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Sci Alpino maschile, parte la Coppa del Mondo 2023-24: Odermatt punta a fare tris. Le speranze italiane

È iniziata ufficialmente la coppa del Mondo di sci alpino maschile. Odermatt si presenta come unico vero favorito, mentre l'Italia ripone le proprie speranze in Vinatzer

24-10-2023 15:50

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

La caccia è riaperta, ricomincia la coppa del Mondo di sci alpino maschile ma la preda è impossibile da acchiappare. Perché solo Marco Odermatt può battere… Marco Odermatt: un infortunio, un malanno, una “sbandata” per qualche altra disciplina (se è tanto bravo con gli sci ai piedi, magari gli riesce bene fare anche qualcos’altro), o magari una femme fatal pronta a entrare sulla scena. Scherzarci su è l’unica cosa che rimane da fare: se non succede qualche “cataclisma”, aspettatevi di vedere lo svizzero alzare l’ennesima coppa di cristallo della sua giovane (ma già straripante) carriera.

I rivali: Kilde, Kristoffersen e Braathen

Tanto che è difficile ipotizzare anche chi possa metterlo seriamente in difficoltà: Aleksander Aamodt Kilde è forse quello che potrebbe andarci più vicino, poiché atleta polivalente come pochi se ne vedono in giro, ma la sensazione è che la forbice al momento sia ancora difficile da accorciare.

Per non dire di Henrik Kristoffersen e Lucas Braathen, fortissimi tra i pali stretti (o le porte non troppo larghe del gigante), meno nelle discipline veloci.

E poiché Alexis Pinturault non è più un giovane di primo pelo, tolte le “minacce” provenienti dalla Norvegia non c’è traccia di altri possibili outsider in grado di ambire seriamente alla Coppa del Mondo generale. A meno che Odermatt non voglia prendersi un anno “sabbatico”, per i motivi (più o meno seri) sopra citati.

Gli appuntamenti della 58esima edizione

La 58esima edizione della Coppa del Mondo di sci alpino scatterà domenica 29 ottobre sul ghiacciaio di Soelden, che per quest’anno (è già una notizia) presenta già un manto bianco pronto all’uso.

Così almeno per questa volta le polemiche legate alla volontà della FIS di anticipare le gare così presto (una volta si partiva a fine novembre, e già sembrava un azzardo) resteranno chiuse dentro a un cassetto. Stagione particolare, quella alle porte, orfana di appuntamenti mondiali e o di giochi olimpici: a febbraio, quando di solito vengono messe in calendario le competizioni iridate o a cinque cerchi, si va a Bansko, in Bulgaria, e nella lontana Palisades Tahoe, in California, in piena Squaw Valley, sede delle olimpiadi del 1960.

L’altra grande novità è l’appuntamento a Zermatt-Cervinia, che nel week-end 11-12 novembre ospiterà le prime gare di sempre su un tracciato che percorrerà due Stati (si parte in Svizzera, si arriva in Italia).

Al solito non mancano le località classiche che da sempre animano il calendario maschile: Va d’Isere a inizio dicembre, Val Gardena e Alta Badia prima di Natale, Bormio prima di Capodanno. Poi il trittico di gennaio con Adelboden, Wengen e Kitzbuhel, la night race a Schladming, le tappe di Garmish, Kvitfjell e Kraniska Gora, quest’ultima preceduta da Aspen. Altra novità, le finali di Saalbach (Austria) spalmate su due week-end (16-17 e 22-24 marzo), anziché una singola settimana. Infine, escono di scena la combinata individuale e il parallelo.

Il fidanzato di Mikaela Shiffrin

Come detto, Odermatt guarderà presumibilmente tutti dall’alto verso il basso. E la sfida, più che con i rivali, sarà con se stesso: lo scorso anno ha ritoccato il record di punti in una singola stagione, fissato a 2.042 grazie a un ruolino fatto di 13 (7 in gigante e 6 in supergigante) e 22 podi complessivi, cui ha aggiunto anche due medaglie d’oro ai mondiali in gigante e (sorpresona) in discesa, disciplina nella quale non ha ancora mai vinto in CdM.

Pensandoci bene, questa potrebbe essere una sfida stimolante per la stagione alle porte: conquistare la prima vittoria in libera, e diventare così una “minaccia” anche per chi sin qui ha dominato in discesa, dove Kilde ha vinto le ultime due coppette di specialità.

Quest’ultimo, che oltre ad andar forte sugli sci ha trovato anche l’amore (è fidanzato con Mikaela Shiffrin, la regina del circuito femminile), è l’unico antagonista che può provare a mettere un po’ in discussione la lotta per la classifica generale: nella scorsa stagione ha vinto 8 gare, 6 in discesa libera e due in supergigante, ma cimentandosi soltanto nelle discipline veloci (e orfano anche della combinata) sa di non avere le stesse munizioni dello svizzero.

Avversari, outsiders e possibili sorprese

Kristoffersen ha il problema opposto: in gigante e in slalom è forse il rivale più temibile, ma non gareggia nelle discipline veloci, e questo ne condiziona pesantemente le ambizioni. Vero è che in una stagione orfana di appuntamenti iridati od olimpici qualche azzardo potrebbe anche pagare: vale per Kilde e Kristoffersen, così come vale per Marco Schwarz, la carta migliore che l’Austria si ritrova ad avere in mano dopo la dipartita di Hirscher (ma son trascorsi 4 anni ormai), chiamato però a limitare al minimo gli errori tra i pali stretti.

E vale per Pinturault, che potrebbe tentare di andare all in (lui che polivalente lo è per vocazione), ma che negli ultimi due anni è parso in netto calo, come dimostrano le zero vittorie e i 6 podi (tre per annata) sui quali è salito.

Le coppe di specialità

Se per la generale il pronostico è sostanzialmente chiuso, per le varie coppette di specialità ci potrebbe essere un po’ più di incertezza. Quella di discesa libera sarà presumibilmente un affare tra Kilde e Kriechmayr, quest’ultimo mostratosi assai competitivo nella stagione passata (4 vittorie, tra cui quelle sulla Saslong, sulla Stelvio e sulla Streif, oltre all’acuto nella finale di Soldeu). I due avranno poi il compito ingrato di provare a scalzare Odermatt da quella di supergigante, nel quale negli ultimi due anni non ha avuto rivali, costruendo il “tesoretto” più cospicuo per tenere a bada gli avversari nella classifica generale.

Stesso discorso che attende Kristoffersen, lo sloveno Zan Kranjec e Schwarz nella classifica di gigante, dove gli svizzeri possono giocare anche la carta Meillard, atteso a un deciso salto di qualità.

Per quanto riguarda la coppa di slalom speciale, la sensazione è che ci possano essere più pretendenti con tutte le carte in regola per arrivare a dama: oltre ai norvegesi Braathen e Kristoffersen, occhio all’accoppiata svizzera composta da Ramon Zenhausern e Daniel Yule, con l’austriaco Manuel Feller e il francese Clement Noel chiamati a una stagione di riscatto dopo i tanti errori che hanno contraddistinto quella passata.

E poi soprattutto occhio ad AJ Ginnis, la mina più vagante del circuito: nato ad Atene da padre greco e madre greco-americana, ha sorpreso tutti conquistando l’argento al mondiale di Meribel, riuscendo poi a cogliere un altro secondo posto in CdM. Dovesse trovare continuità, magari ci scappa per davvero la sorpresa.

Le speranze azzurre

Ai più attenti non sarà sfuggito un particolare: dove sono finiti gli italiani? Tra chi rimpiange ancora Tomba (ma son passati 25 anni dall’ultima gara…) e chi c’è rimasto un po’ male nel vedere tante promesse sfiorite strada facendo, nonché deluso dall’ultima annata, certamente ci può essere una via di mezzo. Vero, al maschile l’Italia dello sci alpino sta facendo molta più fatica che in passato.

Dominik Paris dopo 7 stagioni in cui aveva centrato almeno una vittoria in discesa libera è rimasto a secco, ammettendo di essersi “un po’ perso”. Considerando che ad aprile compirà 35 anni, questa potrebbe essere una stagione cruciale per capire se potrà arrivare a Milano-Cortina ancora competitivo, o se la parabola sarà da qui in avanti giocoforza discendente.

Non è più di primo pelo neppure Mattia Casse (compirà 34 anni a febbraio), ma quella passata è stata la sua miglior stagione nel circo bianco, condita da tre podi conquistati in Val Gardena e a Wengen in discesa e a Cortina in supergigante, e quest’anno l’idea è di provare a spingere forte da subito per restare attaccato ai migliori.

Sulla carta l’atleta più competitivo è Alex Vinatzer, che in slalom ha dimostrato di potersela giocare con i migliori, ma che sin qui ha sempre difettato di continuità, spesso uscendo nella seconda manche o comunque non riuscendo mai a metterne due assieme.

Il bronzo ai mondiali di Meribel ha fatto capire al mondo intero che di talento ce n’è abbondanza, ma a 24 anni è tempo di alzare l’asticella e trovare il modo per rendere in maniera più uniforme. Da tenere d’occhio ci sono poi Florian Schieder, splendido secondo sulla Streif a gennaio (dietro a Kriechmayr), e i due slalomisti Tommaso Sala (seppur gravato da un infortunio in estate rimediato a Ushuaia) e Filippo Della Vite, elemento che ha dimostrato progressi importanti nell’ultima stagione (è classe 2001).

In gigante dietro Luca De Aliprandini proverà a emergere Hannes Zingerle, che in Coppa Europa nell’ultima stagione ha fatto vedere di essere cresciuto tanto. Ultimo giro di giostra per Giuliano Razzoli e Stefano Gross, che proveranno a mandare a referto qualche sporadico exploit in ricordo dei giorni belli e felici.

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