista sia il presidente di una squadra di calcio, quindi una figura istituzionale, che ha inveito con blasfemia contro un bambino, peraltro fan della sua stessa squadra. Un comportamento blasfemo e ingiustificabile, che sarebbe stato vergognoso in qualsiasi contesto e contro qualsiasi persona, aggravato dalla presenza di minori”.

Perentoria la richiesta di Affinita: “Auspichiamo scuse immediate da parte di De Laurentiis, non solo verso il bambino e suo padre, ma verso tutti i tifosi che credono in un calcio diverso, a misura di famiglia e che tenga ben lontana ogni forma di violenza e blasfemia dentro e fuori dal campo”.

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