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Houssine Kharja: la promessa rimasta incompiuta

Houssine Kharja compie 39 anni. Una carriera fatta di tanti lampi e spunti interessanti, ma la sua stella non è mai esplosa definitivamente.

09-11-2021 10:57

Houssine Kharja: la promessa rimasta incompiuta Fonte: Getty images

Il percorso per diventare un calciatore professionista e affermato a grandi livelli è sostanzialmente una salita che diventa via via sempre più erta. Non a caso molti desistono prima di arrivare alla meta, mentre altri perdono le speranze dopo essersi accorti che all’arrivo in cima non segue una rilassante discesa, ma c’è un ostacolo ancora più alto da scalare.

C’è poi chi è sempre sul punto di arrivare alla vetta, ma viene trascinato costantemente indietro in un metaforico supplizio di Sisifo applicato al calcio. È il caso di Houssine Kharja , talento marocchino dal potenziale elevato ma mai espresso in maniera definitiva.

Nato da genitori marocchini a Poissy, a una manciata di chilometri da Parigi, mostra fin da piccolo una naturale predisposizione al calcio. Meno strutturato fisicamente rispetto ai coetanei, Kharja sopperisce a questa mancanza con la qualità che esprime quando ha la palla tra i piedi. Specialmente il destro, con cui riesce a disegnare calcio nella trequarti del campo.

Qualità che spinge gli osservatori del Paris Saint-Germain a portarlo nel proprio settore giovanile, dove resta un paio di anni prima di venire acquistato dallo Sporting.

Le cose in Portogallo non andranno per il verso giusto. Il ragazzo è talentuoso ma non convince, e così i biancoverdi decidono di lasciarlo andare dopo solo un anno a Lisbona. Ad accoglierlo è la Ternana , che dopo un trascorso turbolento e la retrocessione in Serie C, punta sul suo talento per tentare la risalita.

In Umbria Kharja trascorre quattro stagioni, trovando il terreno ideale per coltivare le sue qualità, anche se non arriverà mai la promozione in massima serie con i rossoverdi. Prestazioni che gli valgono le prime chiamate dalla nazionale marocchina.

Kharja però è ormai pronto per calcare altri tipi di palcoscenici. Ad offrirgli la chance di giocare finalmente nel calcio dei grandi è la Roma . I giallorossi lo acquistano nell’estate del 2005 in prestito con diritto di riscatto girando alla Ternana i giovani Galasso e Corvia, rispettivamente in prestito e in comproprietà. Houssine Kharja diventa in questo modo il primo calciatore marocchino nella storia della Roma.

L’esperienza romana non è delle più soddisfacenti. Luciano Spalletti non lo vede molto e ne limita l’uso alle gare di Coppa Uefa e Coppa Italia, mentre in campionato lo spazio concesso al marocchino è piuttosto risicato. L’unica cartolina da conservare del periodo alla Roma è la rete segnata al Delle Alpi contro la Juventus il 25 marzo 2006. 

A fine stagione, le richieste della Ternana per cederlo a titolo definitivo vengono ritenute troppo esose. Kharja fa così ritorno per una stagione in Umbria. Ma una volta assaggiato il piatto prelibato della Serie A, è difficile tornare alla minestra non tanto saporita delle categorie inferiori, soprattutto perché nel frattempo gli umbri sono di nuovo retrocessi in C.

Kharja viene squalificato fino all’aprile del 2007 per essersi rivolto alla giustizia ordinaria al fine di liberarsi dal contratto con la Ternana. Una squalifica che gli verrà poi revocata, ma che gli farà saltare l’intera stagione. A rimetterlo in carreggiata dopo lo stop forzato è il Piacenza . Sempre in Serie B, ma dopo un anno di totale inattività non è il momento di storcere la bocca di fronte a un’offerta del genere.

Dal quel momento riparte la scalata di Kharja verso palcoscenici più prestigiosi. In Emilia, ritrova la brillantezza di un tempo. Questo gli vale la possibilità di tornare a viaggiare sul treno della Serie A, seppur in seconda classe. 

Nel 2008 ricomincia dal Siena , che lotta per non retrocedere. Obiettivo che viene centrato anche grazie alla stagione positiva del fantasista, il cui momento più alto è rappresentato dalla rete del pareggio a San Siro che rimanda all’ultima giornata la conquista dello scudetto da parte dell’Inter.

Il passaggio al Genoa l’anno successivo sembra rappresentare uno step intermedio verso un nuovo grande salto. Ma il destino è ancora una volta pronto a voltargli la faccia. Durante un allenamento il marocchino riporta una lesione al legamento del crociato sinistro che lo allontana di nuovo dall’obiettivo di una carriera di livello.

Ricomincia a faticare dal giorno successivo all’operazione e riesce a tornare a buoni livelli di prestazione in campo. Nel 2011 arriva una chiamata che può cambiargli la vita. L’ Inter lo acquista in prestito a gennaio per puntellare la rosa, ma arriva alla Pinetina in un momento in cui l’apice raggiunto con Mourinho è alle spalle ed è appena iniziata la discesa.

Nell’unica stagione a Milano vince il suo primo trofeo da professionista: la Coppa Italia. In nerazzurro disputa circa una ventina di gare, molte delle quali da subentrato. Troppo poco affinché l’Inter accontenti le richieste del Genoa, che chiede 8 milioni per il riscatto. Accetta così l’offerta della Fiorentina . Un’esperienza che si rivela assolutamente negativa non solo per i numeri in campo, ma anche e soprattutto per le tante incomprensioni con i compagni.

Dopo un anno da comparsa a Firenze, decide che il calcio a certi livelli non aprirà più le sue porte per accoglierlo. Meglio pensare al futuro e firmare un lauto contratto biennale con i qatarioti dell’Al Arabi. Ma di nuovo la sorte si rivela matrigna nei suoi confronti perchè il marocchino si vede costretto a portare in tribunale il proprio club per inadempienze contrattuali. Da svincolato, nel 2013 fa ritorno in Francia nelle fila del Sochaux in seconda serie, prima di trasferirsi in Romania alla Steaua Bucarest nel 2015. Ormai ai margini del mondo del calcio che conta, Kharja riesce però a farsi notare per un dettaglio non di poco conto.

Durante la militanza con i romeni, la seconda rottura del crociato della carriera sembra porre definitivamente fine al suo percorso professionale. Il marocchino riesce però a smentire tutti e torna prontamente sul campo da gioco appena novantacinque giorni dopo , facendo segnare un record nella storia dei recuperi per questa tipologia di infortunio. Con quest’ultimo tassello aggiunto al particolare mosaico della sua vita calcistica, alla fine del 2016 Kharja annuncia il suo ritiro da professionista. Una carriera che avrebbe potuto vederlo arrivare in cima, se non avesse dovuto ricominciare da fondo valle così tante volte.

 

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