Mettiamola così: Milano aveva fatto di tutto per scavarsi la fossa, ma è stata la Virtus a gettarci dentro l’Olimpia. Che con una giornata d’anticipo sulla fine della stagione regolare è ufficialmente fuori dalla post season, impossibilitata a correre anche per un posto al play-in. Un finale che solo un paio di settimane fa sembrava impossibile: quattro sconfitte una dietro l’altra contro Paris, Real, Barça e Bologna hanno messo all’angolo una squadra che una volta di più, nel momento della verità, ha dimostrato di non reggere l’urto e la pressione del compito che l’era stato assegnato. Per Messina è un’onta difficile da levare: per la terza stagione di fila, a fronte di investimenti rilevanti, l’Olimpia è fuori dai play-off.
- Falsa partenza, e Bologna non perdona: Milano si butta via
- Messina senza parole: "Crollo inspiegabile, ma le assenze pesano"
- Ivanovic festeggia il rinnovo: "Virtus, la strada è quella giusta"
Falsa partenza, e Bologna non perdona: Milano si butta via
La Virtus aveva poco da chiedere alla sua classifica, ma l’onore è pur sempre qualcosa che vale la pena di tenere alto. Così il pubblico della Segafredo Virtus Arena s’è goduto una serata grandi firme, anche perché uno “scherzetto” ai rivali di sempre non è mai qualcosa da disprezzare.
Ivanovic ha festeggiato nel modo migliore possibile la riconferma sulla panchina delle Vu nere anche per la prossima stagione: ha chiesto ai suoi di imprimere alla partita un certo tipo di aggressività e atteggiamento ed è stato accontentato, a differenza di Milano che è partita svagata, sbagliando un’infinita di conclusioni nella prima parte di gara, riuscendo ad arrivare alla prima sirena di serata con la miseria di 9 punti segnati (22 quelli della Virtus). Morgan e Clyburn combinano con una facilità disarmante, punendo la difesa dell’EA7 a ogni minimo accoppiamento.
Ma è in attacco che l’Olimpia è totalmente evanescente: le percentuali finali (17/34 da due, 8/22 dall’arco) si aggiustano soltanto a partita ormai in ghiaccio, in un lungo garbage time che di fatto attraversa tutta la seconda parte di gara dopo che all’intervallo lungo Bologna era avanti di 15 lunghezze e alla terza sirena si ritrova a +23 (nella ripresa Shields resta fuori per un problema fisico, e sembra che ne avrà almeno per un mese. Quando si dice: piove sul bagnato).
Messina senza parole: “Crollo inspiegabile, ma le assenze pesano”
Agli occhi di Ettore Messina, certo il crollo di Milano è davvero inspiegabile. E il coach adesso dovrà sperare nella corsa al quarto scudetto consecutivo come unica ancora di salvezza di una stagione altrimenti fallimentare su tutta la linea, peggio anche di quella passata (chiusa almeno con la conquista del titolo contro una Virtus arrivata col fiato cortissimo a giugno).
“Abbiamo iniziato ancora una volta ad handicap, subendo l’aggressività fisica della Virtus. La partita s’è decisa nel primo quarto, poi dopo l’uscita di Shields ci siamo concentrati sul dare minutaggio a chi ne aveva avuto di meno. Dovevamo partire meglio, questa è la cosa che mi fa arrabbiare più di tutte.
Vero è che abbiamo mezza squadra in infermeria, ma atteggiamento e qualità della proposta di gioco non debbono mai venire meno. La nostra annata europea è stata contraddistinta da tanti alti e bassi, ma quando sono mancate le munizioni e abbiamo speso Mirotic e LeDay per tanto tempo da lunghi atipici le avversarie c’hanno preso le misure. Un problema è anche questo: se giochi spesso con mezza squadra fuori, poi è inevitabile pagare dazio. Ma ad ogni modo fatico a spiegarmi tante cose”.
Ivanovic festeggia il rinnovo: “Virtus, la strada è quella giusta”
La Virtus la sua campagna europea l’aveva vista sfumare da un pezzo, ma Ivanovic una volta di più ha ottenuto le risposte desiderate, pronto a utilizzarle bene anche in vista della corsa scudetto. “Partita ottimamente interpretata, con la giusta aggressività in avvio e anche nel resto della gara. Milano è forte, a prescindere dal fatto che abbia giocato male. Questo per noi deve servire da esempio: ora bisogna resettare e ripartire di slancio, cercando di prendere spunto dall’atteggiamento mostrato nei 40’ di stasera”.
Perché adesso il mirino si sposta sulla corsa tricolore: Bologna in Italia già da tempo è sembrata più sul pezzo rispetto a Milano, ma la concorrenza è ampia (Trapani, Brescia e Trento su tutte) e a maggio sarà tutta un’altra storia. Anche se forse alla fine si deciderà tutto nel quinto atto conclusivo dell’eterna saga tra Virtus e Olimpia.