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Juventus, Allegri: arriva la risposta a Sacchi e il retroscena sull'incontro con Del Piero

L'ex ct aveva provocato il mondo bianconero ricordando le due sole Champions vinte in 60 anni, le stesse vinte da lui come allenatore del Milan

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Il traguardo è a un passo: la certezza di giocare in Champions potrebbe arrivare domani pomeriggio per la Juventus. I bianconeri a tre turni dalla fine sono terzi a 66 punti, il Bologna quarto con 64, Roma quinta con 60 assieme all’Atalanta sesta a 57, ma con una gara in meno delle dirette avversarie: quella da recuperare contro la Fiorentina a campionato finito. Nel calendario però c’è uno scontro diretto che agevola e non poco Madama, è quello di domani: Atalanta-Roma. Vale a dire quinta contro sesta. E, in virtù dei risultati ottenuti dalle italiane nelle competizioni europee, saranno le prime cinque della Serie A a qualificarsi per la prossima Champions League. Se l’Atalanta batte la Roma la qualificazione per la Juventus è già aritmetica: la Roma al sesto posto potrebbe solo raggiungere eventualmente i bianconeri ma restare sotto per gli scontri diretti. Se invece le due pareggiano alla Juve serve solo un punto per la matematica. Se invece vince la Roma ai bianconeri serviranno tre punti. Questo perché in un eventuale arrivo a tre a 69 punti nella classifica avulsa la Roma avrebbe 5 punti, la Juve 6 e l’Atalanta 3. Quindi se la Roma dovesse vincere a Bergamo, alla squadra di Allegri ne basterebbero comunque 3. E poiché la Juve gioca prima, basterebbe battere la Salernitana e Allegri non chiede altro.

Juventus, Allegri tra Champions e Coppa Italia

In quattro giorni il tecnico bianconero potrebbe dire di aver centrato tutti gli obiettivi, tra qualificazione in Champions e coppa Italia: “Ci avviciniamo bene, l’importante è cercare di chiudere per il primo obiettivo per preparare bene la partita di Roma, con l’Atalanta. La partita più importante è sempre quella più vicina. Non possiamo snobbare la Salernitana, sarebbe mancanza di rispetto. Le partite vanno vinte sul campo, se non vinci non è che ti danno punti: in campo ci sarà la migliore formazione. Abbiamo fuori De Sciglio, Alex Sandro e Danilo. Di questi 3, 2 possibili recuperi con l’Atalanta. Chiesa e Yildiz sono acciaccatelli da un mezzo virus. Yildiz aveva perso diversi chili. Federico stamani era mezzo e mezzo. Valuterò domattina le condizioni. Per come stanno loro deciderò la formazione”.

Come discorso generale in questo momento si registra una crescita di Chiesa: “Chiesa sta crescendo perché sta trovando una condizione fisica migliore. Ha trovato difficoltà prima. Dusan ha fatto tanti gol, i numeri sono dalla sua parte, domani se giocherà potrà determinare la partita”. Non è ancora tempo di bilanci definitivi ma uno sguardo a cosa è successo quest’anno andrebbe dato tra rimpianti ed errori: “Tutti commettono errori ma ora dobbiamo pensare al presente, a fine stagione faremo un bilancio, sicuramente certe volte potevamo e dovevamo far meglio. Molti tifosi si sono schierati per la mia permanenza? Mi fa piacere, domani ci aiuteranno a centrare la Champions per il mio futuro però abbiate ancora un po’ di pazienza”.

In settimana il tecnico della Juventus ha incontrato gli aspiranti allenatori a Coverciano, c’era anche Del Piero: “C’è stato uno scambio di idee, quando si fanno questi incontri si raccontano esperienze, di un vissuto, dell’allenatore, davanti a ragazzi più giovani. Qualcuno lo farà, qualcuno fa anche altre cose. Gli piace conoscere”.

Allegri risponde a Sacchi

Nei giorni scorsi c’è stata la provocazione di Sacchi. L’ex ct ha detto che la Juve in 60 anni ha vinto solo due volte la coppa dei Campioni, quante ne ha vinte lui negli anni al Milan ma Allegri non entra in polemica: “Chiedete il perché a lui che è stato un uomo importante per il calcio, io non lo so perché, comunque sono cose e sono parole che lasciano il tempo che trovano, Arrigo va ringraziato perché è stato un innovatore nel calcio e in quel momento lì ce n’era bisogno”.

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