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Juve, l'addio alla Superlega è il sacrificio da portare all'altare della Uefa o saranno dolori

Oltre che la giustizia sportiva e ordinaria italiana la Juventus deve guardarsi dalle possibili sanzioni dell'Uefa, si rischia uno o più anni di esclusione dalle coppe, l'arma per imbonirsi Ceferin potrebbe essere l'uscita dalla Superlega

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Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Come se non bastassero i processi della giustizia sportiva e ordinaria in Italia c’è un’altra scure che potrebbe abbattersi nemmeno troppo lontano nei tempi sulla Juventus. Stiamo ovviamente parlando della mannaia che potrebbe sferrare l’Uefa. L’organismo europeo finora è stato sempre alla finestra delle vicende juventine ma non per questo resterà neutrale per sempre.

Ed è per questo che in casa Juve bisogna guardare con timore a quello che il massimo organismo del calcio europeo potrà decidere senza dimenticare che proprio la Vecchia Signora è stata artefice in prima linea della spaccatura originata dalla Superlega. Un conto salato da pagare al presidentissimo Ceferin.

Juve in Europa: il posto ci sarebbe ma non a prova di processi

La penalizzazione di 10 punti inflitta alla Juventus lunedì scorso, il conseguente crollo dei bianconeri a Empoli hanno fatto sprofondare la squadra di Allegri al settimo posto in classifica con pochissime speranze di qualificazione in zona Champions ma con anche l’Europa League a forte rischio. Per lo più con il processo sulla manovra stipendi che incombe (15 giugno prima udienza davanti alla Procura Federale) e lo spettro delle possibili sanzioni Uefa, le chance di vedere la Juventus in Europa il prossimo sono davvero ridotte al lumicino.

La vittoria dell’Inter in Coppa Italia ha però riavvicinato i bianconeri almeno ad una qualificazione alla Conference League, con il 7° posto classifica alla mano. Ma, come detto e ribadito più volte è tutto in divenire così come le ipotesi di patteggiamento dei legali della Vecchia Signora sul fronte della manovra stipendi per evitare ulteriori penalizzazioni. Ma resta il nodo Uefa…

Juventus, l’Uefa aspetta ma serve un sacrificio di nome Superlega

Era la mezzanotte del 19 aprile 2021, dodici club europei fondavano la Superlega: Juventus, Milan, Arsenal, Atletico Madrid, Chelsea, Barcellona, Inter, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham. Il progetto dinanzi alle proteste dei tifosi e la minaccia di sanzioni da parte di Uefa e Fifa si arenò quasi subito, nove di quei 12 club uscirono subito dalla Superlega, a restarci dentro i 3 “soci” fondatori: Juve, Real Madrid e Barcellona. Una guerra aperta con la Uefa, in particolare tra Ceferin e Agnelli, una volta grandi amici, da quel momento in poi nemici giurati.

La Juventus ad oggi risulta ancora presente nello statuto della Superlega che bianconeri, Real e Barca non hanno ancora abbandonato del tutto come progetto e idea di fondo per una riforma della Champions League sul modello dell’Eurolega del basket. Proprio su questo punto potrebbe “giocare” l’Uefa nel confronto con la Juve sulla questione delle sanzioni. Una sorta di “sacrificio”, di “dono”, di “vittima sacrificale” da innalzare sull’altare del “sommo sacerdote” Ceferin per ottenere un po’ di indulgenza.

La Juventus si gioca tanto sul fronte Uefa: in ballo ci sono milioni

Come spiega La Gazzetta dello Sport, la UEFA a fari spenti, acquisendo le varie documentazioni dalla giustizia sportiva italiana, sta portando avanti da mesi le indagini sulla vicenda plusvalenze, e se appurasse che i bianconeri hanno violato i principi di sportività e alterato i conti bianconeri in ottica Fair play finanziario e Settlement Agreement: la Juve aveva stretto un accordo con Nyon pagando una multa fortemente scontata (3,5 milioni rispetto ai 19 previsti). Ma se questo accordo fosse basato su dichiarazioni contabili ritenute false, sarebbero guai. L’ipotesi di un’esclusione della Juventus per uno o più anni dalle coppe europee non sarebbe affatto campata in aria.

Con gravi perdite da parte della Juventus. Come scrive sempre la Gazzetta, dal 2012 ad oggi la Juve ha complessivamente incassato oltre 800 milioni di premi Uefa (conteggio che sale aggiungendo il botteghino), una media di 78 milioni all’anno, e oltre 100 milioni dai guadagni relativi allo stadio. In caso di mancata qualificazione alla Champions i bianconeri perderebbero una cifra che si aggira tra gli 80 e i 90 milioni.

Perchè la Juve rischia di restare fuori dall’Europa per più anni

Per la Juventus è primario garantirsi sul campo la qualificazione all’Europa in questa stagione. Così da evitare il rischio di restare più stagioni di fila senza coppe. Infatti se anche la scure della Uefa per le questioni di giustizia sportiva dovesse abbattersi sul club bianconero con l’esclusione dalle Coppe per una stagione la pena diverrebbe effettiva solo nella prima annata possibile. Se la Juve, classifica alla mano, non si qualificasse per le coppe quest’anno dovrebbe scontare la condanna alla stagione successiva, questo significherebbe restare fuori dall’Europa per due stagioni di fila anzichè una.

Vien da se che se dovesse essere esclusa dalle coppe per motivi legati alla giustizia sportiva o per un intervento della Uefa la Juventus lascerebbe libero un posto. In caso di esclusione alle coppe europee, imposta dalla giustizia sportiva, il posto vacante della Juventus diventerebbe estremamente appetibile per una tra Fiorentina (che potrebbe entrare in Europa con la vittoria della Conference League), Monza, Torino, Bologna e Udinese: tutti ancora in corsa per l’ottavo posto.

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