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Jankto, il coming out e la Serie A: l'appello del mediano del Cagliari agli altri omosessuali nel calcio

A un anno dal coming out Jankto si confessa a France Football: "Ora non mi nascondo più. Ranieri mi ha offerto subito il suo aiuto. Abodi? È venuto a Cagliari per chiarirsi".

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

A un anno dal coming out, il centrocampista del Cagliari Jakub Jantko racconta a France Football come il mondo del calcio ha reagito alla notizia della sua omosessualità, evidenzia quanto vicino sin dal primo momento gli sia stato Claudio Ranieri e lancia un appello a chi non ha ancora trovato il coraggio di uscire allo scoperto.

La nuova vita di Jantko a un anno dall’annuncio della sua omosessualità

Sì, di nuova vita si tratta. Perché il calciatore ceco, che la scorsa estate è tornato in Italia per giocare con il Cagliari, può finalmente vivere alla luce del sole, senza essere costretto a indossare maschere, a fingere. “Ma non sono un giocatore diverso né una persona diversa – sottolinea Jankto al mensile francese -. Ora, però, non mi nascondo più e va tutto bene”. Primo calciatore ad aver pubblicamente dichiarato di essere omosessuale in un ambiente ancora con i paraocchi (nessuno dopo di lui è uscito allo scoperto), ha incassato il sostegno di top club come Real Madrid e Barcellona e non solo. “Ho ricevuto migliaia di messaggi, ma sono rimasto deluso per quelli negativi arrivati dall’Africa e dai Paesi arabi”.

Come la Serie A ha reagito al coming out di Jankto e l’aiuto di Ranieri

Parole al miele per l’Italia, dove ha trovato massima apertura. A partire da Claudio Ranieri: “Non appena arrivato a Cagliari, mi ha detto che in caso di problemi mi avrebbe aiutato”. Anche con i tifosi nessun tipo di problema. “Mi hanno accolto all’aeroporto e mi sono sentito subito tranquillo – ha raccontato Jankto che in Serie A aveva già giocato con Ascoli, Udinese e Sampdoria -. Il popolo sardo è straordinario: mi ha supportato molto”. E i compagni di squadra? “Ne ho parlato con capitan Pavoletti, che si prende cura di tutti. Qualcuno mi ha chiesto se fossi nato o diventato col tempo omosessuale. Ogni tanto ci sono battute, ma è tutto più aperto ora”. In merito al suo coming out il ministro Abodi dichiarò: “Non amo le ostentazioni, ma rispetto le scelte individuali”. Ne conseguì una polemica piuttosto accesa, oggi alle spalle. “È venuto a Cagliari per chiarirsi”.

L’appello di Jankto a chi non ha il coraggio di fare coming out

Il classe 1996 di Praga aggiunge che “ancora tante persone pensano che un omosessuale sia una persona effeminata, ma l’importante è che si rispetti la vita degli omosessuali”. Per non ritenendosi un simbolo, Jankto lancia comunque un appello: “Non so quanti, ma nel calcio ci sono altri omosessuali. A loro dico di non avere paura di dichiararsi pubblicamente. Perché non succede nulla dopo”.

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