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Donnarumma, un calcio alle offese dei suoi ex tifosi del Milan: ecco il segreto del portiere

Il numero 1 di PSG e Nazionale racconta l'aiuto ricevuto nella gestione dei tanti haters. Poi ha parlato anche del suo rapporto con Buffon e Spalletti

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Sport Specialist

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

Gianluigi Donnarumma si è raccontato sulle pagine di Sportweek, settimanale in edicola il sabato con la Gazzetta dello Sport. Il numero 1 del Paris Saint-Germain e della Nazionale italiana ha raccontato il suo burrascoso addio al Milan svelando il segreto della sua crescita non soltanto professionale ma anche umana. Poi il 25enne campano si è soffermato sul suo rapporto con Gigi Buffon, amico e punto di riferimento della carriera. Insomma, un’intervista non banale nel quale è emersa una precisa fotografia del portierone azzurro.

Le critiche e l’aiuto di una mental coach

Partiamo proprio dalle critiche, dal momento che tante sono piovute addosso a Gigi Donnarumma nel corso degli anni. Col tempo il portiere del PSG ha imparato ad accettarle ma il processo non è stato semplice: “Che la gente parli è un diritto, ma non può essere un parere a definire il valore di un portiere. Io resto tranquillo. Anche, soprattutto, dagli errori si migliora. Ho imparato a gestire gli sbagli e anche i successi dalla mia mental coach Nicoletta Romanazzi. La ringrazio perché mi aiuta a restare concentrato su me stesso e non pensare agli elementi esterni. Non è una debolezza chiedere aiuto, al contrario rende più forti. Il ruolo del portiere è uno dei più difficili, ma anche il più bello. Uno dei miei punti di forza è rimanere concentrato nonostante qualche errore, se ci pensi su sei morto“.

I fischi di affetto raccontati dalla Romanazzi

A tal proposito è intervenuta la stessa Nicoletta Romanazzi a spiegare quanto sia stato doloroso per il suo paziente lasciare il Milan: “Lui è legatissimo al Milan e a Milano, sapevo che sarebbe stata una grande sofferenza questa reazione da parte di quelli che sono stati i suoi tifosi per 6 anni. Quello che feci capire a Gigio prima della partita di San Siro è che tanto più quei tifosi sarebbero stati arrabbiati, tanto più avrebbe voluto dire che gli volevano bene. Era la reazione di chi si era sentito tradito. Gli dissi di prendersi il suo pezzo di responsabilità rispetto a questo e di accogliere quella reazione“.

Il modello Buffon e Spalletti maestro

La chiosa è su Gigi Buffon, altro elemento prezioso nella vita di Donnarumma: “La nostra è un’amicizia vera. Gigi non ha invidia, anche quando ero il suo vice mi dava suggerimenti e mi ha spinto a crescere. L’ho sempre preso a modello. Ho ammirato la tecnica, lo stare in porta, la tranquillità che aveva“. Ma anche Luciano Spalletti sta avendo parecchia influenza sulla crescita dello stesso portiere oltre che dell’intera Nazionale: “E’ un maestro di calcio, gli piace giocare bene“.

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