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Juventus, altre perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta plusvalenze

Come riporta La Stampa, ci sarebbero state nuove perquisizioni negli uffici di Milano, Roma e Torino. Per la Juve si ipotizza falso in bilancio.

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Continuano i problemi extra campo della Juventus. Nella giornata di oggi infatti, la Guardia di Finanza, su sollecito della Procura di Torino, avrebbe effettuato delle nuove perquisizioni in alcuni studi legali sparsi un po’ per tutta la penisola tra Milano, Roma e Torino. La nuova accusa mossa alla Vecchia Signora, rivela oggi La Stampa, sarebbe falso in bilancio, e si andrebbe a iscrivere nella già nota inchiesta denominata “Prisma“.

Juventus, le nuove accusa di mercoledì 23 marzo

Tutte le questioni giuridiche sono sempre molto complesse anche nei termini, ma cercheremo di farla il più semplice possibile. Nell’ambito della maxi inchiesta già impostata, ci sarebbe infatti la volontà dei magistrati di vederci chiaro riguardo ad alcune mensilità non pagate ai giocatori (in accordo con gli stessi), che avrebbero comportato una riduzione del passivo a bilancio.

Le mensilità della quali si parla sono quattro, tutte relative alla stagione 2020, la prima in era Covid. Questi stupendi non sarebbero stati pagati in accordo coi calciatori, e posticipate a data da destinarsi. La notizia, che è stata lanciata dal quotidiano La Stampa, sottolinea come in questo modo la Juve sia stata in grado di avere una riduzione costi importante nel bilancio. Il problema sorge dato che, a quanto sembra, manca la rilevazione a bilancio dei debiti di tre di queste quattro mensilità.

Le perquisizioni di oggi verterebbero sulla ricerca delle scritture private tra club e calciatori proprio in merito a queste quattro mensilità “risparmiate” dalla Juventus.

Juventus, che cos’è l’indagine “Prisma”

La Juventus nel recentissimo passato è già stata sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati e della Guardia di Finanza. L’indagine “Prisma” ha avuto inizio nel maggio 2021, e riguarda nello specifico i bilanci relativi al 2019, al 2020 e al 2021. I sette indagati nell’inchiesta sono il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici, il Chief Corporate & Financial Officer Stefano Cerrato, l’ex Chief Corporate & Financial Officer, Stefano Bertola, l’ex dirigente finanziario Marco Re e l’avvocato Cesare Gabasio.

Le accuse sono false comunicazioni per emissione di fatture per operazioni inesistenti, ossia le tanto chiacchierate plusvalenze fittizie. 

Anche se l’indagine penale è praticamente chiusa, le dichiarazioni rilasciate a suo tempo dal Marco Gianoglio, Ciro Santoriello e Mario Bendoni, i tre PM che si occupavano della vicenda, parlavano di un “sistema malato”, emerso ascoltando “le intercettazioni telefoniche ai dirigenti della Juventus“.

Juventus, altre perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta plusvalenze Fonte: Getty Images

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