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F1, tutti contro le Sprint Race: il format fa discutere team e piloti. Cambiarlo o cancellarlo?

Con l'ultima Sprint Race della stagione andata in archivio nel fine settimana del GP del Brasile, team e piloti fanno il punto su un format controverso. Non mancano infatti i pareri molto critici

05-11-2023 16:16

Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Un malcontento strisciante e traversale agita la F1, come braci che covavano sotto la cenere e che attendevano il momento opportuno per divampare. Parliamo della questione legata alle Sprint Race, format introdotto per dare un quid di spettacolarità ed appeal mediatico al Mondiale, ma che per una sorta di eterogenesi dei fini ha finito per scontentare quasi tutti e soprattutto tradire le aspettative e le ambizioni promesse dall’introduzione delle gare veloci del sabato.

Il caso Sprint Race. Vasseur: “Alla fine l’abbiamo sacrificata per la gara di domenica”

In questo fine settimana si è svolta l’ultima della stagione, in occasione del GP del Brasile su una pista usurante per le gomme come quella di Interlagos. E a proposito di questo aspetto, proprio ieri il team principal di Ferrari Frédéric Vasseur, nel commentare la Sprint delle rosse condizionata da una strategia legata alle mescole fatta in modo da risparmiarle per la gara di domenica e da problemi di gestione del surriscaldamento della Power Unit, ha spiegato che il format è sì utile sulla carta per dare un po’ di spettacolo ai tifosi, ma per i team non c’è molto di cui essere soddisfatti.

“Dalla nostra prospettiva è una questione di mescole che possiamo usare. Questo fine settimana, per dire, non abbiamo le hard perché non sono adatta alla gara, e quindi ci ritroviamo a dover gestire al meglio soft e medie“. In un fine settimana con diverse sessioni in cui, prima della gara, spiccano anche le due qualifiche, le squadre devono risparmiare ove possibile le gomme, come ha fatto Ferrari che ha preferito puntare su versioni usate per la Sprint, sacrificandola e puntando tutto sulla gara.

Horner critico: “Le Sprint Race attuali non vanno bene. Serve un montepremi”

Ma c’è un altro team principal che in queste ore ha voluto dire la sua, in maniera critica, sulla prova veloce del sabato. Dalla sponda Red Bull Christopher Horner ha infatti affermato, come riporta Motorsport.com, la necessità di una modifica al format se proprio non si riesce a cancellarlo tout court. Un punto di vista di cui stanno discutendo i vertici della F1 con le scuderie. “Credo che il formato attuale non sia quello giusto né per i piloti, né per le squadre né tantomeno per i tifosi“, sono le parole del team principal della scuderia campione del mondo. Poi ha proseguito:

Forse bisogna introdurre un montepremi per la squadre e i piloti, ed essere così qualcosa di motivante. Un po’ come nel calcio, dove hai il campionato principale e poi anche le finali di coppe. Magari si potrebbe prendere spunto da quello, e fare in modo che la Sprint dia accesso ad una sorta di ricompensa, e allora sì che potremmo festeggiare. Poi certo, a chi importa davvero di un campionato sprint qualora si decidesse di farlo? Credo che si possa migliorare la cosa, perché ai tifosi tutto sommato piace vedere la gara di sabato. Ma cosa e come cambiare?

Modificare la griglia di partenza, invertendola? Stabilirla in base all’ordine nel Mondiale? Assegnare più punti? Due Gran Premi nel fine settimana anziché uno? Non ho la risposta. Ma so che c’è la necessità di cambiare qualcosa e mettere a punto il tutto”.

Horner in cuor suo preferirebbe tornare all’antico (“sono un tradizionalista”), ovvero senza più le sprint. “Preferisco il vecchio format, con la preparazione alla gara di domenica. È come avere un quarto di finale, una semifinale e poi la finale. Non ci sono gli spareggi per il terzo posto nella prima settimana di Wimbledon”.

Verstappen boccia le Sprint Race

Anche i piloti non sono certo entusiasti delle Sprint Race, e i nodi in Brasile sono arrivati al pettine. Max Verstappen è la principale nemesi di questo format, e non da oggi. Nel fine settimana di Interlagos il campione di Red Bull ha ribadito il desiderio di veder ripristinato “un normale weekend di gara, grazie”. E ha rifiutato qualsiasi cambiamento nelle Sprint: “Non sono interessato, non mi piacciono”.

Sainz e Perez aprono a modifiche

Qualche mese fa Carlos Sainz ha invece aperto a modifiche nelle gare veloci del sabato, introducendo la griglia di partenza invertita. “Ci sarebbe più compattezza nel gruppo – ha spiegato – e così chi solitamente si ritrova nelle posizioni arretrate darebbe il massimo per conquistare qualche punto. Pensate Verstappen che parte per ultimo. Inoltre il pubblico vivrebbe uno spettacolo diverso da come è ora, visto che attualmente la Sprint è solo un’anteprima della gara“.

Lo spagnolo di Ferrari ha centrato il punto, visto che la competizione del sabato è un prodromo della gara di domenica, senza garantire quello che i suoi ideatori immaginavano, ovvero vetture più arrembanti e più sorpassi rispetto alla condotta più strategica della domenica.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Sainz Sergio Perez, d’accordo sul fatto che ci sia la necessità di cambiare il format se proprio deve essere mantenuto. E anche il messicano di Red Bull si è detto favorevole ad una griglia invertita. “Anche perché così com’è adesso non credo che funzioni per ciò che vogliamo ottenere. In questo tipo di gare non succede davvero niente”.

Norris amaro: “Quello che diciamo noi piloti non conta nulla”

Tra gli altri punti di vista dei piloti, citiamo quello più amareggiato di Lando Norris, che non ha nascosto la propria frustrazione in merito come riporta Formula Passion:

“Non ho nulla da dire riguardo le Sprint, o meglio, quello che diciamo non ha importanza. I nostri punti di vista raramente hanno effetto su qualcosa, e soprattutto in casi come questi. Tutto sembra dettato dai vertici dei team, da ciò che vogliono fare e da ciò che scelgono di fare”.

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