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Inter, la cessione ad Oaktree non sarà gratis: il documento che svela le mosse degli Zhang

Un documento da Hong Kong rivela gli accordi tra Suning ed Oaktree riguardo il prestito del fondo alla famiglia Zhang. Se la proprietà dell'Inter non restituirà i soldi, non resterà a mani vuote. E potrebbe diventare socia di minoranza

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Nei prossimi mesi arriveremo ad un redde rationem tra l’Inter, o meglio tra la proprietà dei Zhang, e il fondo Oaktree che ha concesso al club un prestito di 275 milioni, che scadrà – maturando nel frattempo dei corposi interessi – il prossimo maggio. Ma se si credeva che la società nerazzurra avrebbe rischiato di passare di mano senza dei vantaggi per Suning, un documento depositato presso la camera di commercio di Hong Kong dimostra invece che gli Zhang si sono tutelati anzitempo.

L’avvocato spiega: “Ecco come si sono tutelati gli Zhang con Oaktree”

L’indiscrezione arriva da Panorama, che pubblica i contenuti di questi atti che provano come l’attuale proprietà dell’Inter, in caso di mancata restituzione dei soldi chiesti ad Oaktree per avere il credito, non resterà a mani vuote ma riceverà una compensazione economica. Di sei cifre.

Panorama ha sentito l’avvocato Michele La Francesca, che ha visionato il documento (facilmente scaricabile dal sito della Camera di Commercio di Hong Kong, come abbiamo anticipato) e ne ha spiegato i punti fondamentali. Certo, c’è da farsi strada con il machete in una foresta fitta di burocratese e termini legali, ma proviamo a districare la matassa.

Anzitutto, il documento riguarda “l’atto di costituzione del pegno sulla totalità delle azioni di ‘Great Horizon Sarl’ (capofila delle controllanti lussemburghesi dell’Inter) concesso da ‘Suning Sports International Limited’ (quale controllante asiatica diretta della menzionata Great Horizon Sarl) in favore di Oaktree a fronte del famoso prestito di 275 milioni di euro concesso” tre anni fa.

Suning non perderà l’Inter gratis se non restituirà i soldi ad Oaktree: ecco perché

Secondo l’avvocato, la parte più interessante riguarda l’escussione del pegno “disciplinata dalla legislazione del Lussemburgo”. Spiega La Francesca: “L’appropriazione dei beni dati in pegno da parte del creditore deve essere obbligatoriamente preceduta da una stima ‘all’equo valore di mercato’ (fair market value) dei predetti beni e che a seguito di essa, laddove il loro valore risultasse superiore all’ammontare del credito vantato da Oaktree, quest’ultimo dovrà rimborsare a Suning la parte eccedente il credito”.

In buona sostanza, se Suning non restituirà i soldi del debito contratto interessi incluso, la cessione dell’Inter non sarà gratuita per gli Zhang (che hanno concesso il pegno sul 99,60% delle azioni del club), tutt’altro. “È ormai chiaro che, laddove si giungesse all’escussione per il mancato pagamento del prestito alla scadenza convenuta, Zhang è comunque rassicurato dal fatto che la perdita dell’Inter avverrà secondo il giusto valore di mercato che tale club avrà al momento dell’appropriazione da parte del creditore“, illustra il legale sentito da Panorama.

Non si ricreerà quindi una situazione che quella che vide Yonghong Li, sventurata parentesi alla guida del Milan, cedere la società con tutto il suo pacchetto azionario al fondo Elliott restando con un pugno di mosche in mano.

Ecco quanto potrebbe ricavare Suning dalla restituzione dell’Inter

La Francesca fa quindi un esempio sulle cifre nude e crude:

“Ipotizzando un possibile valore di mercato del club nerazzurro di 1,2 miliardi di euro e considerati gli impegni finanziari di circa 750 milioni che ovviamente vanno detratti dal suddetto valore, nonché detraendo i 380 milioni di credito vantato da Oaktree alla scadenza del prestito, l’importo che potrebbe essere refuso a Suning può essere indicato nella misura di 70 milioni di euro (circa). Suning, inoltre, farebbe definitivamente suoi i circa 125 milioni tuttora in pancia a Grand Tower. In totale la famiglia Zhang si metterebbe in tasca quasi 200 milioni di euro. Se, invece, il valore del club meneghino fosse stimato nella misura di 1,3 miliardi, Suning potrebbe portare a casa quasi 300 milioni di euro”.

Insomma, gli Zhang uscirebbero comunque vincitori se dovessero rendere l’Inter al fondo creditore. E questo grazie all’inserimento di una clausola in sede di accordo con Oaktree che contempla una stima preventiva dell’asset dato in pegno, in questo caso il club, da attuare in caso di escussione, attivando così la “restituzione dell’eventuale eccedenza del valore di esso rispetto al credito del finanziatore”.

Spiegato il motivo per cui Zhang non ha ancora rifinanziato il debito

Il che inoltre metterebbe fine al tormentone sul rifinanziamento del debito da parte di Suning. La Francesca infatti spiega: “A prescindere dall’attuale elevato tasso d’interesse (che è decisamente ostativo a tale operazione), perché mai, infatti, il patron dell’Inter dovrebbe indebitarsi ulteriormente verso un qualunque fondo che fosse eventualmente disposto a concedergli il prestito, sapendo che la politica governativa cinese (oltre che le conclamate difficoltà economiche di Suning) gli impedirà comunque di poterlo in futuro rimborsare?“.

Inoltre, l’avvocato ha aggiunto: “Perché, soprattutto, dovrebbe prendere altro tempo se, di fatto, nel maggio 2021 ha già acquisito pattiziamente la possibilità di cedere l’Inter allo scadere del finanziamento (precisamente a seguito dell’escussione del pegno) al ‘giusto valore di mercato’?“.

Il futuro dell’Inter e l’ingresso di un nuovo soggetto

Resta però una domanda che aleggia per ora senza risposta: l’Inter resterà nelle mani degli Zhang? Secondo l’avvocato Oaktree, “tramite il suo fiduciario”, potrebbe “far escutere immediatamente e direttamente il club nerazzurro da un altro soggetto. Nel qual caso si tratterebbe chiaramente di un soggetto che abbia preventivamente pattuito con Oaktree i termini economici dell’acquisizione dell’Inter“.

Chi subentrerebbe, in tal caso, oltre a dare al fondo la somma che deve coprire Suning per il prestito, che con gli interessi è salita a 380 milioni di euro, dovrebbe a suo volta concedere a Zhang l’eccedenza, “perché a mutare non sarebbe la procedura appropriativa (che, come detto, prevede in ogni caso la preventiva stima dei beni concessi in pegno) ma solo il soggetto che procede all’escussione”.

Questo spiega perché ad oggi non conviene ad un soggetto interessato all’Inter intavolare delle trattative con l’attuale proprietà. Quest’ultima, essendosi tutelata, “richiederebbe a tale acquirente un corrispettivo certamente maggiore rispetto a quanto, comunque, il presidente nerazzurro ricaverebbe dall’accordo a suo tempo intercorso con Oaktree. D’altronde, come sopra accennato, il fondo americano è autorizzato a procedere alla stima peritale anche prima della decisione di procedere all’escussione”.

Suning potrebbe diventare socio di minoranza dell’Inter

Infine, l’avvocato La Francesca traccia una possibile via come esito di questa storia: Zhang potrebbe rientrare come socio di minoranza.

“Questo perché l’accordo prevede che Oaktree (o il soggetto a cui eventualmente decidesse di cedere i diritti di escussione del pegno) anziché corrispondere a Suning la cifra di cui abbiamo più volte detto, potrebbe, assegnare al gruppo di Nanchino un pacchetto di azioni corrispondente all’importo da retrocedere alla holding cinese a seguito della stima peritale. In tal caso Zhang – conclude il legale – resterebbe come azionista del club nerazzurro con una piccola quota di minoranza. Ciò che però deve considerarsi certo è che, in tutto questo, qualunque cosa accada, la famiglia Zhang non “regalerà” il club nerazzurro a chicchessia”.

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