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Coppa d’Asia: la Giordania sogna il miracolo contro il Qatar: invasione di tifosi a Doha

La Nazionale di Ammouta è il manifesto dell'impossibile: il discorso del Re Abdullah, il valore e la forza di un popolo e un percorso al limite dell'equilibrio

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Antonio Salomone

Antonio Salomone

Giornalista

Giornalista pubblicista. Lo affascinano, da sempre, le categorie minori e i talenti in erba. Ha fiuto per la notizia e per gli emergenti. Calcio, basket, motori: ci pensa lui

Templi, monumenti antichi, riserve artificiali e un sogno che unisce un popolo: la Giordania è la rivelazione della Coppa d’Asia. Per trasformarlo in realtà la “città rossa” dovrà superare il Qatar. Due popoli diversi: da una parte il forte richiamo storico, dall’altra l’evoluzione tecnologica imponente. 90 minuti, o poco più, per prendersi la corona.

Giordania, il sogno di un popolo

Quando giochi per un popolo il valore della vittoria assume un significato più forte. In Coppa d’Asia di storie ce ne sono tante, quella della Giordania si è presa le pagine più grandi. Per la prima volta nella storia si giocherà una finale di questa competizione. Uno dei segreti? Il ct marocchino Hussein Ammouta.

Valore e disciplina sono due punti chiave del suo lavoro. Lo ha dimostrato con i fatti. Un esempio? Ha allontanato lo storico bomber Al Dardour dopo gli ottavi contro l’Iraq. L’attaccante aveva festeggiato in modo plateale il gol del 3-2 di fronte alla sua panchina, arrivando quasi alle mani con gli assistenti: poche ore dopo è stato rispedito a casa. Nessuno primeggia rispetto agli altri. Tutti giocano per l’onore della maglia e in campo si vede.

Il discorso del Re

“Complimenti all’allenatore e alla nazionale per aver alzato la testa. La bandiera della Giordana sventola con l’energia e la determinazione dei suoi figli. Dio vi benedica”. Un messaggio di un tifoso? Anche, ma non uno qualsiasi. A caricare la nazionale ci ha pensato il Re Abdullah, impegnato nelle celebrazioni del suo quarto di secolo di regno. Un sogno per un popolo che vive nell’unico punto stabile della regione più tormentata. 90 minuti o poco più per dare vita all’impossibile.

Il percorso in Coppa d’Asia

L’esordio in Coppa d’Asia non è stato di certo stato di quelli timidi e in punta di piedi: quattro gol contro la Malesia e ottavi puntati con il binocolo già dopo la prima giornata. Poi qualcosa si è complicato, pareggio contro la Corea del Sud e sconfitta contro il Bahrein. Un piccolo calo del flessione che però non è costato caro alla Nazionale di Ammouta che ha staccato il pass qualificazione come migliore terza.

La sfida contro l’Iraq è la copertina del loro percorso: “Vietato arrendersi”. Sotto di un gol al 95′ erano ormai sul punto di salutare il torneo, ma Arab e Al Rashdan in due minuti hanno ribaltato tutto. Ai quarti contro il Tagikistan il match è stato più sereno, niente batticuore e vittoria di corto muso. E poi in semifinale la vera sorpresa: 2 a 0 contro la favorita Corea del Sud e la Coppa che sembra più vicina. Tra di loro e il trofeo c’è il Qatar e i tifosi sono pronti ad invadere Doha.

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