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Juventus, svolta nell'inchiesta stipendi: Ronaldo pronto a rispondere ai pm

L'attaccante portoghese si metterà a breve a disposizione dei magistrati della Procura di Torino che indagano sulla manovra stipendi e sulla "carta dei misteri": da decidere data e sede della deposizione

28-01-2023 09:28

Corpo concentrato sulla nuova avventura in Arabia Saudita, che al netto dell’amichevole show contro il PSG dell’amico-nemico Leo Messi non è certo iniziata nel migliore dei modi, tra debutto ritardato e precoce eliminazione dalla Supercoppa d’Arabia, ma mente ben focalizzata sui problemi giudiziari della Juventus, che lo riguardano in maniera tutt’altro che indiretta. Ecco il quadro di questo inizio di 2023 molto particolare che sta vivendo Cristiano Ronaldo che, lontano dal calcio che conta dopo la scelta di accettare la ricchissima proposta dell’Al-Nassr, occupa invece un ruolo di primo piano nelle cronache extra-campo che riguardano la Juventus.

Juventus e manovra stipendi: Cristiano Ronaldo e il giallo della “carta segreta”

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, infatti, il fuoriclasse portoghese sarebbe pronto a rispondere alle domande dei pm di Torino, pronti quindi a mettere a segno quello che sarebbe un vero e proprio colpaccio al termine di un lunghissimo… inseguimento che sembrava non voler finire mai.

Il riferimento è ovviamente all’importanza che potrebbe rivelarsi capitale di CR7 nell’ambito dell’inchiesta Prisma sui conti della Juventus e in particolare alla famosa “manovra stipendi”, i cui destini ruotano infatti principalmente proprio attorno ai misteri della famosa “carta Ronaldo”, la scrittura privata che attesterebbe l’accordo tra il club bianconero e l’attaccante portoghese sulla dilazione del pagamento di quattro mensilità a Cristiano durante la stagione 2019-’20, di cui tuttavia non si trova traccia nei bilanci della Juventus.

Cristiano Ronaldo pronto a rispondere ai pm: la Juventus trema

Ebbene, Ronaldo avrebbe deciso di concedersi alle domande dei magistrati, pronti a metterlo alle corde più e meglio di quanto fatto dai difensori di tutto il mondo durante la leggendaria carriera dell’attaccante portoghese, che a conti fatti ha vissuto a Torino gli ultimi lampi di gloria, almeno per quanto riguarda l’attività di club, prima del malinconico ritorno al Manchester United, concluso nella bufera mediatica dell’intervista concessa a ‘The Sun’ a inizio novembre, prodromo del distacco consumatosi durante il Mondiale in Qatar.

Alla Juventus Ronaldo ha vinto tanto, almeno in Italia, e guadagnato di più, tuttavia nel conto in banca di Cristiano mancano ancora quei famosi 19,6 milioni che la Juve gli trattenne durante la prima ondata di Coronavirus, salvo promettere di versarli al fuoriclasse di Madeira in un secondo tempo anche sotto forma di incentivo all’esodo nel caso, poi concretizzatosi, che l’avventura torinese di Ronaldo si fosse interrotta. Tale versamento però sembra non esserci mai stato, così, anche nel tentativo di tutelare i propri interessi, Cristiano sarebbe ora pronto a collaborare con la giustizia, rendendosi disponibile a ogni chiarimento.

Inchiesta Prisma, dove verrà interrogato Cristiano Ronaldo?

Del resto CR7 è tuttora l’unico giocatore della rosa dell’epoca della Juventus a non essere ancora stato ascoltato dai pm e va da sé che la sua testimonianza, anche alla luce del mistero della carta che lo riguarda, promette di essere decisiva per il proseguimento delle indagini. Resta però ora da capire dove avverrà l’incontro tra Cristiano e i magistrati. Improbabile, ma non da escludere a priori, un blitz torinese del giocatore, ma sembrano più probabili soluzioni “in campo neutro”, come Lisbona, Madrid se non Dubai.

Già la scorsa estate Ronaldo, che lo scorso 12 gennaio ha ottenuto il via libera della Procura per visionare le carte dell’inchiesta, aveva fatto filtrare la disponibilità a chiarire la propria posizione, ma la lentezza della polizia inglese nel rispondere alla richiesta di rogatoria preparata dalla Procura di Torino per l’allestimento di un possibile interrogatorio in call conference, unita alla conclusione anticipata dell’avventura di Cristiano ai Red Devils, fece saltare tutto.

Ora il momento sta per arrivare e Ronaldo è pronto a dare la propria versione dei fatti su una vicenda che allarma non poco l’ambiente della Juventus, alle prese con il rischio di una nuova penalizzazione qualora la giustizia sportiva la ritenesse colpevole per la manovra stipendi. Prima, però, il 27 marzo, ci sarà la decisione del Gup sul rinvio a giudizio del club bianconero e dei 12 indagati: decisiva potrebbe essere proprio la versione di Ronaldo, anche sul famoso scambio di mail risalente al 15 aprile 2021 tra gli avvocati bianconeri e i legali di Cristiano, che avrebbero avanzato dubbi legali sui documenti che la Juventus avrebbe voluto far firmare ai propri tesserati. L’accordo trascritto sui moduli federali però non è mai giunto a CR7.

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