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La Gialappa's: Ci saltò programma su Sky per colpa della Juve

Per Marco Santin oggi sarebbe improponibile Mai dire gol

09-05-2020 09:05

La Gialappa's: Ci saltò programma su Sky per colpa della Juve Fonte: Ansa

Quando il calcio era più spensierato, quando si poteva ironizzare sui congiuntivi degli allenatori, sui gol sbagliati, sulle macchiette televisive. Sembra un secolo fa e probabilmente lo è. Erano i tempi di Mai dire gol, felice invenzione della Gialappa’s band. Un programma che divenne cult e lanciò talenti comici a iosa giocando col calcio e il suo mondo. Una trasmissione irripetibile che, come confessa Marco Santin della Gialappa’s, oggi non si potrebbe fare neanche volendo.

La Gialappa’s band rimpiange Mai dire gol

Confessandosi a TvBlog, Marco Santin dice: “Sarebbe improponibile rifare Mai dire gol, più che altro. Scoppierebbero dei casini sui social con offese e contro offese. All’epoca era tutto più semplice, Mandi Mandi e Frengo giocavano sugli stereotipi friulani e pugliesi, ma erano in realtà degli omaggi”.

“Quel mondo è un po’ permaloso, anzi ci stupì l’entusiasmo dei calciatori. Erano i primi a divertirsi, addirittura facevano delle delazioni per prendere in giro altri giocatori. A non digerire le nostre gag erano al contrario i presidenti e qualche mister. Trapattoni si arrabbiò tantissimo, ma noi l’abbiamo sempre amato”.

Calciatori e allenatori prendevano parte alle sigle di Mai dire gol

Se solo si pensa che alle sigle della trasmissione prendevano parte calciatori ed allenatori. Eppure tutto sembrava così naturale, nonostante qualche personaggio all’inizio stentasse a funzionare: “Sicuramente e più di uno. Ricordo la fatica degli inizi di Aldo, Giovanni e Giacomo. Avevano i loro pezzi e infilare le nostre voci era complicato. In effetti hanno iniziato a funzionare quando sono emersi i personaggi singoli, con gli altri due sullo sfondo. Nel caso del sardo Nico noi parlavamo solo con Giovanni”.

In Mai dire gol lo sketch degli arbitri rinchiusi nello spogliatoio

I bulgari però funzionavano: “Erano sketch di movimento, i bulgari non parlavano. Mi vengono in mente gli arbitri rinchiusi nello spogliatoio, era un pezzo bellissimo ma probabilmente doveva essere concepito senza le nostre voci. Infatti lo abbandonammo”.

Il programma con Sky saltò per colpa della Juventus

Nell’estate del 2006 la Gialappa’s approdò a Sky per commentare i Mondiali: “Fu un’esperienza bellissima. Avevamo un canale dedicato e, esclusi i match dell’Italia, facevamo ascolti più alti della partita col commento originale”.

“L’azienda rimase talmente contenta che l’anno seguente avremmo dovuto realizzare una specie di Quelli che il calcio. Avevamo definito tutto, c’era già la redazione pronta. Ma quell’estate coincise con la retrocessione della Juventus, scenario che spinse Sky ad acquistare i diritti della serie B. Ci comunicarono che avevano esaurito il budget e il progetto saltò”.

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