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Dell'Aquila, il primo oro a Tokyo si racconta: da Bruce Lee alla timidezza

Il presidente federale Cito: "A Parigi 2024 vogliamo fare meglio e di più".

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Dell'Aquila, il primo oro a Tokyo si racconta: da Bruce Lee alla timidezza Fonte: Getty Images

Al Festival dello Sport ha partecipato anche Vito Dell’Aquila, la prima medaglia d’oro a Tokyo 2020: “E’ stato un grande orgoglio poter vincere l’oro nel taekwondo, rappresentando la mia città – ha esordito il 20enne -. Ho iniziato a praticare questo sport per combattere la mia timidezza. Non credevo sarei mai diventato un campione, volevo fare sport e sentirmi bene. Poi quando ho conquistato a 14 anni (la prima volta che mi hanno mai portato in palestra a 5 anni, ndr) il primo titolo giovanile ho capito che forse poteva diventare qualcosa di più”.

Dell’Aquila ha raccontato come ha maturato l’dea di dedicarsi al taekwondo: “Essenzialmente ho iniziato a fare questo sport per mio padre. Lui era un grande fan dei film di Bruce Lee, li guardavamo assieme. E li è iniziato tutto. Da ragazzino ho iniziato a memorizzare le partite, i risultati e ancora questa cosa ce l’ho ancora. E faccio lo stesso con il taekwondo. Ho rivisto tutti i miei incontri: se ripenso a quella finale di Tokyo, non pensavo che stavo in una finale olimpica, ma solo che dovevo vincere”.

Al Festival dello Sport è intervenuto anche il presidente Federale Angelo Cito: “Questa medaglia d’oro ci ha dato un grande slancio, ci sono un sacco di ragazzi che vogliono fare questo sport e la medaglia d’oro di Vito ci rilancia anche da questo punto di vista. Parigi? Vogliamo fare meglio e di più, qualificando ancora più atleti e puntare sempre al vertice…”.

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