Virgilio Sport

Caso Maccarani, l'addio tra le polemiche: le pressioni del comitato etico internazionali alla base del licenziamento?

Ginnastica ritmica, il licenziamento di Maccarani fa discutere. Ma il presidente Faccio potrebbe essere stato "costretto" a mandarla via sotto la minaccia di sospensioni per la Federginnastica

Pubblicato:

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

È il classico “caso all’italiana”, fatto di intrighi, retroscena, mezze parole dette e non dette, giochi di potere e quant’altro. Di sicuro però è un bel caos e non aspettatevi che tutto possa sgonfiarsi tanto presto: Emanuele Maccarani in fondo è un’istituzione nel mondo della ginnastica ritmica, e 30 anni di direzione dell’Accademia di Desio non possono evaporare all’istante. Ma è un po’ quello che è successo quando il neo presidente federale Andrea Facci ha deciso di licenziarla, motivando la decisione con la necessità di cambiare direzione dopo decenni nei quali tutto ha funzionato alla stessa maniera.

Due anni tormentati e un finale (non) a sorpresa

Chiaro però che il procedimento disciplinare nei confronti dell’ormai ex allenatrice della nazionale ha avuto un peso in tutta questa storia. Maccarani, assieme ad Olga Tishina, è stata prima deferita alla procura federale e poi portata direttamente nelle aule dei tribunali civili dopo la segnalazione fatta da due ex “farfalle” (Anna Basta e Nina Corradini), che accusavano le due allenatrici di aver utilizzato metodi psicologici che hanno prodotto disturbi alimentari e forti scompensi (le due hanno spiegato di essere state vittime anche di “pesature pubbliche” e ripetute umiliazioni verbali legate all’aspetto fisico).

Il processo sportivo s’è chiuso con un’ammonizione sommaria per Maccarani (che ha guidato le “farfalle” impegnate ai giochi di Parigi 2024, dopo essere stata sospesa per un periodo dall’incarico) e il proscioglimento di Tishina.

Il GIP di Monza s’è invece opposto all’ipotesi di archiviazione delle accuse mosse nei confronti di Maccarani nelle aule dei tribunali civili e penali, col processo che dovrà essere rifatto portando nuove testimonianze che precedentemente erano state tenute fuori dal dibattimento (Tishina invece è stata definitivamente prosciolta).

Le pressioni internazionali, il “peso” del processo civile e penale

Al di là delle accuse arrivate da più parti, a partire dalla stessa Maccarani (che avrebbe affermato di aver saputo del licenziamento dai social: il presidente Facci invece ha dichiarato che le aveva comunicato la decisione venerdì scorso), resta la sensazione che sia stata proprio la decisione del Gip di Monza di riaprire il processo in sede civile e penale a determinare la fine del rapporto tra la direttrice storica dell’Accademia di Desio e la federazione.

Si parla infatti di “pressioni” ricevute dalla Federginnastica da parte della Gymnastics Ethics Foundation, che minacciava di sospendere l’Italia da tutte le competizioni internazionali in assenza di provvedimenti nei confronti di un’allenatrice sottoposta a un processo in sede civile e penale. Il fatto stesso che Facci, eletto a furor di popolo lo scorso 1° marzo, si sia nominato “direttore tecnico ad interim fino a giugno”, testimonia che non ci fosse pronto un piano B alternativo alla Maccarani.

Le parole del presidente Facci: “Ora guida condivisa delle squadre”

Il neo presidente è stato piuttosto fermo e deciso nel difendere la decisione presa dal suo consiglio, quella di licenziare con decorrenza immediata Emanuele Maccarani. “Non mi esprimo sulle vicende che hanno coinvolto Maccarani, ma ho voluto dare un segnale di discontinuità.

Dobbiamo passare da un modello di uomini e donne soli al potere a una guida condivisa delle squadre. Io mi sono ritrovato con molti nodi al pettine e quel pettine è il nostro sport. Ringrazio la professoressa per i grandi risultati ottenuti, ma è tempo di cambiare e la mia decisione prescinde dai fatti del passato: ottenere grandi risultati è fondamentale ma non possiamo trascurare gli effetti collaterali di determinati metodi”.

Passerà dal colloquio con le allenatrici Carnali, Durdenevskava e Russo il primo step verso il futuro: se l’approccio di Facci sarà in totale discontinuità con quello del predecessore Tecchi (accusato di aver difeso “eccessivamente” Maccarani durante il periodo delle accuse) lo si potrà intuire meglio tra poche settimane.

La difesa del marito: “Non c’è stato alcun rispetto”

Intanto però il day after è una corrida di voci e commenti. Quello di Moreno Buccianti, marito di Emanuele Maccarani, è tra i più velenosi: “Si può accettare un licenziamento, ma quello che non va giù è il modo con il quale è stato comunicato e messo in atto. Non c’è stato rispetto per Emanuela: lei ha portata la squadra italiana a successi incredibili e meritava di essere trattata in modo differente.

Poteva essere convocata a Roma per un incontro formale nel quale si sarebbe potuta comunicare la decisione, invece il tutto è stato fatto con una lettera e senza neppure una telefonata. Un presidente ha il diritto di decidere a chi affidare determinati ruoli, ma mi chiedo se questo “nuovo corso” sappia cosa sia il rispetto. Unica consolazione? Finalmente avremo tempo per andarcene un po’ in vacanza”.

Tags:

Leggi anche:

Liga Service

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi
SERIE B:
Salernitana - Palermo

SPORT TREND

Caricamento contenuti...