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Napoli di lotta e di governo: soffre poi travolge la Cremonese, le pagelle

Un rigore di Politano e una rete di Simeone, subentrato nella ripresa, domano una Cremonese feroce e aggressiva: il Napoli di Spalletti ora è in testa alla classifica da solo

Pubblicato:

Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Dall’ Amsterdam Arena allo Zini, in Champions come in campionato la melodia è sempre la stessa: il Napoli sembra inarrestabile, batte anche la Cremonese per 4-1 – anche se con maggior fatica rispetto all’impresa con l’Ajax – e si prende la testa della classifica da solo a 23 punti, con tanti ringraziamenti anche all’Udinese che ha fermato l’Atalanta. Cambia qualche musicista ma non lo spartito Spalletti, che mischia le carte, ripropone Mario Rui al posto di Olivera, lancia Ndombele al posto di Zielinski e punta su Politano al posto di Lozano, salvo poi – come sempre – sfruttare tutti i cambi e trovare il gol-chiave col solito Simeone, abbonato a entrare e segnare, prima dei due gol segnati nel recupero da Lozano e Olivera che mortificano oltre il lecito i locali.

Cremonese-Napoli, decide ancora la panchina

Ammirevole la reazione dei grigiorossi di Alvini dopo il rigore (il terzo subìto quest’anno dalla Cremonese, il secondo di fila) procurato da Kvaratskhelia e segnato da Politano nel primo tempo, il pari di Dessers a inizio ripresa e le ripartenze frequenti spaventano gli azzurri. Morde in difesa e punge davanti la Cremonese ma la benzina a un certo punto finisce e quando Simeone sale in cielo, attaccando il secondo palo sul cross di Mario Rui, è la svolta del match. Con i grigiorossi protesi tutti davanti arriva anche il 3-1 di Lozano su assist di Kvara e il 4-1 di Olivera. Tutti i gol decisivi sono arrivati dalla panchina. Alla Cremonese restano gli applausi, al Napoli tre punti e il primato solitario.

Cremonese-Napoli, la pazienza l’arma in più degli azzurri

La Cremonese nel primo tempo è tutta grinta e contropiede, ma dopo il rigore prende campo e spazio: una traversa in avvio di Zanimacchia, in posizione di fuorigioco peraltro, un fendente di Dessers chiuso in angolo da Kim e un’iniziativa di Ferrari sono i principali pericoli per Meret, mentre l’iniziativa è sempre del Napoli che dopo la traversa di Rrahmani nelle primissime battute comanda il gioco con un possesso palla schiacciante per accendere le sue frecce offensive e chiude in attacco sfiorando il raddoppio con Anguissa, che preferisce tirare (alto) anzichè servire Raspadori solo. Nella ripresa il Napoli sembra poter chiudere subito la partita ma dal gol del possibile 2-0 che non riesce a Raspadori ed Anguissa si passa al pari realizzato da Dessers che beffa tutta la difesa del Napoli inserendosi su un pallone in verticale e beffando Meret.

Da qui in poi diventa un match di pugilato con colpi e contro-colpi. La Cremonese, con un Dessers scatenato e la vivacità del neo-entrato Okereke, mette alle corde per parecchi minuti il Napoli che traballa ma non crolla. Prova a controbattere col palleggio per arrivare in area e trova il colpo del ko con Simeone a meno di un quarto d’ora dalla fine. Finale arrembante della Cremonese che chiude il Napoli nella sua area ma in pieno recupero scatta il contropiede mortifero con Lozano che avvia e chiude l’azione su assist finalmente generoso di Kvara: 3-1 e tre punti in saccoccia. Potrebbe arrivare anche il quarto gol sempre col messicano ma a segnarlo è un altro subentrato, Olivera, che chiude i giochi e manda il Napoli in Paradiso.

Il Napoli è meno bello, non è la squadra spumeggiante vista ad Amsterdam stavolta ma è sempre maturo, una formazione capace di non sottovalutare nessuno senza mai rinunciare alla propria identità e dimostrando di saper soffrire. Ha usato l’arma della pazienza la squadra azzurra quando la Cremonese chiudeva ogni varco e si rendeva pericolosa nelle ripartenze, consapevole di avere mezzi e qualità per trovare i gol che ancora una volta arrivano dalla panchina, vera miniera d’oro per Spalletti, con Simeone, Lozano e Olivera.

Cremonese-Napoli, le pagelle

NDOMBELE’ 6 – Non è ancora al meglio ma lascia presagire prelibate giocate quando verticalizza e attacca lo spazio, sarà una pedina sempre più preziosa in futuro. La sua gara dura 57′ e fa posto a Simeone.

LOBOTKA 7 – E’ sempre lui il metronomo del Napoli, marcato a uomo per tutta la gara è meno brillante di altre volte ma sempre incisivo.

SIMEONE 7 – Di giocare dall’inizio non ha bisogno, si sta abituando ad essere l’uomo-partita subentrando. Dalla panchina ha segnato già con Liverpool, Rangers e Ajax in Champions ma sono i gol pesantissimi di stasera e col Milan che lo consacrano decisivo.

ANGUISSA 6 – Non è la sua miglior partita, si fa saltare spesso e perde qualche contrasto poco abituato a una fisicità simile alla sua negli avversari ma ha sempre qualità nelle giocate.

RASPADORI 6 – Viene sempre a legare il gioco e ad aprire spazi, trova poco la porta nel primo tempo ma è lui a sfiorare il raddoppio e a fallire la palla del controsorpasso, cambia ruolo quando entra Simeone e da trequartista non brilla. Lascia il posto a Zielinski a 20′ dalla fine.

KVARATSKHELIA 7 – Quando si accende sono sempre guai, la sua sterzata in area al 23′ regala il rigore al Napoli dopo l’intervento di Bianchetti sul suo piede destro, sfiora anche il raddoppio e si fa vedere anche in fase di ripiego come gli chiede Spalletti ma soffre un po’ la marcatura stretta che evita cambiando spesso fascia e spostandosi a destra. Decisivo anche nell’assist per il terzo gol di Lozano.

ARBITRO ABISSO 6 – Fa capire subito di non tollerare il gioco duro con un primo giallo dopo un quarto d’ora a Zanimacchia ma fischia poco lasciando giocare spesso, anche troppo. Non ha dubbi sul rigore, giudicando eccessivo il contatto tra Bianchetti e Kvara in area.

Ora il Napoli è atteso da due gare casalinghe: mercoledì potrebbe centrare in anticipo la qualificazione agli ottavi di Champions nella gara con l’Ajax e domenica ospiterà il Bologna per tentare la fuga.

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