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Spalletti ringrazia Maradona per lo scudetto a Napoli e si sente come Bearzot, ecco perché

Manca sempre meno all'inizio di Euro 2024 e il ct torna a parlare: tra un titolo da difendere in Germania e il tricolore vinto in azzurro

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Manca sempre meno all’inizio di Euro 2024 e Luciano Spalletti torna a parlare dopo essere stato premiato agli European Global Soccer Awards. La sua Italia, il paragone con Bearzot e un passaggio inevitabile sul Napoli con tanto di omaggio a Maradona.

Italia, missione Euro 2024: Spalletti come Bearzot

L’Italia di Bearzot che trionfò ai Mondiale del 1982 faceva leva sul blocco Juve composto dai vari Cabrini, Gentile, Rossi, Scirea, Tardelli e Zoff. L’Italia di Spalletti che s’appresta a volare in Germania per gli Europei, invece, si affida al blocco Inter. Nella lista dei pre-convocati, infatti, figurano Acerbi, Barella, Bastoni, Darmian, Dimarco e Frattesi. Del gruppo nerazzurro il ct dice che “ha una mentalità e un modo di stare in campo tutti suoi. Sono calciatori forti proprio come lo erano quelli della Juventus, poi devono essere loro bravi a sentirsi squadra attraverso l’amicizia che hanno nel loro club”.

Spalletti è carico in vista dell’inizio degli Europei

E non potrebbe essere altrimenti, visto che c’è un titolo da provare a difendere. “Chi ci ha preceduto ci ha mostrato la via – ha continuato Spalletti sul palco degli European Global Soccer Awards -. Dobbiamo farci trovare pronti ed essere all’altezza di tutto l’amore per la maglia della Nazionale”. Tornando sul blocco Inter aggiunge che “avere sei della stessa squadra per noi è tanta roba”. Ancor più oggi visto che “non è più come una volta quando Nazionale era formata da tre club come Juve, Inter e Milan, o Roma. Ora ci sono calciatori di tutte le squadre, per cui è importante avere qualcuno che in campo si guarda con gli altri e dice ‘siamo noi e possiamo fidarci perché lo abbiamo fatto vedere con la vittoria del campionato’”.

Lo scudetto col Napoli e il ringraziamento a Maradona

Il tricolore col Napoli della scorsa stagione rappresenta il picco più alto raggiunto in carriera da Spalletti, il coronamento di uno straordinario percorso che lo ha portato anche in Russia prima di far ritorno in Italia. “Quella squadra aveva e ha tante cose speciali. Nel calcio i miti sono importanti ed è proprio per questo motivo che ne ho chiamati cinque a Coverciano (Antognoni, Baggio, Del Piero, Rivera e Totti). A Napoli avevamo un mito, Maradona, che, anche se non c’è più, lo sentivamo e vivevamo tutti i giorni. Dietro al suo mito abbiamo raggiunto il nostro obiettivo”.

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