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Mondiali basket Italia-Slovenia pagelle: Doncic illumina, ma la scena è tutta di Datome

L'Italia cade con la Slovenia di Doncic e chiude all'ottavo posto il suo mondiale asiatico. La gara si chiude con gli azzurri sconfitti 85-89, ma i riflettori e le emozioni sono tutte per l'ultimo Datome del parquet

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Tutti in piedi per Gigi Datome: a 3’26” dalla fine di una gara che somiglia tanto al mondiale azzurro, con partenza positiva e inesorabile rincorsa da metà partita in poi, Nick Melli spende un fallo volontario su Doncic per consentire a Pozzecco di chiamare il cambio e tributare a San Gigi da Montebelluna la standing ovation che si riserva solo ai grandi campioni. Datome saluta quasi senza lasciare trasparire emozione, forse perché avrebbe voluto davvero continuare a inseguire il proposito di chiudere con una vittoria, che, invece, si è presa la Slovenia, nonostante gli azzurri l’abbiano costretta a rivincere due volte una partita che sul +15 a inizio quarto quarto sembrava ormai in naftalina.

Doncic quasi tripla tripla

Invece, alla fine, per poco non c’è scappata l’ennesima rimonta grandi firme: con Spissu indiavolato (22 punti per il play sardo), l’Italia ha saputo trovare persino il nuovo vantaggio e provare anche ad allungare, pagando dazio negli ultimi 60 secondi di partita a uno sfondamento di Fontecchio e a una palla persa sanguinosa che ha completamente annacquato le opportunità di chiudere davanti.

Doncic ha fatto la parte del leone nell’85-89 finale con 29 punti, 10 assist e 8 rimbalzi, soprattutto con l’assist per Cebasek che ha piazzato la tripla del contro sorpasso a una manciata di secondi dalla fine. Datome invece ha chiuso con una prestazione che non rende merito alla grandezza che l’ha preceduto: un solo punto a referto (un libero concesso per un tecnico), due triple sul ferro e tanta, tanta emozione. Con le bandiere sarde a fare da sfondo a un momento comunque unico nella storia della pallacanestro italiana: ci sarà una seconda vita nel basket per Gigi (probabilmente da dirigente), ma oggi si è chiuso davvero un ciclo. E pure il mondiale dell’Italia, ottava e forse relegata indietro ben oltre i propri demeriti.

Le pagelle dell’Italia

  • SPISSU 6,5. La testa è un po’ svagata e non aiuta a tenere alta la concentrazione. Però, dopo una buona partenza e un lungo letargo, nel finale rimette l’orologio e la sveglia suona per davvero, con un parziale di 5-0 col quale fa vedere le streghe a Luka Magic e compagni.
  • TONUT 5,5. Anche lui paga un po’ la giornata leggerina che non gli fa allacciare le scarpe. In generale non è molto dentro la partita, tenendo poco in difesa e trovando poco il canestro in attacco.
  • MELLI 6. Sempre sul pezzo, anche se stavolta fatica un po’ più del solito a trovare palloni da catturare per poterli rigiocare. Però ci mette fisico e buona volontà, chiudendo con la sensazione di aver lasciato tutte le energie possibili nel corso del mondiale.
  • FONTECCHIO 5,5. Si accende a intermittenza, un po’ come spesso gli è capitato di fare nelle ultime due settimane. Poi però quando vede il canestro si accende e per la difesa slovena sono guai. Ma nell’ultimo minuto sbaglia tutto quel che si può sbagliare e chiude il mondiale senza sorrisi.
  • POLONARA 6,5. Proprio all’ultima curva il buon Achille pesca una prestazione degna del suo nome. Una schiacciata liberatoria con la quale da una scossa alla partita a metà promo quarto lo porta a esultare con tutta la rabbia che ha in corpo. Ma le triple, al solito, non entrano (0/4 oggi, 0/22 nella rassegna: assurdo). Però stampa 13 punti con 7 rimbalzi.
  • RICCI 6. Chiude la sua rassegna asiatica con una prova solida, degno finale di un mondiale nel quale ha spesso e volentieri detto la sua. In doppia cifra anche oggi (11 punti con 5/8 dal campo), e nel finale fa sudare freddo la difesa slovena.
  • PAJOLA 5. Gioca meno del solito, ma si presenta con due palle rubate nella stessa azione. Però non vede praticamente è il canestro e ha idee confuse nella metà campo offensiva, mentre limitare Doncic è un problema per tutti, lui compreso.
  • DATOME 6. Oggettivamente non sarebbe una partita da sufficienza, ma bisogna essere onesti: l’emozione è tanta, sia da parte sua, sia da parte nostra. Avrebbe meritato un finale migliore, ma non cambia nulla a ciò che è stato. Grazie, Gigione.
  • SEVERINI 5. giornata senza squilli per il Luca italiano, che non rompe il fiato e non entra in partita come fatto egregiamente in altre partire.
  • SPAGNOLO 6. Parte col freno a mano tirato, poi prendere fiducia e coraggio e comincia a far intravedere quel che protra offrire in un futuro non troppo lontano. Con 6 punti e il 50% dal campo salva la pagella.
  • PROCIDA 5,5. Passo indietro rispetto alla prova offerta con la Lettonia. Fatica contro la fisicità degli sloveni e non c’è modo di incidere come vorrebbe.
  • DIOUF sv. un minuto, giusto per dire “c’ero anch’io”.
  • POZZECCO 5,5. Alla fine il risultato lo penalizza, ma in fondo giocare queste gare è difficile per tutti. Nel finale sfiora l’ennesima rimonta, ma come visto con la Lettonia il lieto fine rimane solo una bella intenzione. Il mondiale gli è servito per crescere: al preolimpico servirà alzare l’asticella, sperando che i giovani continuino a crescere.

Le pagelle della Slovenia

  • DONCIC 9. Sarà anche un po’ presuntuoso e spocchioso col gli arbitri, magari avrà già la testa al richiamo delle ultime vacanze, ma se lo chiamano Magic un motivo c’è. Ne elenca in abbondanza in 37’ di lezione di basket.
  • DRAGIC 6,5. Partita un po’ soporifera, ma quando si ritrova a tirare i liberi che decidono la gara non si scompone.
  • CEBASEK 6,5. Sbaglia tanto, anche la sua testa pare altrove, ma quando si fa trovare su uno scarico da Doncic trova la tripla che risolve la partita.
  • HROVAT 5,5. Non fa nulla per farsi ricordare, anzi fatica di tanto in tanto a rimettere le cose al loro posto. I compagni (specie Doncic) lo salvano.

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