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Ecco come è andato il debutto di Ferrieri-Caputi in A per Sassuolo-Salernitana

La storica prima volta di un arbitro donna nella massima serie, la sua prova al Maipei Stadium vista ai raggi X

02-10-2022 16:52

Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista Sportivo

Nella sua lunga carriera ha vissuto da inviato importanti eventi come i Giochi Olimpici, i Giochi del Mediterraneo e gli Europei di Calcio. Ha collaborato con importanti agenzie di stampa e quotidiani nazionali. Se fosse un calciatore, sarebbe sicuramente l’uomo d’ordine (e il capitano in pectore). Per Virgilio Sport cura specialmente la sezione dedicata al Calcio

Abituiamoci perché probabilmente la vedremo spesso quest’anno. Lo ha previsto anche la Lega calcio che sui social ha festeggiato l’evento preconizzando un futuro sempre più “roseo”: “Prima donna ad arbitrare nella nostra massima serie, ma non sarà l’ultima”. Maria Sole Ferrieri Caputi apre il capitolo degli arbitri donna in serie A, prima assoluta oggi al Maipei Stadium per Sassuolo-Salernitana (vinta nettamente dai neroverdi per 5-0) per la livornese che ha stregato Trentalange e Rocchi. Una designazione per meritocrazia, hanno chiarito presidente e designatore dell’Aia: le quote rosa tra gli arbitri non esistono e – come ha detto Trentalange – l’Aia non è la mafia.

Per la Ferrieri-Caputi ora i Mondiali Under 17 in India

La Ferrieri Caputi – 32 anni, dottoressa in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università di Pisa con una laurea magistrale anche in Sociologia all’Università di Firenze, lavora a Bergamo in un centro studi di diritto del lavoro per la fondazione Adapt e all’Università come ricercatrice – aveva già arbitrato due volte squadre di A ma solo in Coppa Italia (nel dicembre 2021 il Cagliari e lo scorso agosto la Sampdoria) e la prossima settimana volerà in India per rappresentare la classe arbitrale italiana ai Mondiali Under 17.

Ferrieri Caputi la terza arbitro donna nei 5 campionati top in Europa

Nei cinque campionati top – Premier League, Bundesliga, Liga, Ligue 1, Serie A – è diventata la terza direttrice di gara dopo la tedesca Bibiana Steinhaus (che fece il suo esordio in Hertha Berlino-Werder Brema il 10 settembre del 2017) e la francese Stéphanie Frappart (che esordì in Amiens-Strasburgo del 28 aprile 2019).

Ma come se l’è cavata il fischietto livornese? Buona la prima si potrebbe dire. Prova autorevole, due soli ammoniti, poche proteste in campo. Non fosse stato per la folta coda di cavallo ondeggiante e per l’attenzione mediatica sul suo esordio, probabilmente ad occhi concentrati solo sulla partita non si sarebbe notata la differenza con gli arbitri maschi. Sempre attenta alle fasi di gioco, atleticamente in condizione, ha fischiato poco lasciando giocare le due squadre. Il primo intervento (corretto) solo al 13′ per un intervento falloso di Daniliuc in ritardo su Pinamonti con le prime proteste, civili, dei granata (un giocatore della Salernitana le mette anche la mano sulla spalla ma era un gesto amichevole).

Dubbi sul rigore concesso da Ferrieri Caputi

Al 20′ ci starebbe l’ammonizione per una trattenuta eccessiva di Erlic su Mazzocchi mentre al 37′ l’arbitro non ha dubbi nel fischiare il rigore a favore del Sassuolo per un intervento di Maggiore su Ceid. Il contatto c’è anche se lieve, l’intervento sembra tra anca e anca, e dopo un check var con Mariani viene confermato il penalty che Pinamonti trasforma in gol tra i fischi dei tifosi della Salernitana.

Nella ripresa la gara si fa più fallosa ma la Ferrieri Caputi la tiene sempre in pugno. Singolare episodio al 56′ quando l’arbitro perde il suo cartellino giallo, che le viene restituito da Thorstvedt. Cartellino che la Ferrieri Caputi sventola per la prima volta solo al 58′ al granata Vilhena per un intervento falloso su Frattesi. La seconda ammonizione al 73′ per Rogerio, per fallo su Bonazzoli. Con la gara in ghiaccio e il Sassuolo avanti nettamente la partita perde smalto e per l’arbitro diventa tutto più facile fino al fischio finale.

Tifosi divisi sulla prova di Ferrieri Caputi

Sui social arrivano commenti contrastanti: “Le donne dovrebbero arbitrare le donne. Al di là del macroscopico errore sul rigore regalato è quasi sempre lontana dall’azione e in affanno continuo” ma anche: “Chi si scandalizza per il rigore assegnato credo proprio che lo faccia SOLO perché l’arbitro è una donna” e infine: “Per me il rigore c’è. Ma che sfiga Ferrieri Caputi che all’esordio più chiacchierato della storia degli arbitri deve giudicare un contatto dubbio su cui il VAR neanche interviene”.

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