Non più una sola giornata, ma due. Non solo una corsa nel nome di Michele Scarponi, ma un progetto che prova a mettere insieme ciclismo giovanile, territorio marchigiano e cultura della sicurezza stradale.
Il 2° Trofeo Michele Scarponi, in programma fra venerdì 3 e sabato 4 aprile 2026, segna infatti un salto di scala rispetto al debutto dello scorso anno: la manifestazione cresce, diventa una “due giorni” nazionale Juniores e si allarga fra Filottrano, Castelraimondo e Camerino, tre luoghi che, in modo diverso, dialogano con la storia sportiva e umana dell’Aquila di Filottrano.
- Dal debutto del 2025 alla formula a tappe
- La prima tappa: da Filottrano a Castelraimondo
- La seconda tappa: finale selettivo verso Camerino
- I numeri di una manifestazione in crescita
- Il senso del Trofeo nel nome di Michele
- Filottrano e Camerino, due luoghi simbolici
- Una rete organizzativa costruita sul territorio
Dal debutto del 2025 alla formula a tappe
Il cambio di formato è il primo dato da mettere a fuoco. La prima edizione, disputata il 27 settembre 2025, era una gara in linea unica tra Castelraimondo e Camerino. Per il 2026, invece, gli organizzatori hanno scelto di anticipare l’appuntamento all’inizio di aprile e di raddoppiarne la struttura. È una scelta che racconta bene l’ambizione del Trofeo: non limitarsi a un omaggio simbolico, ma iniziare a costruire una prova riconoscibile dentro il calendario nazionale Juniores. La Federciclismo la classifica infatti come gara nazionale (1.14), e già questo la colloca in una fascia di rilievo nel ciclismo giovanile italiano.
La prima edizione del Trofeo Michele Scarponi si è disputata su un percorso di 96,3 chilometri. La corsa, organizzata dall’ASD Avis Frecce Azzurre con il sostegno della Fondazione Michele Scarponi, si è risolta nel finale di Camerino, dove a imporsi è stato Stefano Cavalli del Team General System, premiato con la maglia bianca di miglior giovane della Vuelta di Spagna vestita da Giulio Pellizzari nella corsa a tappe iberica; sul podio con lui sono saliti Leonardo Schiavo dell’ASD Postumia e Luca Carnicella del CPS Professional Team. Il successo della giornata ha posto le basi per la crescita del Trofeo, che nel 2026 è stato trasformato in una manifestazione su due tappe.
Una corsa dedicata ai giovani, nel pieno spirito di Michele Scarponi e di quel messaggio che nel tempo è diventato il suo manifesto – “Correte in bici, divertitevi e inseguite il sogno, perché magari il sogno, a volte, si realizza” – richiamato anche dalla stele in sua memoria sulla salita da Sarnano a Sassotetto, dove è incisa la sua forma più essenziale: “Correte in bici, divertitevi, inseguite un sogno”. Un luogo altamente simbolico, legato ai suoi allenamenti e alla Tirreno-Adriatico 2009, quando su quella salita scollinò per primo prima di imporsi nella tappa con arrivo a Camerino.
La prima tappa: da Filottrano a Castelraimondo
La prima tappa, il 3 aprile, partirà da Filottrano e si concluderà a Castelraimondo dopo 117,2 chilometri. Il disegno del percorso è costruito in modo da legare la partenza nei luoghi di Michele a un finale più nervoso e selettivo. Dopo il via ufficiale davanti al cimitero di Sant’Anna alle 14, la corsa attraverserà Sant’Anna, Cantalupo e San Vittore, tornerà a Filottrano per il primo Gran Premio della Montagna, poi si allungherà verso sud passando per Appignano, Chiesanuova, Treia, Passo di Treia e San Severino Marche. L’ingresso a Castelraimondo è previsto al km 73,7: da lì comincerà un circuito tecnico di circa 10,8 km da ripetere quattro volte, prima dell’arrivo in Corso Italia. È una tappa che sembra pensata per tenere insieme movimento iniziale, controllo e capacità di leggere bene il finale.
La seconda tappa: finale selettivo verso Camerino
La seconda frazione, il 4 aprile, unirà invece Castelraimondo a Camerino su 107,1 chilometri. Il via ufficiale è fissato alle 13. In apertura gli atleti dovranno affrontare un circuito di circa 10,8 km da ripetere sei volte, con un traguardo volante già al km 22,1. Poi la corsa si sposterà verso Camerino, dove il finale promette una selezione ancora più netta: un circuito impegnativo da percorrere due volte, con il passaggio in via Andrea D’Accorso, il GPM di Camerino e l’ultimo chilometro che attraversa il centro storico prima del traguardo in via Giacomo Venezian. Se la prima tappa può lasciare spazio anche alla gestione, la seconda sembra pensata per mettere in fila gambe, tenuta e lucidità.
I numeri di una manifestazione in crescita
Anche i numeri annunciati raccontano una manifestazione in crescita. Le fonti della Fondazione parlano di oltre 25 squadre e di più di 170 corridori, con partecipazione internazionale da Italia, Spagna, Ungheria, Austria e Slovenia. In altre parole, il Trofeo non nasce per restare confinato dentro una dimensione locale. Il radicamento marchigiano è fortissimo, ma l’orizzonte è già più largo: attrarre squadre, costruire reputazione, diventare un passaggio riconoscibile per chi segue il ciclismo Juniores.
Il senso del Trofeo nel nome di Michele
Il senso profondo della corsa, però, non sta soltanto nei chilometri o nella startlist. Sta nel nome che porta. Michele Scarponi nacque a Jesi il 25 settembre 1979, crebbe a Filottrano e lasciò un segno forte nel ciclismo italiano, fino al Giro d’Italia 2011. Dopo la sua morte, il 22 aprile 2017 in un incidente stradale mentre si allenava a Filottrano, la famiglia ha scelto di non ridurre il ricordo a celebrazione, fondando l’8 maggio 2018 la Fondazione Michele Scarponi per lavorare sulla sicurezza stradale e sulla mobilità sostenibile.
È dentro questa cornice che il Trofeo trova il suo senso più pieno: una corsa per ragazzi, quindi rivolta al futuro, dentro un progetto che prova a trasformare la memoria in educazione e responsabilità. Nella prima edizione sono state anche ricordate due giovani vittime della strada: il trentino Matteo Lorenzi e la friulana Silvia Piccini. A loro,, entrambi investiti e uccisi mentre si allenavano in bicicletta, sono stati dedicati due traguardi traguardi volanti e il gran premio della montagna.
Filottrano e Camerino, due luoghi simbolici
C’è poi il peso dei luoghi. Filottrano è casa, radice, origine. Camerino, invece, è un luogo-simbolo nella biografia sportiva di Scarponi: proprio lì, nel 2009, arrivò una sua vittoria alla Tirreno-Adriatico. Portare l’arrivo finale della seconda tappa di nuovo a Camerino significa allora fare qualcosa di più di una semplice scelta altimetrica: significa inserire la gara dentro una geografia della memoria che nel ciclismo conta ancora moltissimo.
Una rete organizzativa costruita sul territorio
La Fondazione presenta l’evento come un lavoro condiviso con l’Avis Frecce Azzurre e con il G.C. Michele Scarponi. Al di là della formula burocratica, il punto è chiaro: il Trofeo nasce da una rete. Non è il prodotto di un solo soggetto, ma il risultato di una collaborazione fra mondo sportivo, comunità locali e realtà che custodiscono l’eredità di Michele.
Anche per questa edizione la regia organizzativa è stata affidata a Raffaele Babini, direttore di corsa con un curriculum di altissimo profilo, che nel corso della sua carriera ha guidato alcune tra le competizioni più prestigiose del panorama internazionale, dal Giro d’Italia alla Milano-Sanremo, passando per gli Europei di Trento e i Mondiali di Imola. A rappresentare il 2° Trofeo Michele Scarponi nel ruolo di testimonial ci saranno invece due giovani talenti marchigiani che stanno accendendo l’entusiasmo dei tifosi: Giulio Pellizzari e Gianmarco Garofoli.
