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Ciclismo, la EF licenza Andrea Piccolo: è sospettato di aver trasportato l'ormone della crescita

Il corridore lombardo, 23 anni, sarebbe stato fermato al rientro dalla Colombia perché sospettato di trasportare l'ormone della crescita. Era iscritto al campionato italiano.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La storia non è delle più belle, e certo neppure delle più rassicuranti: Andrea Piccolo, ciclista in forza alla EF Education EasyPost, è stato licenziato dalla formazione americana dopo che quest’ultima avrebbe acquisito alcune prove legate a un presunto traffico di ormoni della crescita effettuato dal corridore italiano. La notizia ha avuto una vasta eco mediatica, anche perché da tempo non si sentiva parlare di doping negli ambienti del ciclismo italiano. Anche se, va ribadito, Piccolo è stato semplicemente accusato di fare da “corriere”, dopo che nella giornata di venerdì le forze dell’ordine italiane lo hanno bloccato alla dogana (secondo indiscrezioni stava rientrando dalla Colombia dopo un periodo di allenamenti in altura), sospettando che stesse trasportando prodotti proibiti.

Il precedente di marzo: sospeso per un sonnifero

Piccolo, classe 2001, originario di Magenta (hinterland milanese), era stato sospeso dalla sua squadra già nel mese di marzo: aveva assunto un farmaco per dormire (un sonnifero) senza comunicare la cosa alla sua stessa formazione, violando peraltro il protocollo e il regolamento interno alla squadra americana (per quel prodotto era stato vietato, seppur non fosse riconducibile in alcun modo a sostanza dopante).

La EF già in quella occasione aveva fatto rapporto all’UCI, ma a causa di cavilli legali legati al contratto in essere non fu possibile risolvere il contratto e procedere col licenziamento. Tanto che a maggio Piccolo ha corso regolarmente sulle strade italiane: il Giro d’Italia l’ha visto arrivare fino alla 19esima tappa, quando a seguito di una caduta è stato costretto al ritiro. Ora però, dopo il fermo delle forze dell’ordine italiane, la situazione s’è completamente capovolta e il licenziamento è arrivato immediato, senza violare alcuna norma UCI.

Il comunicato della EF: “Collaboreremo per la verità”

Piccolo domani avrebbe dovuto correre il campionato italiano, che assegnerà la nuova maglia tricolore nel corso della Per Sempre Alfredo, la gara dedicata ad Alfredo Martini che si disputa tra Firenze e Sesto Fiorentino.

La EF Education EasyPost ha commentato la vicenda con un breve comunicato:Il 21 giugno Piccolo è stato fermato dalle autorità italiane all’ingresso del Paese con il sospetto di trasportare ormone umano della crescita. Collaboreremo pienamente con ogni indagine sulla materia, e incoraggiamo Andrea a fare lo stesso e a essere aperto e sincero con le autorità antidoping”.

Il corridore lombardo, pur senza aver mai ottenuto vittorie in carriera, è considerato da tempo una giovane promessa del ciclismo italiano. Al Giro quest’anno ha ottenuto il quarto posto nella sesta frazione, quella degli sterrati, vinta da Pelayo Sanchez. E lo scorso anno per un giorno ha indossato la maglia rossa di leader della Vuelta. Ora per lui si apre una fase delicata: dovrà dimostrare la propria innocenza, ma con gli occhi di tutti addosso.

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