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Milan, tutti i numeri di un crollo: Pioli individua le cause della crisi

Il momento no dei campioni d'Italia prosegue anche in Supercoppa Italiana: Inter dominante, il tecnico rossonero però non si demoralizza e scuote la squadra dopo il pesante 0-3 di Riyad

18-01-2023 23:11

Neppure il derby scuote il Milan dal torpore di inizio 2023. Anzi, poco meno di un anno dopo quella già storica vittoria in rimonta sull’Inter che segnò la svolta nella corsa allo scudetto 2022, i campioni d’Italia sprofondano ancora di più in quella che la notte di Riyad consacra come una crisi su tutti i livelli: risultati, gioco, condizione atletica e psicologica.

Milan, gli otto giorni da incubo che potrebbero aver compromesso la stagione

Dopo l’illusorio successo di Salerno che aveva aperto l’anno solare, la squadra di Pioli è incappata solo in delusioni cocenti, che hanno compromesso due competizioni, la Coppa Italia svanita agli ottavi contro il Torino, appunto la Supercoppa Italiana e in parte anche il campionato, dove pure il ritardo dal Napoli capolista è cresciuto di un solo punto, dagli otto del pre Mondiale agli attuali nove.

Comunque tanti pensando alla marcia della capolista che ha appena schiantato la Juventus se paragonata a quella dei campioni d’Italia, troppo brutti ed arrendevoli nella notte araba per essere veri. Così mentre sulle tribune del King Saud University Stadium di Riyad il dt Maldini e il ds Massara parevano increduli, in panchina gli sguardi dei giocatori sono tornati vitrei come nell’era pre-lockdown, ovvero prima che prendesse forma quella magia che si sarebbe poi realizzata nella conquista dello scudetto.

Crisi Milan, le cifre che riportano al pre-lockdown: Pioli sotto accusa

I numeri che non mentono mai del resto inchiodano il Milan e Stefano Pioli all’insegna di un buio che non era tale proprio da due anni a questa parte. Con il ko in Supercoppa infatti i rossoneri hanno eguagliato la striscia più lunga senza vittorie sotto la gestione del tecnico emiliano: quattro partite, due vittorie e due pareggi, , come nel febbraio 2021 tra Serie A ed Europa League. E per la prima volta nella gestione Pioli il Milan ha subito più di un gol nel primo tempo per due gare di fila in tutte le competizioni, dopo i due di Lecce.

Intervistato da Sport Mediaset al termine del match, Pioli non ha potuto che constatare la passività della propria squadra in particolare in un primo tempo dominato in lungo e in largo dall’Inter: “Il nostro primo tempo non è stato all’altezza di una partita del genere, abbiamo commesso troppi errori ai quali non siamo abituati, poi contro avversari così vieni punito subito. Nel secondo gol c’eravamo a livello numerico in area, ma eravamo mal piazzati. Abbiamo provato a riaprirla a inizio secondo tempo, ma era difficile. Abbiamo fatto troppo poco per meritare di vincere questa partita e questo trofeo.

Milan allo sbando, Pioli assolve i singoli: “Dalla crisi si esce di squadra”

La serata del Milan non era neppure iniziata male, con un Leao che era parso intraprendente, ma appena l’Inter ha provato a fare la voce grossa i rossoneri sono spariti dal campo, mancando completamente a livello di gioco e di singoli. La squadra non è sembrata neppure credere più di tanto di potere riaprire la partita, sterile infatti è stata la reazione di inizio ripresa.

Pioli individua il problema e dribbla i riferimenti ai singoli, da un Theo Hernandez che sembra avere ancora la testa al Mondiale perso, al pari di Olivier Giroud, fino a Ciprian Tatarusanu, che non ha le qualità di Maignan…: “Non stiamo attraversando il nostro momento migliore sul piano psicologico, ma l’unico modo che conosciamo per ripartire è lavorare per tornare a giocare come sappiamo ed alzare il nostro livello – argomenta il tecnico emiliano – Non mi aspettavo una serata così, perché conosco le qualità dei miei giocatori e so come prepariamo le partite. Dopo gli errori smettiamo di essere squadra e reagiamo a livello individuale e non collettivo. Non è giusto parlare dei singoli, Mike ha un calcio più profondo rispetto a Tatarusanu, ma potevamo uscire meglio dalla loro pressione giocando in maniera più precisa. Dobbiamo ritrovare tutti l’armonia e quella freschezza mentale che ci può far tornare ad esprimere il nostro calcio. Migliorando a livello collettivo andranno a crescere anche le prestazioni individuali”.

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