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US Open, Dominic Stricker è l'antidivo che ha stregato Flushing Meadows e ribaltato Tsitsipas

Svizzero classe 2002, da juniores aveva mostrato già lampi di classe assoluta, soprattutto in doppio, spesso in coppia con Flavio Cobolli. Ha trascinato New York nel match contro il greco, vinto 3-2

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Auden Bavaro

Auden Bavaro

Giornalista

Lo sporco lavoro del coordinamento: qualcuno lo deve pur fare. Eppure, quando ha modo di pigiare le dita sulla tastiera, restituisce storie e racconti di sport che valgono il biglietto

Partiamo dal dato di fatto, poi tutto il resto: nel secondo turno dell’US Open 2023 un baby svizzero, Dominic Stricker numero 128 del ranking, ha battuto in cinque set Stefanos Tsitsipas. Finisce 3-2 per l’elvetico: 7-5, 6-7, 6-7, 7-6, 6-3.

Quattro ore e dieci minuti di partita. Ai sedicesimi di finale, Stricker se la vedrà con il francese Benjamin Bonzi, 108 Atp, 27 anni. E qui passiamo avanti: di cose da dire ce ne sono.

Fino a che punto mi piace Dominic

In tempo di politically correct è bene andarci cauti, ma cerchiamo altresì la sincerità: a un primo sguardo, c’è qualcuno che sarebbe in grado di sostenere con convinzione che Dominic Stricker rappresenta il prototipo del tennista del ventunesimo secolo?

Certi dettagli non possono passare inosservati: braccia da manovale o da pescatore d’altura prestato alla racchetta, pancia piuttosto pronunciata (e senza far nulla per nasconderla), gambe apparentemente pesanti che pure si muovono avanti e indietro con una rapidità a tratti sorprendente.

Lui stesso si definisce un “mancino atipico”: ai mancini solitamente piace scambiare da fondo campo, variare i colpi facendo muovere l’avversario, giocando però costantemente sulla difensiva.

Dominic è l’esatto opposto: ama il serve and volley, scende a rete anche quando non ce n’è bisogno, gioca stabilmente con i piedi dentro al rettangolo di gioco. Insomma, è la perfetta antitesi del tennista del 2000.

L’amore sconfinato per Federer

E non inganni il suo amore sconfinato per Roger Federer, che certo sul campo non gli somiglia per niente: entrambi sono svizzeri, e se sei svizzero, nato nel 2022 (un anno esatto dopo Sinner, il 16 agosto) e tieni una racchetta in mano, allora non puoi che aver preso ispirazione da Re Roger.

Che da ieri, questo è sicuro, almeno per qualche giorno non sarà probabilmente il tennista svizzero più googleato al mondo.

La partita del torneo (almeno finora)

Dominic Stricker è un ragazzo come tanti che, a 21 anni appena compiuti, ha vissuto la sua (prima) giornata di gloria. L’ha fatto sbattendo fuori dagli US Open nientemeno che Stefanos Tsitsipas che, al solito, c’ha messo del suo per buttar via la partita, alla stregua di molte altre tra quelle giocate in carriera a questo livello: la teneva salda nelle mani.

Sul 5-3 del quarto set, quando è andato a servire per il match, tutto lasciava presagire a un epilogo abbastanza scontato: Stricker era stato lesto ad approfittare di un calo di tensione del greco, reo di aver sprecato un break di vantaggio nel corso di un primo set prima dominato, poi gettato alle ortiche.

Ma nei tiebreak del secondo e del terzo le gerarchie erano state prontamente ristabilite, seppur non senza patemi d’animo, peraltro proseguiti in avvio di quarto set con l’ennesimo break ottenuto dallo svizzero.

368 punti totali, 187 a 181 per lo svizzero

Con un contro parziale di quattro giochi a zero, Tsitsipas tornava nuovamente avanti prima di sprecare la chance per chiudere i conti nel nono gioco del quarto set. E nonostante avesse poi di nuovo la chance di andare a due punti dal match nel tiebreak, poi perso 8-6.

Il mancino a uscire di Stricker, in quel momento, ha cominciato a fare ancora più male e, nel quinto e decisivo set, il break conquistato in avvio s’è rivelato alla stregua del colpo risolutore: sul 5-3 per lo svizzero, Tsitsi ha avuto l’ultima palla break per rimettersi in partita ma tre punti consecutivi del giovanotto di Munsingen, piccolo comune nel cantone di Berna, hanno posto l’ultima parola su un match destinato già a finire dritto nei libri di storia del torneo.

Basta leggerne i numeri per capirlo meglio: 368 punti totali, 187 a 181 per lo svizzero, 150 colpi vincenti (79-71 per Dominic), 82 errori gratuiti (42-40 per Tsitsi), 22 ace a 11 per il greco, che pur trovando il 79% dei punti con la prima (contro il 72% dell’elvetico) alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca, complice anche il modesto 45% di punti ottenuti sulla seconda. Perché contro uno che entra coi piedi in campo servire male è una condanna.

Il doppio in coppia con Flavio Cobolli

Con l’impresa ottenuta a discapito di Tsitsipas, per Stricker si sono aperte ufficialmente le porte della notorietà applicata al tennis. E dire che da juniores aveva mostrato già lampi di classe assoluta, soprattutto in doppio, spesso in coppia con Flavio Cobolli.

Poi nel 2019 passa nei circuiti professionistici e comincia a mettere nel mirino i primi tornei Challenger: nel 2021 a marzo vince a Lugano battendo l’ucraino Sachko, poi nel 2022 si ripete a Cleveland e a Zugo. Nel 2023 arriva a dama a Rovereto (in finale piegando Zeppieri) e a Praga.

Nei 250 le gioie arrivano sempre in doppio, con le vittorie sul giardino di terra rossa di casa, quello di Gstaad, prima in coppia con Husler (2021), poi con Wawrinka (2023). Il cemento però è la sua superficie preferita: ha una percentuale di vittorie del 67% (su 90 match), ma non disdegna nemmeno l’erba (62% su 21 partite disputate).

Mancava dal veloce da cinque mesi

Quando una settimana e mezzo fa si è presentato al via delle qualificazioni degli US Open, mancava dal veloce da ben 5 mesi, quando perse agli ottavi da testa di serie numero 1 nel torneo casalingo di Biel-Bienne, a un passo da Berna.

Contro lo spagnolo Llamas Ruiz nel secondo match newyorchese ha persino dovuto annullare un match point, cosa che ad esempio non ha dovuto fare nella maratona contro Tsitsipas, diventata la sua nuova gara manifesto, anche perché la prima vinta contro un giocatore top 10 al mondo (top 5 in questo caso).

Ama la pesca d’altura e tifa Young Boys

La precedente giornata di gloria, vissuta sull’erba di Stoccarda nel giugno 2021, l’aveva visto protagonista di una vittoria in due set su Hurkacz, all’epoca numero 20 del mondo.

Questa però ha un sapore tutto speciale. Intanto perché gli vale il best ranking, a un tiro di schioppo dalla top 100 (distante una manciata di punti).

E poi perché vincere una gara al quinto ha un fascino tutto particolare. Gli svizzeri erano abituati a vederlo fare a Federer e Wawrinka, ora sanno che c’è qualcuno che può rimetterli sulla cartina geografica del tennis.

Uno che tifa Young Boys, che ama la pesca d’altura (sogna di andare a pescare nei laghi in Ecuador, ma con compagni d’avventura che non soffrano il mal di mare…), che guarda tanta NBA, calcio e hockey su ghiaccio. E che se potesse essere qualcun altro, oltre a Re Roger, vorrebbe essere un pesce, “per respirare sott’acqua”. Svizzero? No. Stricker.

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