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Milan: Leao denuncia offese razziste, la replica del club e dei tifosi

Il razzismo resta una piaga nel calcio: vittima di insulti social l'attaccante portoghese, a poche settimane dall'episodio di Maignan ad Udine

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Pietro De Conciliis

Pietro De Conciliis

Giornalista

Giornalista pubblicista e speaker radiofonico, per Virgilio Sport si occupa di calcio con uno sguardo attento e competente sui campionati di Serie B e Serie C

Il razzismo continua a rappresentare una piaga socio-culturale difficile da estirpare. Continua ad esserlo anche nel mondo del calcio, dove si registrano episodi deplorevoli e commenti beceri, che viaggiano velocemente dai social alla realtà. È successo ancora, stavolta a Rafael Leao, vittima di un hater sul suo profilo Instagram ufficiale, dove ha denunciato un commento che non lascia spazio ad interpretazioni. Dopo il caso Maignan in Udinese-Milan, è toccato all’attaccante portoghese subire un attacco tanto ingiustificato quanto vergognoso, per modi, parole e pensiero. Non si è fatta attendere la risposta del club rossonero, accompagnata dalla vicinanza della parte sana del tifo milanista.

Leao vittima di razzismo sui social: denunciato il commento di un hater

All’indomani di Monza-Milan, partita terminata sul punteggio di 4-2 in favore dei brianzoli, Rafa Leao è stato vittima di insulti razzisti, denunciati con uno screen nelle sue Instagram Stories. Il becero sfogo di un hater, che ha deciso di trasformare una legittima critica tecnica in una serie di frasi che non hanno nulla a che vedere con il calcio e con il giocatore Leao. Parole che feriscono il Rafa uomo e che rischiano di danneggiare l’immagine di un’intera tifoseria.

Il commento incriminato è diventato immediatamente virale, con gli oltre 5 milioni di follower che hanno invaso la sezione commenti degli ultimi post di Leao per abbracciare virtualmente il talento lusitano, subentrato nel secondo tempo di Monza-Milan allo “U-Power Stadium”. Il messaggio dell’hater, del resto, recitava così.

Non ti riesco più a vedere, non ti riesco più a sopportare, con te in campo divento razzista. Mi stai altamente sui co***oni, vattene il prima possibile tu e chi ti segue.

La risposta di Leao ad un simile commento è stata la seguente, a margine della medesima story.

Purtroppo, il mondo continua ad avere questo tipo di persone con il cervello piccolo.

Razzismo, la risposta del Milan

Il Milan ha deciso di manifestare pubblicamente la sua vicinanza a Rafa Leao, perno dello scacchiere di Stefano Pioli e uno degli idoli dei giovani tifosi rossoneri. Per il razzismo, nel calcio come nella vita, non c’è spazio. Il club lo ha ribadito a gran voce sui propri canali social ufficiali, rilanciando l’hashtag #WeRespAct.

Rafa siamo con te. Nella nostra tifoseria e nel calcio non c’è spazio per il razzismo.

Leao vittima di razzismo, la reazione social dei tifosi del Milan

Fortunatamente, il razzismo caratterizza soltanto una parte infinitesimale della tifoseria del Milan e degli appassionati di calcio, legati al gioco e ai calciatori in maniera viscerale, senza alcun tipo di preconcetto di natura socio-culturale. La società meneghina, peraltro, sta portando avanti un’autentica battaglia contro il razzismo, attraverso iniziative importanti, in collaborazione con alcune associazioni e con la Lega Serie A, soprattutto dopo i vergognosi episodi di Udine. Al “Friuli”, come ormai noto, Mike Maignan lanciò un segnale forte, abbandonando la sua porta e lasciando temporaneamente il campo, prima di un confronto con l’arbitro Maresca.

Sui social, sotto il post pubblicato dal Milan, si sprecano i commenti positivi dei tifosi rossoneri: dai numerosi “No to Racism” ai “No room for Racism”, fino ad arrivare a chi si congratula con Leao per aver avuto la forza di denunciare pubblicamente le frasi razziste, “senza far finta di nulla”.

C’è anche chi consiglia di prendere provvedimenti esemplari, che escludano da San Siro e dalle manifestazioni sportive determinate persone: “È facilmente rintracciabile, – si legge su X – trovatelo e punitelo come succede allo stadio. Troppo facile nascondersi dietro una tastiera. È ora di passare ai fatti come dice Maignan”, sottolinea un tifoso del Milan.

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