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Chi è Yunchaokete Bu detto Bu (o Bert), l'avversario di Jannik Sinner in semifinale all'ATP di Pechino: la wild card, il precedente e le origini mongole

Il rivale del numero 1 del ranking mondiale è un tennista cinese di origine mongola con una storia unica alle spalle ma simile, per alcuni versi, a quella di Jannik

Ultimo aggiornamento:

Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

L’avversario si chiama Yunchaokete Bu, semifinalista stupefacente di questa edizione dell’ATP 500 di Pechino approdato al match contro Jannik Sinner, numero 1 della classifica mondiale, grazie a una wild card.

In Cina, dove difende titolo e punti, Sinner sta mostrando un lato umano, troppo umano rispetto a quel che ci ha abituati a conoscere. Anche in frangenti che potrebbe prevedere agili, facili in considerazione di ranking e colpi ci mostra degli attimi di fragilità. La lucidità non manca, quella no. Ma a tratti emerge quell’altro che momentaneamente ne annulla la qualità assoluta. Contro Bu si deve ritrovare per arrivare a una finalissima che significa tanto, anche se non tutto.

Chi è Bu, l’avversario di Sinner in semifinale a Pechino

Partiamo da Bu che ha destato una indubbia curiosità, tra quanti seguono Sinner, per via del suo percorso in Cina: Bu è nato 22 anni fa, ha 5 mesi in meno di Jannik, ed è attualmente numero 96 del ranking. Entrato in tabellone grazie a una wild card, il tennista di Xinjang ha fatto strada battendo il connazionale Shang Jungchen, numero 52 del mondo e fresco vincitore del torneo di Chengdu, l’azzurro Lorenzo Musetti e il russo Andrey Rublev, testa di serie numero 4.

La sua carriera fino ad oggi

La sua carriera è incominciata a crescere in mesi recenti, in piena pandemia. Nel gennaio 2022 ha conquistato il suo primo punto ATP e da lì è iniziata la scalata: nel 2023 è diventato il terzo under 21 della sua nazionalità a vincere un Challenger a Seoul. Ha chiuso lo scorso anno dopo aver superato il primo turno al Masters 1000 di Shanghai.

In questa stagione, prima della semifinale di Pechino, Bu si è aggiudicato il suo secondo Challenger al Wuxi Open, in Cina, sconfiggendo Egor Gerasimov e diventando così il più giovane giocatore cinese a vincere più titoli a questo livello. Ora, dopo l’ingresso nella top 100, si prepara a scalare altre posizioni dimostrando pure un certo peso della Cina nell’ambito tennistico, un dettaglio inedito quasi del tutto.

I nomi dell’avversario, le origini mongole

Buyunchaokete (questo il nome completo poi occidentalizzato in Yunchaokete Bu, mentre Bert è il suo soprannome americano, ad aggiungere nomi e identità) è nato in una prefettura autonoma mongola ed è cresciuto con il mito tennistico di Andy Murray. Unn ragazzo come tanti, quindi. Non proprio. Ha perso il padre da giovane ed è stato cresciuto dai nonni dopo che la madre si era risposata. Come capitato a Sinner, si è trasferito a migliaia di chilometri all’età di 6 anni (Jannik a 13) per iniziare a giocare a tennis.

“Abbiamo 56 nazionalità e io sono di nazionalità mongola – ha raccontato in una intervista – è molto diverso dal resto della Cina. Cambiano la lingua, il cibo. Però mi piace molto. Mi sono trasferito a est quando avevo 5-6 anni”.

La figura più importante della sua carriera è il coach Yu Jinxing anche se da tempo lavora presso l’accademia di Juan Carlos Ferrero, ad Alicante, con Ricardo Ojeda Lara.

ANSA

Yunchaokete Bu carico durante il match contro Rublev

Il precedente: il ricordo di Bu

Tra loro un solo precedente, l’unico, prima della semifinale che si è conclusa 6-3, 7-6 a favore di Jannik. Aveva detto Bu, in tempi non sospetti, prima della fine del sogno sul campo di Pechino: “Eravamo Junior, mi ha sconfitto nettamente nel giro di un’ora. Questo è tutto quello che ricordo”.

Lo spirito, probabilmente, era diverso allora quando entrambi giocavano nell’ambito dei tornei juniores pur avendo avuto Bu un ruolo e un ranking da non sottovalutare affatto, anzi.

Rublev è riuscito a non vincere, contro di lui – unico giocatore in semifinale non testa di serie – e a mandare avanti un outsider. Dopo aver piegato in due set il favorito sulla carta, ha cercato il clamore e l’esaltazione del pubblico cinese presente a Pechino, sugli spalti: acclamato, è diventato l’eroe del giorno.

Contro Sinner il compito di contenere intatta una favola, l’ultima rimasta di questo torneo che pare riguardi quasi esclusivamente Jannik.

Chi è Yunchaokete Bu detto Bu (o Bert), l'avversario di Jannik Sinner in semifinale all'ATP di Pechino: la wild card, il precedente e le origini mongole ANSA

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