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Quanto è costato il Viola Park: cifre e particolarità del progetto

Dall'ottobre del 2023 la Fiorentina ha il suo centro sportivo, il Viola Park un centro di avanguardia assoluta: costi e particolarità del progetto

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Quanto è costato il Viola Park: cifre e particolarità del progetto Fonte: Profilo Facebook: ACF Fiorentina

In principio furono Milanello e la Pinetina, i centri sportivi del Milan e dell’Inter. Centri sportivi nati, a cavallo del biennio 1962-1963, dal genio degli allora presidenti delle due squadre milanesi Angelo Rizzoli ed Angelo Moratti. Ed ancora oggi operativi.

Poi, nel 1979, arrivò Trigoria, il centro sportivo Fulvio Bernardini della Roma ideato da Gaetano Anzalone ed inaugurato da Dino Viola.

Tra gli anni Ottanta e gli Anni Duemila seguirono l’esempio virtuoso la Lazio, con il centro di Formello, il Napoli, che lascia il centro Paradiso di Soccavo e si sposta a Castel Volturno, l’Atalanta, che inaugura Zingonia e la Juventus che passa da Villar Perosa a Vinovo fino all’attuale Juventus Training Center della Continassa.

Un processo virtuoso, sia in termini logistici che economici, a cui lo scorso ottobre si è unita anche la Fiorentina di Rocco Commisso.

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Ottobre 2023, nasce il Viola Park

Da ottobre 2023, infatti, la squadra gigliata non si allena più ai vecchi Campini ma ha, a disposizione, il centro sportivo più grande d’Italia e fra i più grandi in assoluto d’Europa.

Parliamo, ovviamente, del Viola Park, o meglio del Centro Rocco B. Commisso Viola Park. Fortemente voluto, progettato, finanziato, realizzato e inaugurato dal patron della Fiorentina.

Una scelta pienamente incastonata nel solco della tradizione del Business sportivo made in USA. Ovvero realizzare e patrimonializzare infrastrutture che diventano poi asset societari. Ma anche un guanto di sfida verso il futuro.

«Spero che qualche giocatore, guardando il Viola Park, decida di venire qui e non alla Juventus» ha dichiarato, non senza malizia, Commisso il giorno dell’inaugurazione del centro. Facendo anche il verso a chi diceva che la struttura era stata finanziata con le cessioni ai bianconeri di Chiesa e Vlahovic.

Ovviamente non è così. Commisso non ne ha davvero bisogno essendo piazzato al 17° posto nella speciale classifica dei proprietari sportivi USA e al 114° della classifica generale.

E l’idea e la velocità con il quale ha realizzato il Viola Park ne è la riprova. Qualche numero per identificare al meglio la questione.

Costi del Viola Park: le fasi del progetto

Il 6 giugno 2019 il tycoon, fondatore e proprietario d Mediacom, acquista la Fiorentina per un valore di 170 milioni di dollari. Nemmeno sei mesi dopo, il 28 novembre 2019, presenta ufficialmente il progetto, dal valore di 70 milioni di euro, del Viola Park. Tempi di lavorazione 18 mesi, inizio lavori metà 2020.

Il Centro sportivo presentato nella conferenza stampa congiunta con il sindaco di Bagno a Ripoli sorge nella cittadina a 9 km da Firenze si estende su 26 ettari con oltre 29.000 metri quadri di superficie costruita.

Ma nel 2020 accade un fatto imponderabile, lo scoppio della pandemia da coronavirus covid-19. Il progetto, giocoforza, slitta di oltre 12 mesi. Ma Commisso ha la ferma convinzione di procedere e di non farsi fermare dalle avversità, tanto che il 5 febbraio 2021 inaugura il cantiere.

E lo fa con quella che, un tempo, di sarebbe definita un’americanata ma che in realtà restituisce a pieno il senso delle innovazioni presenti al Viola Park. Il cantiere, infatti, viene aperto non con la classica posa della prima pietra ma piantando un ulivo secolare, 200 anni di età.

Il motivo è in ordine al fatto che il centro sportivo non solo sarà totalmente green, sia nelle tecnologie di costruzione che in quelle di alimentazione, ma farà da casa ad una pregiata produzione di olio di oliva. L’Olio Caterina, in onore della Signora Commisso. Un olio che peraltro verrà commercializzato e che farà parte dei ricavi per la gestione del centro.

I lavori durano ventisei mesi, non senza intoppi e difficoltà burocratiche. Il costo lievita da 70 a 113 milioni di euro ma nell’estate del 2023 è tutto finito. La Fiorentina si prende qualche settimana in più per l’inaugurazione e lo scorso 11 ottobre arriva il gran giorno della kermesse di presentazione.

Costi del Viola Park: la struttura

Una kermesse, invero molto spettacolare, nella quale vengono svelate, in via definitiva, tutte la particolarità e le innovazioni dell’Idea Viola Park. Detto delle dimensioni e della superficie costruita passiamo ai dettagli.

Il Viola Park è composto da due stadi, il “Curva Fiesole” da 3.000 posti e il Davide Astori da 1.500 posti a cui si aggiungono 10 campi regolamentari, 5 naturali e 5 ibridi.

Il Curva Fiesole con i suoi 3000 posti, interamente coperti, può ospitare i match della Primavera, ed in futuro dell’Under 23, delle Women ed essendo abilitato ai criteri Uefa potrebbe ospitare tanto i match di Conference League e quelli di Serie A nel periodo dei lavori di ristrutturazione dell’Artemio Franchi.

Ma non solo. Il Rocco B.Commisso Viola Park, dalla sua inaugurazione in poi, ospita gli allenamenti di tutte le squadra afferenti alla Fiorentina. Sono venti. Dai piccolissimi della cantera Viola ai ragazzi di Vicenzo Italiano passando, ovviamente, per le ragazze di Sebastián de la Fuente e di tutte le relative formazioni giovanili.

L’Hydro Work

C’è poi tutta la parte amministrativa della cittadella della Fiorentina che è composta da 12 padiglioni, da 67 uffici, da 400 parcheggi, da 19 sale riunioni, da 75 camere, una vera foresteria, e da un’area eventi che può contenere fino a 500 persone.

E non finisce qui. All’interno del Viola Park ci sono anche ristoranti, bar, un centro per il wellness (con parrucchieri per donna e per uomo), un centro medico ed ambulatori di medicina privata con specializzazioni in odontoiatria e podologia.

Eccellenza assoluta è il settore legato al recupero degli infortuni.

Nella parte medica del Viola Park, infatti, sono presenti macchinari all’avanguardia compreso il costosissimo Hydro Work, un elettromedicale in grado di simulare l’assenza di gravità. Un fattore in grado di accelerare i tempi di recupero e che, c’è da scommetterci, verrà affittato a diversi atleti.

La copertura dei costi

Posto che, come riferisce lo stesso Rocco Commisso, la manutenzione del centro ha un costo annuo di circa 10 milioni di euro, avere a disposizione strutture che possono essere commercializzate, esiste perfino una cappella per organizzare i matrimoni, inciderà in positivo sui costi. Si stima che a regime il 75% del totale sarà coperto in autonomia dalle strutture del Viola Park.

Da segnalare, infine, tutta la parte relativa alla sostenibilità del progetto. Il Viola Park è frutto del lavoro di Marco Casamonti, della Studio Archea Associati, in Raggruppamento Temporaneo di Impresa con la GPA Partners.

Materialmente è stato realizzato da sei aziende: la Nigro & C. Costruzioni S.r.l. che ha lavorato ai nuovi padiglioni, la Dam Costruzioni Generali S.r.l. che si è occupata della Cascina Favard.

Oltre alla Norkos Imp. S.r.l., che ha lavorato ai manti impermeabili di ultimissima generazione, ai Vivai Vannucci, che hanno curato le aree verdi, alla Elcom System S.p.a. che si è occupata delle coperture dei tetti fino alla Artelinea S.p.a. che ha curato gli Arredi e i rivestimenti.

Tutto con un cardine progettuale inderogabile, l’uso di materiali Green al 100% e sostenibilità totale dei lavori. Per questo motivo tutte le strutture sono costruite in legno e acciaio, con ampia presenza di pannelli fotovoltaici ed un sistema di recupero totale dell’acqua piovana tanto per le irrigazioni quanto per gli usi industriali.

Un salto a piè pari nel futuro, una sfida diretta ed esplicita da parte di Commisso al resto dei competitors italiani ed europei.

Articolo a cura di Giovanni Cardarello

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