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Pecco Bagnaia come Valentino Rossi? E l’inizio di una nuova era

La strada per il campione in carica di Moto Gp è tracciata non solo grazie alla sua moto, ma anche grazie al suo viso pulito e alla sua cultura. Il "Dottore", come simbolo, non è più così lontano.

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Che piaccia o non piaccia la Moto Gp è entrata in una nuova era e questa era ha come capostipite indiscusso Francesco “Pecco” Bagnaia. Il numero uno al mondo che è ripartito con il botto già nel primo weekend di gare ufficiali di questo 2023, ha tutte le carte in regola per dare il là ad un’ondata nuova, una freschezza che non si vedeva dai tempi del Goat assoluto, quel Valentino Rossi che ha saputo combinarne di “cotte e di crude” in ogni circostanza, attirando su di sé riflettori che forse mai, nel mondo delle due ruote, avevano saputo brillare tanto.

Da Tavullia a Torino: Bagnaia, quel modello “Dottor Rossi” che comincia ad approssimarsi

E Pecco Bagnaia lo sa, è stato uno dei tanti ad inchinarsi di fronte al dottore, ne ha carpito i segreti, si è formato nella sua scuola, ha chiesto consiglio anche prima della gara di Valencia dello scorso anno, quella che per intenderci gli regalò il titolo. Quello che forse ancora non sa il pilota di Torino, e che è bene impari presto, è che l’unico a poter far rivivere quell’epopea fuori dall’ordinario, è lui. Proprio lui che parla bene davanti ai microfoni, che pesa le parole, che ha cultura, un viso che piace persino alle mamme ansiose e che come massimo della trasgressione social pubblica una foto con gli gnocchi della nonna. Quello che c’è di più lontano dalla figura del centauro trasgressivo anni ‘80, lui lo rappresenta a pieno. A riconferma, appunto, di quanto i tempi siano cambiati e di quanto l’inimmaginabile possa diventare realtà.

Bagnaia: centomila followers in più dopo Portimao

Vincere la prima “Sprint Race” della storia ed il Gp di Portimao gli è valso svegliarsi lunedì mattina con 100 mila followers in più (1.2 milioni in totale ndr), entrando nella scia di due ex piloti come Dovizioso e Iannone che ne contano 1.4 milioni. Non che a Pecco, questo, interessi molto, ma questo e molto altro deve iniziare ad interessare per davvero. Anche un po’ forzatamente. Perché un pilota deve arrivare ad ottenere introiti pubblicitari almeno pari al suo ingaggio (ad oggi ne conta circa 2 milioni), e deve farlo per lui, per il suo team, per il mondo motociclistico. È una crescita direttamente proporzionale fra divertimento, successi e responsabilità.

Bagnaia: quando essere il “numero 1” è anche una scelta

Perché se ti laurei campione del mondo e scegli di mettere il numero uno sul cupolino della tua Ducati è perché numero uno devi aspirare a diventarlo per davvero consapevole che il tuo valore di oggi non ha (quasi) niente a che vedere con quello che potrà essere domani. E questo gli appassionati lo sanno bene: domenica si è toccata quota 1.6 milioni di spettatori unici di fronte al successo di Pecco, +38% rispetto al primo gran premio di un anno fa. Bisogna essere pronti a non stupirsi se a breve qualcuno più che dire “Guardiamo il motomondiale”, dirà guardiamo “Bagnaia”. Perché il “Goat Rossi” resta il “Goat Rossi”, ma anche Dio ebbe i suoi discepoli.

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