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Italia ripescata ai Mondiali: gli errori degli Azzurri e del ct Mancini secondo Fabio Capello

L'ex allenatore di Roma, Milan e Real Madrid non lascia spazio a dubbi: alcuni sbagli sono stati evidenti e non è possibile tergiversare oltre: l'opinione di Fabio Capello

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Da allenatore (ex forse è prematuro, considerato anche il curriculum dell’interessato), le sue affermazioni sono più che mere osservazioni. Ma chirurgiche critiche che concorrono a sostenere quel partito che, come spesso avviene nel calcio e anche altrove in Italia, polarizza quel fenomeno di appiattimento del pro e del contro.

Pro Mancini, anti Mancini, soprattutto dopo l’esclusione dai Mondiali dell’Italia neo vincitrice di Euro 2020 a Wembley in una finale dai tratti epici, per individualità e livore calcistico. Fabio Capello, in un’intervista al Corsera, traccia un’analisi spietata, com’è nel suo stile nei confronti degli azzurri, di Roberto Mancini, del calciomercato e dei nomi nuovi associati ai grandi club.

Italia fuori dal Mondiale, Capello critico

“L’Italia fuori dal mondiale? Agli Europei vedevo una squadra compatta, lottava e si stimavano: non c’era lo stesso spirito nelle qualificazioni. Perdevano palla e mancava rabbia. Dopo anni senza vincere si pensa di continuare a farlo perché hai già vinto”, ha detto l’ex ct di Russia e Inghilterra senza risparmiarsi.

Un giudizio secco, inappellabile come spesso capita quando ad esternare è Capello che, anche sulla scelta sperimentale in Nations League non è concorde con lo slancio del commissario tecnico:

“I giovani in azzurro? L’idea di cercare, di capire e di provare è positiva. Però il raggio d’azione è troppo ampio. Non ho apprezzato il presentarsi con una squadra sperimentale contro una Germania di cui conosci il valore. Su chi puntare per il futuro? Raspadori. Intelligente, ha qualità, senso del sacrificio, gioca in avanti e difende: sa fare tutto. Zaniolo? È la speranza del calcio italiano, gli auguro che quelle ginocchia rimangano salde: l’Italia ha bisogno di giocatori come lui”.

I favoriti ai Mondiali

I favoriti, secondo Capello, sono gli avversari che hanno dimostrato più valore tecnico in questi mesi e anche nella recente Nations League:

“L’Argentina vista contro l’Italia mi è piaciuta molto, il Brasile è di grande livello, la Germania arriva sempre, c’è la Francia poi, ma mi intriga tantissimo l’Inghilterra. L’ho allenata, ricordo che a ottobre-novembre potevamo battere qualsiasi squadra, dopo veniva il calo, la Premier è troppo stressante. Stavolta arrivano freschi, scoprirò se la mia teoria è valida”.

Il ritorno di Lukaku all’Inter

Sul ritorno all’Inter di Romelu Lukaku, Capello è assai più cauto:

“Quando un giocatore è stato bene in un posto, si è esaltato tanto da esser pagato 115 milioni dal Chelsea e chiede di tornare è molto positivo. Vuole far vedere, c’è della rabbia, della rivincita per non essere stato apprezzato. In Italia non sappiamo difendere, non abbiamo gente in grado di fermarlo: è strabordante. L’Inter è la più attrezzata, credo sia la candidata, ma aspettiamo, il mercato non è finito”.

Sulla convivenza con gli altri attaccanti in rosa, l’ex tecnico di Milan, Roma e Real Madrid è invece quasi ironico:

“Alla Roma giocavo con Totti, Montella e Batistuta. Dipende dal sistema di gioco, l’allenatore deve supportarli. Se la difesa e il centrocampo capiscono che quei tre possono farti vincere allora si sacrificano: è la discriminante”. E Dybala al Milan? “Non ci credo, non lo vedo. Un sacco di chiacchiere”.

Lo stato del calciomercato: Dybala-Milan

Insomma, i disoccupati di lusso come Dybala, Bernardeschi, Mertens, Isco squarciano un velo di Maya sullo stato di salute del calcio nostrano ed europeo che con la pandemia si è solo reso più visibile. E così, a quanto pare in questo giugno di vigilie, anche i top player che si offrono a zero faticano a trovare un ingaggio degno della loro stessa carriera.

Da qui, forse, anche quello scetticismo sul nome di Dybala al Milan manifestato da uno dei massimi esperti in fatto di calcio, ovvero mister Capello.

Italia ripescata ai Mondiali: gli errori degli Azzurri e del ct Mancini secondo Fabio Capello Fonte: ANSA

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