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Che fine ha fatto Protti: zar, gol, trenini, record e flop Napoli

La carriera rocambolesca del bomber che ha segnato con Livorno e Bari fallendo il salto con Lazio e Napoli

Chiamatelo pure zar oppure re. O semplicemente bomber Igor Protti. Il suo è un record più unico che raro tra i grandi cannonieri del calcio italiano. Assieme a Dario Hübner infatti è l’unico giocatore capace di aver vinto la classifica dei marcatori in tutte le categorie professionistiche: Serie A, Serie B e Serie C1. Durante la sua carriera, Protti ha giocato globalmente 651 partite segnando qualcosa come 248 reti, alla media di 0,38 gol a partita.

E’ nata una stella…in carrozza

Igor Protti è nato a Rimini il 24 settembre 1967. Inizia la carriera nella sua Rimini, poi la prima esperienza al Livorno e poi a Messina dove comincia a segnare lasciando intravedere buone doti di goleador. Lo nota il Bari e lo prende a metà anni ’90. La squadra di Giuseppe Materazzi ha un gran gruppo e conquista la promozione in A. Al primo anno, quello delle esultanze col trenino, arriva un onorevole 12° posto con Protti protagonista. Ma è nella stagione 1995-96 che Igor “sbanca”. Segna gol a grappoli, in coppia con il “cobra” Sandro Tovalieri: una tripletta alla Lazio, una doppietta all’Inter, e via così per tutto l’arco della stagione. Reti anche di pregevole fattura, segnati con entrambi i piedi, anche in acrobazia quando serve. Alla fine saranno in tutto 24, capocannoniere. Ma non bastano per salvare il Bari che retrocede. Sarà anche un altro record, poco onorevole per Igor, l’unico capocannoniere della storia della Serie A ad essere retrocesso.

Quel Bari verrà ricordato anche per le esultanze del trenino, tutti in fila indiana a quattro zampe dietro il goleador. A La Gazzetta del Mezzogiorno Protti ha raccontato: “Guerrero ci propose questo modo di gioire e ci piacque molto. Ma capimmo male. Perché loro in Colombia si disponevano a quattro zampe in ordine sparso come i cagnolini. Noi, invece, ci mettemmo in fila. Quel gesto fu la prima vera esultanza di gruppo”.

Il salto poco felice da Lazio al Napoli

Ma ovviamente Protti non è più un giocatore da serie B. Le big se lo contendono. Lo prende la Lazio che ha in panchina Zeman. Il tandem con Signori, sulla carta irresistibile, non decolla. Sarà una stagione incolore, con il boemo esonerato, e pochi gol, solo 7. Uno buono però: quello nel derby pareggiato in extremis.

Protti ci riprova a Napoli l’anno dopo ma andrà ancora peggio. Uno dei Napoli peggiori del secolo scorso, negli anni pre fallimento. Sarà amara retrocessione con soli 4 gol all’attivo, uno allo scadere che ferma sul 2-2 la Juventus di uno straripante Del Piero a Torino.

Emblematiche le sue lacrime alla fine di una partita persa al San Paolo, contro il Milan per 2-1, che lasciò sempre più in zona retrocessione gli azzurri. “A Napoli dal punto di vista sportivo – ha raccontato Protti al sito tabsernews.it – è stata un’annata complicata ma ho il ricordo di una città fantastica e di una tifoseria splendida, ho ricordi bellissimi di quegli anni. Dal punto di vista personale sono stati anni felici“.

Il riscatto livornese

Igor decide di ripartire dalla serie B, dalla Reggiana. Con una buona stagione. Poi arriva la chiamata da Livorno. Ma deve scendere ancora di categoria. Protti rinasce con Mazzarri allenatore. Capocannoniere per due stagioni di fila. Trascina con i suoi gol, in coppia con Cristiano Lucarelli (53 gol in due), il Livorno alla doppia promozione, dalla C alla A, dopo 54 anni. E quella stagione di massima serie, lo zar la gioca, da protagonista, a 36 anni. Con 8 gol contribuisce alla salvezza del Livorno (Donadoni allenatore). Segna un altro gol alla Juve e arriva a 102 con il club. Troppo bello chiudere così, quindi Igor Protti, lo zar, il re, decide di abdicare. Si ritira.

Dopo il ritiro, ancora Livorno

Appesi gli scarpini al chiodo, Protti ha preso il patentino di allenatore anche se finora non ha mai allenato, nemmeno le giovanili. Ha intrapreso invece la carriera di dirigente, facendo il direttore sportivo, prima al Tuttocuoio per poi fare l’osservatore del Catania e poi tornando nella “sua” Livorno che ha portato dalla serie C alla B, fino al 2018/2019. Oltre alle tante partite di beneficenza giocate, per lui anche una parentesi agonistica con le prime nazionali sperimentali di beach soccer con tanti ex giocatori. Spesso ospite di trasmissioni tv, locali e nazionali, sempre per parlare di calcio.

Non solo pallone nella sua vita però. Protti ha intrapreso anche una carriera da imprenditore, occupandosi di un lussuoso agriturismo situato a Ripabella, in provincia di Pisa.

SPORTEVAI | 08-02-2020 12:00

Che fine ha fatto Protti: zar, gol, trenini, record e flop Napoli Fonte: Ansa

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