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Milan, Kjaer: "La società mi è stata vicina. Leao deve essere sempre incisivo"

Kjaer torna a parlare del suo infortunio e della crescita di alcuni compagni di squadra.

06-08-2022 11:42

Milan, Kjaer: "La società mi è stata vicina. Leao deve essere sempre incisivo" Fonte: Getty Images

A SportWeek, inserto settimanale della Gazzetta dello Sport, è tornato a parlare Simon Kjaer, difensore del Milan tornato in campo nell’amichevole contro il Marsiglia dopo un lungo stop a causa della lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio.

Queste le sue parole sull’infortunio:

“Non avevo mai avuto una lesione così grave e per la prima volta nella mia carriera ho dovuto passare un periodo in cui dovevo lavorato da solo, lontano dalla squadra. Mia mamma mi ha detto: fai finta che sei un eremita, uno di quelli che vivono isolati da tutti, lontano da ogni cosa. Io mi sentivo esattamente così. Sì, la società mi stava accanto, i compagni mi scrivevano per darmi forza, ma alla fine ero io a dovermi alzare alle 8 del mattino ogni giorno per lavorare fino alle 8 di sera: terapia, rieducazione, da solo o assieme al fisioterapista. Dunque mi sono detto, se sembro un eremita, sarò così: taglierò la barba solo quando tornerò a lavorare con la squadra”.

Una parola poi, doverosa, anche sulla crescita nella passata stagione di Leao e Kalulu:

“Leao ha qualità pazzesche e dunque non può permettersi partite in cui gioca poco: serve che sia decisivo sempre. Se riesce a fare questo passaggio, potrebbe diventare uno dei top cinque mondiale. Poi voglio conoscere bene Origi: sono stato con lui a Lille, era un ragazzino, ora mi aspetto un campione che fa la differenza dato che ha tutto per esserlo, velocità, fisico e piedi. Pure Bennacer deve migliorare, guadagnandosi un ruolo importante […] Pierre ha fatto una stagione stupenda. Dal mio punto di vista non si tratta di un rivale. Se io faccio il mio lavoro, se sto bene, c’è solo uno che può decidere, Pioli. Poi io posso arrabbiarmi con lui, ma non con Kalulu, Tomori o Gabbia perchè sono colleghi e uno di loro mi sarà al fianco in campo. Avrò bisogno di loro, del loro aiuto, quindi non potranno mai essere rivali. So che quest’anno non farò 45 partite. Ci saranno occasioni per tutti, ma ovviamente voglio giocare. Quando ci sarà il derby voglio giocare”.

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