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Mondiali Scherma, doppio trionfo Italia: fioretto e spada oro contro la Francia

L'Italia fa la storia ai Mondiali di Scherma conquistando l'oro a squadre nella spada maschile. Trionfa anche il dream team delle fiorettiste, campionesse ugualmente contro la Francia

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Penultima giornata di gare per i Mondiali di Scherma che si stanno svolgendo a Milano, con una doppia finale in salsa francese per l’Italia: sia le fiorettiste campionesse iridate uscenti (lo squadrone composto da Arianna Errigo, Alice Volpi, Martina Favaretto e Francesca Palumbo) che gli spadisti (Davide Di Veroli, Andrea Santarelli, Federico Vismara e Gabriele Cimini) hanno infatti affrontato i quartetti transalpini nell’ultimo atto di un percorso netto.

Netto proprio perché entrambe le nostre formazioni hanno portato a casa entrambe l’oro: le fiorettiste guidate dal sempre impeccabile ct Stefano Cerioni conquistano un ulteriore riconoscimento dopo aver razzolato titoli continentali e mondiali, proiettandosi al meglio per Parigi 2024. E se le azzurre hanno battuto la Francia per 45-39, ancora più perentorio il risultato degli spadisti, che regolano gli avversari per 45-31 senza troppi patemi d’animo e regalano un oro mondiale che all’arma della scherma mancava da trent’anni.

Mondiali scherma: il cammino delle fiorettiste verso la finale

Il cammino verso la finale per la fiorettiste era iniziato oggi con il successo contro la Germania ai quarti, dopo il risultato implacabile di 45-18 ottenuto ieri negli ottavi contro la Colombia. Le schermitrici del ct Cerioni avevano avuto la meglio sulle tedesche con un risultato di 45-23. Successivamente, altra affermazione in semifinale contro il Giappone, conducendo le stoccate per 43 a 30.

La finale contro la Francia: duello all’ultima stoccata, ma le fiorettiste azzurre non si fanno più riprendere

Alice Volpi ha inaugurato la finale contro la Francia fronteggiando in pedana Ysaora Thibus, con la numero 2 dei ranking mondiali del fioretto che porta a casa il primo assalto per 5-4. Tocca quindi ad Arianna Errigo contro Morgane Patru, che mette pressione ad una rivale che ha subito gli attacchi di una Errigo davvero arrembante. L’assalto si chiude 6-1 per l’Italia.

Martina Favaretto, la più giovane del quartetto, disputa un duello sul filo di lana con Pauline Ranvier: due le richieste di revisione video per parte, e un assalto che si chiude in parità, 5-5. Nella quarta manche che ha aperto la seconda serie la campionessa individuale Volpi soffre all’inizio contro Patru ma porta il parziale a 20-14, mentre nella quinta Favaretto fatica inizialmente contro la Thibus nonostante quest’ultima rimedi un cartellino giallo, rea di aver coperto il proprio bersaglio con la testa. La schermitrice riesce comunque a portare il parziale a 24-17 dopo un assalto teso e combattuto, riuscendo a rendere difficile la vita in pedana alla forte Thibus.

Estenuante la sesta manche, con Errigo costretta anche a cambiare il suo fioretto, per poi cadere successivamente (aiutata dalla Ranvier). Un assalto che ha messo a dura prova psicologicamente il nostro quartetto, visto che la Francia ha ridotto il suo divario nel parziale a soli due punti di distacco (30-28).

All’inizio dell’ultima serie di assalti le transalpine sono tornate in vantaggio per 31-30, ma Favaretto riporta la situazione a nostro favore a 34-31. Si chiude con Palumbo contro Thibus da un parziale arrivato a 40-34 per noi, con la schermitrice di Potenza a cui non cedono le gambe davanti al blasone della francese (che nel frattempo rimedia un altro cartellino giallo) e chiude quindi la pratica, con un’ultima revisione dei giudici prima di dare il punto alle italiane. Bronzo per il Giappone, che nella finalina ha regolato gli Stati Uniti.

Il cammino degli spadisti verso lo storico oro

Per quanto riguarda gli uomini della spada, la giornata del quartetto azzurro era partito con il successo ai quarti, sudato sino al filo di lana, contro la Repubblica Ceca (28-26: in particolare si è distinto Santarelli, con Di Veroli che ha chiuso la serie al meglio). Gli spadisti si sono ripetuti contro il sorprendente Venezuela, regolandolo 35-23 ed ottenendo quindi la sicurezza di una decima medaglia per la rappresentativa italiana ai Mondiali in casa, il pass per la finale contro la Francia e quello per le Olimpiadi praticamente ipotecato.

Di Veroli inaugura la serie di assalti contro Alexandre Bardenet, partendo dalla parità per 1-1. Cimini con Yannick Borel porta la serie ugualmente in parità, sul 9-9, mentre Santarelli regala all’Italia il primo vantaggio nella terza manche contro Romain Cannone (15-11). Il ritorno di Cimini vs Bardenet vede il pisano condurre il duello con freddezza e lucidità al 20-12 per gli azzurri. Di Veroli allarga ulteriormente il gap con i rivali, staccati di dieci punti dopo il quinto assalto: stesso distacco dopo il duello tra Santarelli e Borell, ma punteggio salito a 30 stoccate vincenti contro 20.

Equilibrio sostanzialmente inalterato dopo la manche tra Cimini e Cannone (35-26), ma Santarelli apre ulteriormente il divario a 40-28. Chiude un freddo ed implacabile Di Veroli contro Borel, prima del trionfo finale.

Bene il fioretto maschile trascinato dal campione Marini

Per quanto riguarda gli altri risultati di oggi per i nostri azzurri, la giornata era partita con le fasi preliminari per il fioretto maschile e la sciabola femminile. La squadra trascinata dal fresco campione del mondo Tommaso Marini, completata poi da Daniele Garozzo, Filippo Macchi ed Alessio Foconi, battendo il Qatar agilmente per 45 a 16 ha conquistato la qualificazione agli ottavi contro il Belgio. Anche in questo caso netto successo dei nostri per 45-29: l’approdo ai quarti vedrà la squadra maschile di fioretto affrontare domani Hong Kong.

La sciabola femminile battuta dall’Ucraina: pass olimpico a rischio

Per quanto riguarda la sciabola femminile con la formazione composta da Michela Battiston, Martina Criscio, Chiara Mormile e Rossella Gregorio, le nostre hanno ceduto contro l’Ucraina, che vedeva il sacrosanto ritorno in pedana di Olga Kharlan, riammessa dopo l’incomprensione con la rivale russa Smirnova (battuta dall’ucraina, che non aveva poi voluto stringere la mano all’avversaria).

La sciabola femminile aveva avuto la meglio nei turni preliminari sulla Colombia per 45 a 17, per poi essere sconfitta agli ottavi dalla selezione ucraina per 45-33. Le azzurre dovevano recuperare sette stoccate in due assalti, non riuscendo nell’impresa: per la nostra squadra un finale amaro, chiudendo al decimo posto e mettendo drammaticamente a rischio la qualificazione per Parigi 2024.

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