L’Italia perde un sicuro protagonista e anche il suo miglior uomo da classifica al Giro d’Italia che comincia il prossimo 6 maggio. Giulio Ciccone ha dovuto alzare bandiera bianca a causa dei sintomi post-covid, malattia contratta subito dopo la Liegi-Bastogne-Liegi. La notizia purtroppo era nell’aria, ma oggi è arrivata l’ufficializzazione dallo stesso corridore abruzzese che, tra l’altro, avrebbe iniziato la corsa proprio nella sua terra.
Per il rappresentante della Trek-Segafredo e vincitore di tre tappe, questa doveva essere la stagione della svolta: due vittorie, il quinto posto alla Freccia e una Liegi più che positiva avevano fatto vedere quanto fosse in forma, in una condizione mai vista in passato.
Sui canali social tutta la delusione del classe 1994: “Rinunciare al Giro mi spezza il cuore. Non riesco a trovare altre parole per descrivere i miei sentimenti in questo momento. Avrei affrontato la mia corsa preferita dopo il miglior inizio di stagione della mia carriera. Sarei partito da casa, dal mio Abruzzo; un evento storico, addirittura unico. Tutto era perfetto e poi… Insomma, mi sembra assurdo. Devo ingoiare un boccone amaro e il pensiero di quello che avrei potuto fare in questo Giro rimarrà nella mia mente per molto tempo”.
La chiosa: “D’altra parte, devo ascoltare il mio corpo. Devo recuperare al meglio perché la stagione è lunga e il rischio di comprometterla sarebbe troppo alto. È una decisione difficile, ma devo accettare la realtà e guardare oltre. Non appena tornerò a gareggiare, trasformerò questa delusione in determinazione”.