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FIFA 19, la recensione: lo spirito classico di un grande successo

FIFA 19 è già un successo planetario: ecco la nostra recensione del titolo di EA Sports, che anno dopo anno appassiona orde di videogiocatori

Uscito lo scorso 28 settembre, FIFA 19 è finalmente arrivato nelle case degli appassionati di tutto il mondo, che hanno potuto tastare con mano il nuovo titolo sfornato da quelli di EA Sports. Anche noi abbiamo provato il gioco e siamo qui apposta per raccontarvi pregi e difetti di quello che è già un successo planetario. Ecco quindi la nostra recensione di FIFA 19.

FIFA 19, la recensione: offerta allettante, il gioco appassiona come ogni anno

L’offerta è assolutamente allettante, dato che il gioco riesce a unire la sua classica anima da party game multiplayer con delle ben equilibrate modalità online o in solitaria. C’è da dire che è possibile arricchire ogni match con regole personalizzate di diversa varietà, anche strampalate, che quando si gioca con gli amici possono essere straordinariamente divertenti – soprattutto un’originale survival mode.

Quanto a FIFA Ultimate Team, c’è da dire che il ‘gioco nel gioco’ riesce a imporsi come colonna portante dell’intero titolo. FUT si fa amare al punto da relegare definitivamente la concorrenza in qualche angolino nascosto. Quanto invece a Il Viaggio, si tratta di una modalità che ora contra ben tre protagonisti: Alex del Real Madrid, la sorella Kim della nazionale degli States e Danny nella Lega inglese, con la possibilità di interpretare un solo personaggio o seguire in contemporanea tutte e tre le storie.

Quanto al gioco vero e proprio, il sistema Active Touch riesce a dare nuova flessibilità e realismo alle animazioni e ovviamente al controllo della palla, influendo positivamente sulle movenze dei calciatori, specie di quelli più famosi. Ottima anche la gestione delle tattiche dinamiche, che con un tocco permettono di passare da un tiki taka compulsivo ad un intricatissimo catenaccio all’italiana.

Qualche bug e qualche svista sicuramente non manca, come ad esempio il caschetto di Petr Cech, che gli rimane addosso anche quando non gioca, o alcuni giocatori non particolarmente somiglianti. In rare occasioni, inoltre, si riscontra qualche piccolo problema con le telecamere, che invece di seguire il match rimangono fisse su un punto o su un determinato giocatore. Qualche sbavatura si ritrova anche nel comparto manageriale, ma nulla di irreparabile.

Tuttavia, è difficile non dare a FIFA 19 la palma di miglior gioco di calcio della stagione. È ormai diventato più di una simulazione, che integrando le licenze UEFA si basa ormai sul perno vincente della Champions League. Il suo spirito arcade rimane il solito, immutato sin dal lontano esordio di FIFA International Soccer e aggiornato di anno in anno con una resa scenica ammaliante, dando una certezza assoluta a chi lo sceglie.

HF4 | 10-10-2018 13:05

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Fonte: ANSA

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