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La trail runner svedese Emilia Brangefalt morta suicida a soli 21 anni: le era stata diagnosticata una insufficienza cardiaca

Promessa dell'atletica leggera scandinava, era stata fermata a causa di problemi cardiaci. La conferma della sua scomparsa con un comunicato della sua società; le condoglianze della Federazione svedese

Ultimo aggiornamento 23-11-2023 16:54

Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Era una promessa dell’atletica che attendeva solo di poter correre, allenarsi, gareggiare come aveva fatto e programmato fino allo stop forzato da una scoperta impietosa, per lei. Troppo, forse. La trail runner svedese Emilia Brangefalt è morta all’età di 21 anni dopo essersi tolta la vita: una tragedia che ha travolto l’atletica leggera e quanti erano vicini, in questa passione, alla campionessa scandinava provata dall’apprendere dell’insufficienza cardiaca, estremamente importante che le era stata diagnosticata.

Chi era Emilia Brangefalt

Emilia aveva vinto il bronzo nella gara di 40 km dei Campionati del mondo di trail del 2022 a Chiang Mai, e quest’anno è arrivata quinta in una gara del campionato del mondo a Innsbruck. Successi che sottolineano il suo grande talento, fermato solo dalla scoperta di questi problemi gravi.

In un post condiviso sul suo account Instagram il 4 novembre, Brangefalt ha espresso le complicazioni che le avevano determinato sofferenza, sia fisica sia mentale, legate all’apprendere di essere afflitta da una simile condizione che le ha impedito, con estrema rapidità, di allenarsi, iscriversi alle gare, di dedicarsi insomma allo sport.

Il suicidio di Emilia ha portato al centro del dibattito pubblico, di nuovo, il dramma di quanti affrontano le medesime condizioni vissute dalla campionessa svedese. La cronaca ci rammenta della decisione di togliersi la vita di sportivi per motivi distanti da quelli dell’atleta 21enne, ma altrettanto terribili: è il caso del calciatore Emiliano Cabrera, o del mito ex Cagliari Victorino.

Il post su Instagram

Nell’esistenza di una ragazza di 21 anni appena, apprendere di una simile problematica e misurarsi con il dolore, il cambiamento, l’imporsi uno stile di vita dettato da questa insufficienza cardiaca dall’impatto dirompente, può coincidere anche con un distonie drammatiche, forti. Dissonanze che la stessa Emilia ha affidato a questo post su Instagram:

“Solo fare una passeggiata è doloroso in questo momento”, ha scritto l’atleta sul suo account. ‘Sono stata in ospedale e visitato dal medico più di 20 volte, ma ogni singolo esame del sangue/elettrocardiogramma/esame del ciclo è buono. Il mio corpo è ancora molto stressato, anche se gli ho dato così tanto amore negli ultimi mesi.

‘Forse era troppo per una ragazza di 21 anni correre Transvulcania 48k e WMTRC 45k con meno di un mese di distanza. Sono molto triste perché correre e allenarsi significa tanto’, ha scritto nella dida di questa foto che risale solo a qualche settimana prima della sua morte.

Proprio a principio di questo mese, Brangefalt aveva rivelato di essere stata costretta ad abbandonare l’attività agonistica a causa delle complicanze cardiache emerse.

“Ma ora vivere una vita normale è difficile. Nell’ultimo mese ho passato più ore a letto che in piedi. Forse un giorno tornerò. Oppure non lo farò. Spero che il mio corpo possa riprendersi da questo”.

La conferma della Federazione e il comunicato del club

Il 22 novembre, la Federazione svedese di atletica leggera ha riportato il comunicato pubblicato dalla società di Emilia – la Västerås Athletics – che ha confermato la notizia del suicidio della giovanissima atleta invitando quanti leggessero ad accendere una candela in memoria di Emilia e di effettuare una donazione nei confronti di Suicide Zero, associazione che si occupa di prevenire il suicidio.

“È con grande tristezza che abbiamo ricevuto la tragica notizia della scomparsa di Emilia Brangefält. Ha concluso la sua vita dopo essersi sentita male per qualche tempo.

Nonostante la giovane età, Emilia è cresciuta negli ultimi anni fino a diventare una delle migliori trail runner al mondo. Esattamente un anno fa vinse un sensazionale bronzo sulla 40 km al Trail WC in Tailandia. Solo la primavera scorsa ha dimostrato che non era una coincidenza quando è arrivata quinta sulla stessa distanza quando si è deciso il Mondiale sulle Alpi.

Durante la sua breve carriera, è riuscita anche a vincere l’oro nel Trail-SM nel 2022 e come la più giovane nella classe K22 nel Terrain-SM nello stesso anno.

Siamo un’associazione in lutto e mandiamo tutto l’amore e la forza alla famiglia di Emilia”,

il testo del comunicato pubblicato dal club e citato dalla Federazione svedese per ricordarla e esprimere sostegno e vicinanza ai suoi cari.

La trail runner svedese Emilia Brangefalt morta suicida a soli 21 anni: le era stata diagnosticata una insufficienza cardiaca Fonte: ANSA

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