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Olimpiadi Milano-Cortina, da Fontana un assist per la pista di bob a Cortina. Il "giallo" della lettera al CIO

A pochi giorni dalla deadline, torna a infiammarsi il dibattito sulla sede della pista da bob dei Giochi Invernali del 2026. Il presidente lombardo "vota" Cortina.

19-12-2023 19:10

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Questa pista da bob s’ha da fare. Dove, ancora è un mistero: che sia Cortina o Cesana Pariol, l’importante è che si possa comunque evitare di andare a bussare alle porte di qualche impianto estero (St. Moritz o Igls) pur di salvare la faccia, che poi in quel caso ci sarebbe ben poco da salvare. Dopo le parole del Ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha fatto capire di essere moderatamente ottimista circa la buona riuscita dell’operazione (cioè di riqualificare uno dei due impianti italiani), anche altri addetti ai lavori legati in qualche modo ai giochi di Milano-Cortina 2026 hanno ribadito la necessità di optare per la soluzione italiana. Anche se poi anche qui ognuno vorrà tirare l’acqua al proprio mulino.

Fontana: “Giusto che la pista resti a Cortina”

Entro gennaio il CIO attende di conoscere la località scelta dal comitato organizzatore, con le adeguate garanzie economiche, finanziarie e di cantiere (intese come cronoprogramma dei lavori: non c’è un minuto in più da perdere) per procedere con il via libera definitivo. Chiaro che in Veneto tutti auspicano che alla fine la scelta possa ricadere sulla pista “Eugenio Monti” di Cortina d’Ampezzo, inattiva dal 2008, ma affascinante al pensiero che già una volta i giochi sono transitati da quelle parti (nel 1956).

Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, ha servito un assist al collega Luca Zaia e in generale a tutto il Veneto, annunciando ufficialmente di voler sostenere la candidatura di Cortina come città deputata a ospitare le gare di bob, skeleton e slittino. “Quello era il progetto iniziale, quello deve rimanere. L’importante è che le gare di queste discipline si possano fare in Italia, con la conseguente ricaduta positiva sui territori coinvolti. Giustamente Cortina rivendica il fatto di essere stata scelta come sede dei giochi assieme a Milano anche perché deputata a ospitare buona parte degli eventi, e dunque è giusto che lo Sliding Center venga riqualificato, ospitando le gare previste in origine”.

Una volontà che si scontra però con quella dei tanti comitati locali che da anni hanno avversato questa proposta di rifacimento della pista, che avrebbe un costo di 120 milioni e che comporterebbe a livello ambientale un impatto notevole su tutta l’area. Fontana però ha ribadito che entro la fine dell’anno una decisione dovrà essere presa.

Sala: “Guarderemo i dossier, specie quello più economico…”

Sulla sponda milanese ha parlato anche Giuseppe Sala, primo cittadino di Milano. Che sulla questione della pista da bob è stato più ecumenico: “Vaglieremo i dossier e poi prenderemo una decisione in base anche alla fattibilità del progetto, e chiaramente chi contemplerà un esborso finanziario minore partirà avvantaggiato”. Il 29 dicembre peraltro a Milano salirà Andrea Abodi per una breve visita dei siti dei giochi situati nel capoluogo lombardo: l’arena Santa Giulia (che ospiterà le gare di hockey), il villaggio olimpico e il padiglione della Fiera, dove si terranno le gare di speed skating.

La politica irrompe: Verdi e M5S chiedono che si vada all’estero

Ma la questione che sta a cuore a tutti rimane quella dello Sliding Center, dove la politica ha dimostrato di voler entrare a piedi pari: con una lettera inviata al presidente del CIO, Thomas Bach, i capogruppo di Camera e Senato di Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle hanno chiesto che l’assegnazione delle gare venga affidata a una città estera, motivandola con la necessità di evitare un inutile sperpero di denaro pubblico, visti i trascorsi delle due piste italiane (che risultano inattive da oltre 10 anni).

Nella lettera si fa riferimento anche alle diatribe interne alla maggioranza di Governo, con Antonio Tajani (Forza Italia) che preme per Cesana e Matteo Salvini (Lega) che ha ribadito la necessità di recuperare il sito di Cortina, seppur con un progetto ridimensionato. Parole che tra qualche settimana dovranno trovare una ragione d’essere, ma che ad oggi restano foriere di correnti che covano sotto il mare di una vicenda che tra costi aumentati e disorganizzazione è andata oltre ogni ragionevole limite.

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