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Milan: la mossa anti Raiola per evitare un nuovo caso Donnarumma

Il club rossonero, scottato dal tira e molla che ha portato in estate il portiere a firmare col PSG, ha approntato una nuova strategia per aggirare l’agente italiano.

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È un modo del tutto inusuale quello con cui si sta muovendo il Milan per trattare il rinnovo di Alessio Romagnoli.

Il difensore infatti è uno degli assistiti di Mino Raiola, procuratore ormai inviso ai rossoneri dopo quanto accaduto in estate e nei mesi scorsi con Gianluigi Donnarumma, un caso che ha lasciato strascichi così profondi in via Aldo Rossi a tal punto da portare i dirigenti milanisti a pensare ad una soluzione estrema.

Raiola, un ostacolo da aggirare per il Milan

Sebbene infatti di solito per trattare qualsiasi tipo di accordo ci si rivolga al procuratore del giocatore interessato, nel caso di Romagnoli il Milan ha deciso di bypassare l’agente e mettersi a parlare direttamente col difensore.

Di fatto i rossoneri, operando in questo modo, hanno optato per mettere alla porta il potente intermediario italiano, persona col quale (come riporta La Gazzetta dello Sport) il club meneghino non vuole più assolutamente avere a che fare.

Le richieste del Milan

Vista la presa di posizione decisamente netta e inedita nei confronti di Raiola, per arrivare dunque alla tanto agognata fumata bianca Romagnoli sarà obbligato a trattare da solo il proprio prolungamento col Milan, prolungamento che, se si concretizzerà, sarà certamente a cifre inferiori rispetto a quelle attuali.

Col club infatti il difensore percepisce al momento ben 6 milioni a stagione, troppi considerati l’attuale posizione nelle gerarchie di Pioli del classe 1995 che, accettando di rimanere a meno, sarebbe disposto a scendere fino a 4,5 milioni annui.

Il Milan però ritiene che anche questa richiesta troppo esosa e vorrebbe strappare un “sì” a circa 3-3,5 milioni riducendo quindi l’ingaggio di Romagnoli di quasi la metà.

I numeri di Romagnoli

La distanza tra le parti indica che il difensore dovrà vedersi ancora diverse volte con Maldini e Massara per provare a trovare la giusta quadra ed evitare così di diventare svincolato a giugno 2022 alla scadenza naturale del contratto.

Nel frattempo però Romagnoli, anche per portare argomenti validi al tavolo delle trattative, non dovrà perdere di vista il campo.

Ad oggi il capitano rossonero, fuori nell’ultimo derby con l’Inter per un problema agli adduttori, ha accumulato 8 presenze in Serie A e 3 in Champions League non venendo tuttavia schierato dall’inizio con continuità.

Al momento infatti l’ex Samp non rientra tra i titolarissimi di Pioli, allenatore che, a suon di prestazioni, Romagnoli dovrà iniziare a convincere in maniera più decisa perché sarà da quanto e come giocherà che dipenderanno tante le sue sorti in rossonero quanto i destini del Milan in campionato.

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