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Ludopatia e calcioscommesse: l'unica via percorribile nelle contraddizioni del sistema, il parere dell'avvocato

Alla luce dei casi Tonali e Fagioli e più recenti, l'unica soluzione sembra quella di attuare e studiare misure di contrasto e prevenzione, con il coinvolgimento attivo delle società

21-12-2023 09:56

Ettore Traini

Ettore Traini

Avvocato

Avvocato penalista ed esperto di diritto dello Sport. Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Milano, attualmente è membro della Commissione diritto dello sport dell’Ordine degli Avvocati di Milano

I recenti sviluppi dello scandalo del calcioscommesse, che già ha coinvolto giocatori come Tonali e Fagioli, inducono a riflessioni e considerazioni del fenomeno in chiave diversa rispetto a ciò che da più fonti si reclama, ossia un aumento delle sanzioni di carattere disciplinare sportivo.

In realtà le uniche contromosse efficaci per arginare il problema sono quelle che prevedono iniziative e progetti di educazione e di prevenzione del fenomeno.

Le dichiarazioni del ct Spalletti sul calcioscommesse

“La storia delle scommesse è profonda. Le pubblicità che vengono proposte tre o quattro volte a partita. Le società di scommesse come sponsor…”. Queste sono le parole pronunciate da Spalletti a commento delle ultime notizie relative alle scommesse effettuate dai giocatori del Benevento.

Con le sue parole Spalletti ha in particolare evidenziato le contraddizioni di un sistema che da un lato sanziona i calciatori che scommettono illegalmente, dall’altro fruisce di ricche sponsorizzazioni provenienti proprio da società di scommesse.

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In realtà la ludopatia è una “dipendenza” che rende le persone affette particolarmente fragili e strumentalizzabili e ciò sia nel caso in cui le scommesse siano sanzionate in sede penale e disciplinare sportivo, sia anche quando non lo siano.

Fonte: ANSA

Nicolò Fagioli, il primo giocatore a rompere il silenzio sulla propria ludopatia

La ludopatia e la diffusione del fenomeno: caso Benevento

Quattro sono gli ultimi giocatori coinvolti nel nuovo scandalo ossia Massimo CODA, Francesco FORTE, Gaetano LETIZIA, e di Christian PASTINA. Nei confronti di quest’ultimo la Guardia di Finanza ha peraltro provveduto a perquisire la sua abitazione, sequestrando tutti i dispositivi digitali (telefoni, tablet e pc) in suo possesso e se per tutti, sul piano penale, le conseguenze, se non verrà accertato il reato di frode sportiva, allo stato non configurato, non saranno particolarmente pesanti, sul piano disciplinare sportivo questi calciatori rischiano invece pesanti squalifiche, come è già avvenuto per gli altri soggetti coinvolti in questo nuovo scandalo.

Ciò che a questo punto risalta è l’ampiezza del fenomeno perché, alla luce dell’aumento del numero dei soggetti coinvolti, le scommesse da parte dei giocatori cessano di essere un aspetto deteriore, ma proprio del mondo del calcio, per diventare invece un problema di carattere sociale.

In questo senso va rilevato che le scommesse da parte di giovani sportivi non sono un fenomeno che riguarda esclusivamente il mondo del calcio, si pensi, ad esempio, per restare in Italia, al caso dei tennisti Bracciali e Starace, il primo radiato e il secondo squalificato per dieci anni per aver scommesso su incontri di tennis.

Misure di contrasto e prevenzione

Ci si deve interrogare quindi, a questo punto, sulle misure da adottare per prevenire in futuro questo tipo di comportamenti e, in quest’ottica, in luogo di procedere ad un aumento delle sanzioni del tutto inutile, più proficuo è invece incentivare le iniziative e i progetti volti ad educare i giovani sportivi e a recuperare gli stessi in caso siano affetti da ludopatia.

Sotto questo profilo le società di calcio hanno una grande responsabilità perché, se è pur vero che non possono ovviamente eliminare completamente il fenomeno delle scommesse illegali da parte dei calciatori, possono tuttavia intraprendere azioni di contrasto.

L’azione e il ruolo delle società

In questo senso numerose sono le società di calcio che hanno adottato specifiche misure di prevenzione del fenomeno: l’Inter, ad esempio, ha implementato programmi di formazione per educare i giocatori sui rischi delle scommesse illegali e per promuovere comportamenti responsabili; il Milan ha stretto collaborazioni con organizzazioni di controllo del gioco d’azzardo per monitorare le attività di scommesse dei propri calciatori e prevenire comportamenti irregolari; la Roma ha organizzato programmi di sensibilizzazione per educare i giocatori sui rischi delle scommesse illegali.

In conclusione, solo con una continua opera di educazione, sensibilizzazione e prevenzione è possibile in qualche modo contrastare il fenomeno delle scommesse illegali.

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