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Il parallelo con l'Inter dei record scatena Biasin e i social

C'è chi ravvisa analogie tra la squadra che vinse lo scudetto 1988-89 e quella di oggi: ma per i tifosi nerazzurri sono pochi i paragoni che reggono.

28-12-2020 11:39

Le sette vittorie di fila, il primato in classifica a un passo, persino l’uscita di scena anticipata dalle coppe europee, che potrebbe “favorire” un percorso brillante in campionato: c’è chi ravvisa delle analogie tra l’Inter dei record della stagione 1988-89, che vinse lo scudetto conquistando 58 punti su 68 (la vittoria all’epoca ne valeva due), e quella attuale. Anche se il parallelo, quando non scatena ironie soprattutto per alcuni confronti tra i calciatori di ieri e di oggi, rischia inevitabilmente di innescare vivaci discussioni sui social.

Inter, il confronto della Gazzetta

È il caso dell’ampio servizio dedicato dalla Gazzetta dello Sport alle due Inter, quella del Trap e quella di Conte. Un ricco e dettagliato confronto ruolo per ruolo, con i due undici di partenza schierati in campo col 3-5-2. Il gioco delle coppie è stuzzicante, ma in alcuni casi impietoso. In porta, ad esempio, ci sono Zenga da una parte e Handanovic dall’altra. Skriniar è Bergomi, De Vrij è Mandorlini, Bastoni gioca nel ruolo di Ferri. Hakimi è la versione aggiornata di Bianchi, Vidal sarebbe quella di Matthaus, Brozovic il regista come Matteoli. Barella è il nuovo Berti, Young il nuovo Brehme. La coppia dei sogni Serena-Diaz, invece, è stata sostituita da Lukaku e Lautaro. 

Inter, l’ironia di Biasin e le reazioni del web

Risate e indignazione viaggiano di pari passo sul web, sintetizzate dal conciso ma efficace post su Twitter di Fabrizio Biasin. Il giornalista di fede nerazzurra è caustico quando scrive: “Vidal  sta a Matthäus come io sto a Caparezza“. Anche Luca è esterrefatto: “Non ho visto giocare quella squadra e quei giocatori ma direi che i confronti più ‘imbarazzanti’ sono Vidal-Matthaus, Brehme-Young e Zenga-Handanovic“. Un altro tifoso puntualizza: “Metti pure Matteoli-Brozovic“. Delfo fa prima a citare i pochi paralleli che reggono: “Lukaku-Hakimi-Skriniar. Il resto paragoni imbarazzanti…”. E Marco cita Conte: “Meno vino in redazione direi”.

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