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Oscar Brevi: l’arcigno difensore di Como e Torino

Ripercorriamo la carriera di Oscar Brevi, difensore che ha fatto la storia del Torino che oggi veste i panni di allenatore.

17-03-2023 09:43

Claudio Cafarelli

Claudio Cafarelli

Giornalista

Classe 1985: SEO, copywriter e content manager. Laurea in Economia, giornalista pubblicista.

Oscar Brevi: l’arcigno difensore di Como e Torino Fonte: Getty Images

Oscar Brevi è stato senza alcun dubbio un calciatore che grazie al lavoro e alla forza di volontà è riuscito dal basso ad ottenere grandi soddisfazioni personali entrando nella storia di club di spessore e riuscendo con abnegazione a conquistare la serie A. In pochi possono vantare una carriera così in crescita soprattutto considerando le prime squadre con cui il difensore ha mosso i suoi primi passi nel mondo del calcio.

Nato a Milano nel 1967, Oscar Brevi ha fatto la classica gavetta e ha vestito inizialmente le maglie di Bariviera, Trezzano e Carbanese. Arriva poi l’avventura con la maglia della Gallaratese, club della provincia di Novara. Il debutto è avvenuto nella stagione 1990-1991 e con i biancoblu si è legato per ben quattro stagioni totalizzando 90 presenze condite da cinque reti. Si trasferisce poi per una sola annata al Corsico sempre nel campionato Dilettanti dove la squadra arriva terza nel girone B mancando l’obiettivo promozione.

Oscar Brevi: la grande occasione

Le prestazioni di Oscar Brevi però lasciano il segno e la sua tenacia viene premiata dal Lumezzane che punta sul difensore per una stagione tranquilla in serie C2. Nel campionato 1995-1996 la squadra è composta da diversi calciatori che si faranno notare anche in serie A come Fabio Rustico, Federico Crovari e Andrea Soncin. Alla fine della stagione arriva il nono posto nel girone A e Ezio Brevi è il calciatore con più presenze di tutta la rosa scendendo in campo in 33 partite su 34.

Alcuni talenti lasciano la Solbiatese che però confermano il leader della difesa Oscar Brevi ma la stagione è complicata e la squadra raggiunge solo il quattordicesimo posto in classifica. Anche in questo caso però il calciatore originario di Milano si fa notare dagli osservatori e sale così di categoria firmando un contratto con la Lumezzane che nella stagione 1997-1998 ha affrontato il campionato di serie C1.

Accanto a Sonzogni, Oscar Brevi forma una coppia di difensori affidabile e solida in una squadra trascinata dai gol di Taldo e dalle prestazioni del giovane Cristian Brocchi arrivato in prestito dal Milan. 55 i punti conquistati dal Lumezzane che conquista un ottimo quinto posto in classifica, troppo poco per impensierire Cesena e Cremonese. La squadra della provincia di Brescia sfiora però la promozione l’anno successivo in una stagione davvero entusiasmante.

La partenza è in sordina ma il cambio di allenatore con l’arrivo di Alessandro Scanziani trasforma il Lumezzane che nel girone di ritorno conquista 35 punti e un meritato terzo posto. Fatali sono i playoff dove in finale ad avere la meglio è la Pistoiese vittoriosa per 2 a 1. Per Oscar Brevi arrivano anche i primi due gol in maglia Lumezzane ma resta l’amaro in bocca per la mancata promozione in B.

Tutt’altra stagione quella successiva nonostante la presenza in rosa di talenti come Buscè e Cossu, la squadra non gira più come prima ed è costretta ai play out per restare in serie C1. Nella doppia sfida contro il Montevarchi è decisivo il gol di Alteri che permette al Lumezzane di conquistare la salvezza.

Per Oscar Brevi arriva il momento dei saluti e del passaggio al Como che diventerà tappa fondamentale della sua carriera. Nella prima stagione arriva la promozione in serie B grazie alla vittoria in finale play off contro il Livorno. I lariani avevano costruito una squadra di gran lunga superiore alle avversarie con innesti d’esperienza come lo stesso Brevi, Stellini e Bega e con rinforzi di spessore arrivati a gennaio come Padovano e Olivares.

Nella stagione 2001-2002 Oscar Brevi disputa il suo primo campionato di serie B e trascinata dai gol di Lulù Oliveira e alla guida tecnica di Loris Dominissini arriva una storica promozione in serie A a distanza di 13 anni dall’ultima volta. Un doppio salto di categoria che vede tra i protagonisti indiscussi Brevi con 35 presenze in cadetteria. L’approdo nella massima serie però non viene gestito nel migliore di modi, Oliveira lascia Como e non viene rimpiazzato al meglio, anche Oscar Brevi viene coinvolto nella stagione negativa e così a gennaio passa al Palermo, in Serie B. Dopo 16 presenze, a fine campionato rimane svincolato.

Oscar Brevi durante Torino - Roma Fonte:

Oscar Brevi: il grande ritorno con il Torino

Per ripartire Oscar sceglie Ascoli e Loris Dominissini l’allenatore del doppio salto di categoria proprio con il Como. La prima stagione però è in chiaroscuro con un anonimo undicesimo posto e il cambio di panchina, Brevi però torna a giocare con continuità e mette insieme 35 presenze segnando anche un gol. Con l’arrivo di Marco Giampaolo nella stagione 2004-2005 le cose cambiano radicalmente.

Esplode Cristian Bucchi che realizza 17 gol in campionato, la squadra si affida alle giocate di Fini, Cordova, Capparella e Toledo ma soprattutto alla solidità della difesa guidata da Oscar Brevi. 35 presenze comprese le due sfide play-off contro il Torino che permettono all’Ascoli di conquistare una sorprendente promozione in serie A.

Dopo l’ennesimo campionato vinto in serie B, Oscar Brevi diventa un elemento fondamentale per tutte le squadre che puntano a riconquistare la massima serie e, proprio per questo, il nuovo Torino di Urbano Cairo decide di affidarsi all’esperienza del difensore. Si tratta probabilmente della pagina più bella per il calciatore che veste anche la fascia di capitano, il primo dell’era Cairo. I granata sono una corazzata per la categoria con attaccanti di qualità come Vryzas, Abbruscato, Rosina e Muzzi.

L’allenatore Gianni De Biasi, nonostante la partenza a rilento, trova subito l’equilibrio tattico necessario e dopo una lunga rincorsa il Torino conquista il terzo posto in campionato. Ai play-off i granata compiono una grande impresa prima battendo il Cesena e poi ribaltando in finale il 4 a 2 dell’andata contro il Mantova. Rosina, Muzzi e Nicola firmano il 3 a 1 che consente al Torino di tornare di nuovo in serie A.

Dopo la brevissima parentesi con il Como, Oscar Brevi torna di nuovo nella massima serie e nella stagione 2006-2007 scende in campo in 22 partite. Il Torino dopo aver sfiorato l’Europa va in crisi ma riesce a strappare la salvezza sempre con De Biasi richiamato in panchina dopo il momentaneo esonero. Per Brevi la soddisfazione di essere entrato nella storia del Torino in anni complicati con la consapevolezza di aver contribuito al ritorno nel calcio che conta.

Dopo aver assaporato la serie A, Oscar Brevi sceglie il Venezia in serie C1 per giocare accanto al fratello Ezio. Un doppio salto all’indietro dettato dal cuore. In Laguna ha disputato 28 partite, segnando anche una rete ma nella stagione seguente decide di dare una mano al Como, piazza che gli aveva regalato le emozioni più importanti della sua carriera. Oscar Brevi torna così ai lariani e indossa la fascia di capitano.

La stagione 2008-2009 è per il difensore quella della consapevolezza e dell’ennesima gioia. Guazzo è travolgente nell’attacco del Como, ma dietro Brevi comanda i suoi con efficacia e il suo contributo permette alla squadra di conquistare il terzo posto nel girone B di Lega Pro Seconda Divisione. Ai playoff il Como elimina il Rodengo Saiano e l’Alessandria e conquista così la promozione. Per Brevi sembrava essere l’inizio di un nuovo capitolo, però il 20 ottobre 2009, dopo 5 presenze in stagione, decide di ritirarsi dal calcio giocato a quasi 42 anni. Ma, appesi gli scarpini al chiodo, è iniziata la sua vita da allenatore.

Oscar Brevi allenatore: dal Como alla Vis Pesaro

L’addio al calcio giocato di Oscar Brevi coincide con la proposta da parte del Como di diventare allenatore della squadra lariana insieme a Ottavio Strano. Una scelta davvero particolare quella di sostituire Stefano Di Chiara con un esordiente anche se di grande talento. L’ex difensore e bandiera del club investito di grande fiducia decide di scommettere su se stesso dando così il via ad una nuova, e forse inaspettata, carriera.

L’insolita coppia conduce ad una salvezza tranquilla i lariani poi nella stagione successiva Brevi passa al ruolo di allenatore in seconda affiancando Carlo Garavaglia. Proprio quest’ultimo diventa il suo vice nella stagione successiva quando Oscar Brevi accetta l’offerta della Cremonese e diventa allenatore dei grigiorossi.

Un’annata decisamente positiva per l’ex difensore che nonostante una penalizzazione di 6 punti conquista il quinto nella Prima Divisione di Lega Pro. La delusione arriva però nei play-off dove la sconfitta con il Trapani spazza via il sogno promozione. Il 25 settembre 2012 è stato sollevato dall’incarico di allenatore. Si può comunque dire che per lui si sia trattato di un’esperienza molto formativa. Anche nel campionato 2013-2014 Brevi raggiunge i playoff con il Catanzaro ma arriva un’altra cocente eliminazione nelle semifinali, negativa invece l’esperienza con la SPAL durata solo poche partite.

Dopo le esperienze annuali con Padova e Fano, allena per qualche mese il Renate e poi sceglie Olbia per ripartire. In quel momento la squadra era al penultimo posto in classifica, ma Oscar Brevi riesce a ottenere la salvezza avendo la meglio ai play-out contro il Giana Erminio. Nonostante ciò, per lui non arriva la conferma e resta senza panchina fino a dicembre 2020 quando proprio il Giana Erminio decide di puntare sul suo lavoro.

In casa lombarda in quel momento era in corso una vera e propria rivoluzione e ristrutturazione societaria, ma nonostante una situazione difficile al suo arrivo in panchina, così come fatto con l’Olbia, a fine stagione centra salvezza raggiungendo il quattordicesimo posto. Un risultato che gli è valso la conferma per la stagione successiva. Una stagione che però per lui è durata pochissimo, visto che il 10 novembre è stato esonerato con la squadra terzultima in classifica. Un lungo viaggio quello da allenatore per lo storico difensore, protagonista oggi di un intenso percorso.

Il resto è storia a dir poco recente e persino attuale. Oscar Brevi viene annunciato il 5 dicembre del 2022 come nuovo tecnico della Vis Pesaro, in Serie C, al posto dell’esonerato David Sassarini. I marchigiani, che militano nel girone B della categoria, stanno vivendo una stagione fatta di alti e bassi, ma puntano a ottenere una salvezza tranquilla, evitando la sempre temuta lotteria dei play-out. Non resta che attendere quello che succederà e accadrà nei prossimi mesi.

A colpire però è stato quanto fatto in avvio di 2023. Infatti gli uomini di Brevi hanno inanellato una serie di ben sette risultati utili consecutivi, che ha permesso una risalita in classifica. Dopo la sconfitta contro la Recanatese sono infatti arrivate due vittorie consecutive contro Fiorenzuola e Olbia, il pareggio contro l’Ancona e tre punti conquistati contro la Torres. Infine tre pareggi consecutivi contro San Donato Tavarnelle, Rimini e Pontedera. La striscia positiva è stata interrotta dalla sconfitta con la Lucchese arrivata il 19 febbraio con un netto 3 a 0.

Oscar Brevi sulla panchina dell'AS Giana Fonte: Getty Images

Oscar Brevi e il legame con il Torino

Come già sottolineato, Oscar Brevi non è riuscito a dimenticare la sua avventura con il Torino e non solo per quella fascia da capitano indossata con orgoglio, grinta, carattere e determinazione in un periodo tutt’altro che semplice per il club. Sicuramente i colori granata ti rimangono dentro e lui l’ha dimostrato in più di un’occasione, avendo sempre parole di grandissimo rispetto e affetto per la piazza e per i tifosi.

L’attuale allenatore della Vis Pesaro viene spesso interpellato per parlare del momento in casa granata e più volte ha elogiato il lavoro di Ivan Juric, attuale allenatore del Torino. Il primo capitano dell’era Urbano Cairo spesso ricorda la straordinaria promozione della stagione 2005/2006, rievocando quella cattiveria agonistica come monito al Toro di Juric per fare sempre meglio.

L’ex capitano non ha nascosto come il croato possa essere per molti, e anche per lui, una vera e propria fonte di ispirazione e un modello da seguire. Perché il lavoro paga e chissà se Brevi non arrivare passo dopo passo in serie A anche come allenatore così come fatto da giocatore. Non è difficile intuire che un sogno nel cassetto per lo storico difensore sia un giorno poter allenare il Torino a cui ha regalato un pezzo di storia.

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