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Mihajlovic, leucemia e calciatori: un rapporto troppo stretto che fa riflettere

Uno studio ha dimostrato una correlazione tra la leucemia e i calciatori: le morti per leucemia linfoide tra ex giocatori sono 35 volte più numerose che nel resto della popolazione italiana

Pubblicato:

Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

La scomparsa di Sinisa Mihajlovic è stata un durissimo colpo per il mondo del calcio. L’ex giocatore ed allenatore è stato un simbolo del nostro calcio, prima da calciatore con la maglia di Lazio e Inter, poi da allenatore con le sue avventure a Firenze, Milan e con l’ultima a Bologna. A 53 anni Sinisa ha perso la sua battaglia contro una forma di leucemia molto aggressiva che lo aveva colpito nel luglio del 2019.

Mihajlovic: leucemia e calciatori, un rapporto troppo stretto

La morte di Sinisa Mihajlovic ha riaperto una discussione forse colpevolmente sopita da anni. I primi dati sulla correlazione tra la leucemia (ed altre forme di cancro) ed il mondo del calcio è emerso nel 2000. Nel corso dell’inchiesta per il doping nel mondo del calcio, il pm Raffaele Guariniello aveva chiesto un’inchiesta epidemiologica per accertare se ci fosse un nesso tra alcune patologie e metodi di allenamento o sostanze eventualmente assunte dai calciatori nel corso della carriera. Gli esperti dell’Istituto superiore della Sanità portarono alla luce dati choc: su un campione di 165 giocatori deceduti (tutti in attività a partire dagli anni Sessante in A, B e C) è venuta fuori quella che in termine tecnico viene definita eccedenza di tumore epatico e di leucemia linfoide.

Leucemia e tumori epatici: i calciatori sono a rischio

Su queste morti e sulla correlazione con il mondo del calcio pesa il forte sospetto del doping. L’inchiesta del 2000 portò a galla una situazione decisamente scioccante: sottolineando come le morti per leucemia linfoide tra gli ex calciatori fossero 35 volte più numerose che nel resto della popolazione italiana. Nella letteratura scientifica il cancro al fegato e la leucemia linfoide possono essere collegate all’uso di sostanze dopanti: gli anabolizzanti (per il cancro al fegato) e l’ormone della crescita per la leucemia linfoide (che ha portato alla morte l’ex giocatore della Juve, Andrea Fortunato).

Mihajlovic, cos’è la leucemia mieloide che lo ha ucciso

Sinisa Mihajlovic è morto a soli 53 anni dopo una battaglia durata oltre tre anni contro una forma di leucemia che lo aveva colpito nel luglio del 2019. La leucemia mieloide acuta è una forma di tumore che si origina nelle cellule staminali presenti nel midollo osseo. Una forma aggressiva che parte dal midollo e che si sviluppa prima nel sangue, e poi nel sistema linfatico e in altri tessuti. Si tratta di una patologia molto aggressiva che colpisce circa 3500 persone ogni anni soprattutto tra gli uomini che hanno più di 60 anni ma che può colpire anche i bambini.

La stessa individuazione della malattia soprattutto negli stadi iniziali può essere molto difficile, i sintomi sono spesso comuni ad altre patologie: febbre, debolezza, dolori alle ossa e alle articolazioni. Viene definita acuta quando ha una progressione molto rapida. In alcuni casi può risultare fatale già nel giro di poche settimane. Il trattamento più efficace è quella del trapianto di midollo da un donatore ma per la sua stessa natura aggressiva è possibile anche il riemergere della malattia dopo il trattamento.

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