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Inter, Inzaghi: duro sfogo sul caso Lautaro, poi la frecciata a Conte

Il tecnico nerazzurro gonfia il petto per aver vinto risanando i conti lasciati in rosso dal suo predecessore: al Maradona possibile cambio di modulo

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Il tabù degli scontri diretti l’ha infranto in parte battendo la Juve ma con le vere rivali, Napoli e Atalanta, deve ancora giocare il ritorno e sempre in trasferta. Domani l’Inter neocapolista è attesa al Maradona per la sfida dal sapor di scudetto contro la squadra di Conte e per Inzaghi è l’occasione della svolta. Dopo 32 giornate a fare da lepre l’Inter trova un Napoli incerottato, senza Anguissa e Neres, ed abbacchiato dopo il ko di Como. Batterlo potrebbe dargli il colpo di grazia, quantomeno a livello psicologico.

Guerra di nervi tra Simone e Antonio

Non si sono mai amati troppo Inzaghi e Conte. Antonio da calciatore masticò amaro sotto la pioggia di Perugia mentre Simone festeggiava lo scudetto della Lazio ma è da allenatori che la rivalità è diventata accesa. Già perché Inzaghi ha preso all’Inter il posto proprio di Conte, andato via sbattendo la porta dopo lo scudetto, e si è sempre vantato di aver fatto meglio in Europa, sottolineando anno dopo anno che prima di lui la Champions era territorio di delusioni per i nerazzurrri, con annessa frecciata a don Antonio. Conte da parte sua ha ingaggiato un duello verbale a distanza con l’Inter da quasi subito, quest’anno. Dalle polemiche per il rigore dell’andata al Meazza all’ironia sui lamenti arbitrali che avevano visto tutti quanti – Inzaghi in testa – protagonisti di sfoghi in seguito.

Una guerra di nervi che ha sempre visto Conte sanguigno e diretto e Inzaghi più cauto e criptico, a volte vittima delle sue stesse paure, anche se quando c’era da randellare non s’è mai tirato indietro (“noi lottiamo per vincere tutto, non abbiamo bisogno di nasconderci”) mentre dall’altra parte arrivavano messaggi opposti, come quello di Manna. Inzaghi sceglie oggi in conferenza il basso profilo: “Psicologicamente può contare tantissimo, negli scontri diretti non stiamo facendo come negli anni passati, dobbiamo essere perfetti e finora non lo siamo stati”. Il tecnico dell’Inter ricorda, non a caso, che c’è stato l’impegno in coppa Italia a rendere più difficile la preparazione alla partita ma che l’essere in lotta per tutto è motivo d’orgoglio.

Il colpo basso a Conte Inzaghi lo rifila nel finale di conferenza, quando gonfia il petto per aver vinto risanando i conti in rosso lasciati dalla gestione precedente. Pur senza mai nominare l’attuale tecnico del Napoli l’allenatore nerazzurro ha lanciato una frecciata velenosissima.

Inzaghi senza esterni: cambia il modulo

Sulla formazione non si sbilancia ma ammette: “Non ci saranno Sommer , Carlos Augusto, Darmian e Zalewski: “Potrebbe esserci un cambio di modulo visto che ci mancano tanti esterni, Thuram sta meglio, l’ho provato nei primi 11 ma potrebbe anche entrare a gara in corsa”.

Lo sfogo su Lautaro

Tiene ancora banco il caso Lautaro Martinez: “La pressione sull’Inter c’è, ne avevo già parlato, quando ci siamo di mezzo noi c’è sempre qualche parola in più. Non mi piaceva quello che veniva detto e ora c’è anche questa storia di Lautaro, lo conosciamo tutti e da quattro anni che lo conosco non l’ho mai sentito dire una parolaccia che può scappare ad altri, anche all’allenatore. Si sta parlando tanto di questa vicenda, lui ha lavorato bene in questi giorni ma so che è un ragazzo che legge e ascolta tutti”.

Sul Napoli che si nasconde Inzaghi ribadisce la sua posizione ma lancia una stoccata a Conte: “Il 13 luglio dissi che avremmo cercato di fare quante più partite possibili, i nostri obiettivi sono sempre stati chiari, vogliamo aggiungere trofei a quelli già vinti, sapendo da dove è iniziato il nostro percorso.Un altro bel trofeo messo negli anni è stato aiutare la nostra società che tre anni e mezzo fa era in una situazione diversa. Si è migliorato anche il bilancio, è una cosa positiva e sono contento per la società e i dirigenti che vedo qua 20 ore su 24 per provare a risolvere i problemi”.

Quando gli dicono di averlo visto carico in panchina con Genoa e Fiorentina, poi, Inzaghi conclude così: “Sono 440 partite che sono così, ultimamente fanno dei reportage con una telecamere puntata. Lo sanno i ragazzi che ci tengo molto, sono meravigliosi e cercano di dare tutto. Si parla di Inzaghi ma ho uno staff che cerca di aiutare la squadra”.

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